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Schifani: "Forza Italia non sia gestita dagli amici della porta accanto"

Renato Schifani  
Il governatore della Sicilia: "Un peccato assistere a dibattiti autoreferenziali appresi dalla stampa, senza un confronto nel partito"
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ROMA - "Il rilancio di Forza Italia? Ben venga, purché non sia fatto seguendo la logica della porta accanto". Renato Schifani è una delle figure storiche di Forza Italia. Ne è stato capogruppo al Senato, poi è andato a sedersi sullo scranno più alto di Palazzo Madama. Adesso governa la Regione Siciliana, uno dei (pochi) granai elettorali di cui Berlusconi ancora dispone. Un po' per la sua storia, un po' per il consenso che ancora riserva agli azzurri l'isola, Schifani si sente di lanciare un allarme in vista dell'annunciata riorganizzazione del partito.

Berlusconi, dopo il ricovero, ha lasciato intendere di avere saldamente il mano il partito. E ha parlato di restyling di Forza Italia.

"Sui media c'è un gran parlare dei nuovi assetti di Forza Italia. Di un rilancio che è da condividere, purché - come non è avvenuto a volte in passato - si basi su principi condivisibili e concordati"…

ROMA - "Il rilancio di Forza Italia? Ben venga, purché non sia fatto seguendo la logica della porta accanto". Renato Schifani è una delle figure storiche di Forza Italia. Ne è stato capogruppo al Senato, poi è andato a sedersi sullo scranno più alto di Palazzo Madama. Adesso governa la Regione Siciliana, uno dei (pochi) granai elettorali di cui Berlusconi ancora dispone. Un po' per la sua storia, un po' per il consenso che ancora riserva agli azzurri l'isola, Schifani si sente di lanciare un allarme in vista dell'annunciata riorganizzazione del partito.

Berlusconi, dopo il ricovero, ha lasciato intendere di avere saldamente il mano il partito. E ha parlato di restyling di Forza Italia.

"Sui media c'è un gran parlare dei nuovi assetti di Forza Italia. Di un rilancio che è da condividere, purché - come non è avvenuto a volte in passato - si basi su principi condivisibili e concordati".

Lei chiede una maggiore democrazia interna.

"Dico solo che sarebbe un peccato dover assistere di nuovo a dibattiti fini a se stessi e autoreferenziali, magari appresi dalla stampa. Senza un confronto vero all'interno del partito".

Avverte il rischio che una parte di Forza Italia rimanga fuori dalla riorganizzazione?

"Bisogna ascoltare la voce di tutti, anche dei dirigenti che lavorano sul territorio, che sono radicati in esso. Costituiscono il nerbo di ogni partito. In Forza Italia, nello specifico, amministrano e dettano strategie per creare consenso e rafforzare le linee liberali del partito".

È il Sud che alza la voce.

"Guardi, sono convinto che Berlusconi terrà conto del gradimento elettorale espresso nelle diverse aree del Paese. Purtroppo in passato questo non è accaduto. Non abbiamo bisogno di una Forza Italia con una classe dirigente del Nord e con i voti che vengono dal Sud. E' uno strabismo che va corretto. Lo dissi già nel 2021 al presidente".

Davvero?

"Sì, andai in Sardegna e consegnai a Berlusconi una mappa dalla quale si evinceva che l'85 per cento dei ruoli di partito, parlamentari e istituzionali era ricoperto da esponenti del Centronord. Ora la percentuale è addirittura aumentata. Eppure ricordo che in Sicilia Fi è al 14,7 per cento, in Lombardia al 7 e nel Lazio all'8".

Al convegno di Milano ha detto che il sì all'autonomia, da parte vostra, non è scontato.

"Nell'ultima Finanziaria è stata appostata una somma di appena 10 milioni. La ritengo simbolica. Certo, una cosa del genere non dovrà più ripetersi, Saremo vigili e ci batteremo per il rispetto del nuovo articolo 119 della Costituzione che pone l'obbligo a carico della Repubblica di promuovere misure necessarie a rimuovere svantaggi dell'insularità".

Gli altri governatori del Sud, come il calabrese Occhiuto, sono d'accordo?

"Non si può nascondere che in alcune parti d'Italia covi malessere. E io mi sentirei in colpa se non dicessi quello che penso, se non mettessi in guardia davanti al pericolo un metodo di rilancio che parte dalla porta accanto, che premia non l'esperienza collaudata ma i rapporti personali".

Berlusconi ha detto che saranno premiati i talenti

"Affermazione lodevole, basta che ci si metta d'accordo su cosa significa: se ci limitiamo, mettiamola così, al talento intellettuale, si rischia di cadere in scelte che valorizzeranno chi ha più simpatie nel gotha del partito".

C'è chi pensa che lei voglia guidare l'opposizione interna a Tajani.

"Tajani è una persona rispettabile e una storica risorsa del partito, come altri. Il problema non è lui ma l'esigenza di trasformare Forza Italia in un partito aperto".