La mossa di Schlein: via De Luca jr da vice-capogruppo alla Camera
di Lorenzo De CiccoElly Schlein vuole dare un segnale. Dunque, dicono i suoi, il dado è tratto: Piero De Luca non sarà più vice-capogruppo del Pd alla Camera. La ratifica, dopo due mesi di tira e molla, è in calendario per oggi, se il gruppo parlamentare a Montecitorio non remerà contro la segretaria. Questione di segnali, appunto, che Schlein vuole dare all'interno del partito, ma soprattutto all'esterno. La leader non ne vuole sapere di ricandidare per la terza volta De Luca senior, cioè Vincenzo, padre di Piero, a governatore della Campania. E intanto gli ha commissariato il partito regionale, al grido di "guerra ai cacicchi".
Dunque il siluramento del figlio ai vertici del gruppo di Montecitorio è conseguente. Lo schema prevede che De Luca jr sia rimpiazzato da un bonacciniano, Andrea De Maria (l'alternativa è Ubaldo Pagano, sempre della minoranza), con la conferma di Simona Bonafè e l'innesto di Valentina Ghio…
Elly Schlein vuole dare un segnale. Dunque, dicono i suoi, il dado è tratto: Piero De Luca non sarà più vice-capogruppo del Pd alla Camera. La ratifica, dopo due mesi di tira e molla, è in calendario per oggi, se il gruppo parlamentare a Montecitorio non remerà contro la segretaria. Questione di segnali, appunto, che Schlein vuole dare all'interno del partito, ma soprattutto all'esterno. La leader non ne vuole sapere di ricandidare per la terza volta De Luca senior, cioè Vincenzo, padre di Piero, a governatore della Campania. E intanto gli ha commissariato il partito regionale, al grido di "guerra ai cacicchi".
Dunque il siluramento del figlio ai vertici del gruppo di Montecitorio è conseguente. Lo schema prevede che De Luca jr sia rimpiazzato da un bonacciniano, Andrea De Maria (l'alternativa è Ubaldo Pagano, sempre della minoranza), con la conferma di Simona Bonafè e l'innesto di Valentina Ghio, vicina ad Andrea Orlando, in quota sinistra. Nelle ultime ore a De Luca jr, difeso da Base riformista, sarebbe stato offerto un posto minore, sempre nell'ufficio di presidenza. Ma non è detto che accetti il demansionamento.
Il match interno al Pd si disputa sottotraccia da fine marzo, quando Chiara Braga, franceschiniana, è stata eletta capogruppo dei deputati, al posto di Debora Serracchiani, che aveva sostenuto Bonaccini, poi "ripescata" in segreteria come responsabile Giustizia. La stessa Braga ha provato a mediare su De Luca jr, salvo poi capire dalla segretaria che non era aria. Quindi la casella, assicurano gli schleiniani, è destinata a saltare. E oggi sembra il giorno buono, dopo una settimana complicata, per la segretaria, tra le amministrative flop e i dissidi all'Europarlamento sul Pnrr per acquistare le armi.
È una partita a incastri. Infatti i senatori sono già stati convocati per oggi alle 18, per nominare i vice-capigruppo che affiancheranno il presidente Francesco Boccia: Alfredo Bazoli e Beatrice Lorenzin, in quota Bonaccini, col primo che dovrebbe strappare l'incarico di vicario come chiede Base riformista; Franco Mirabelli, della maggioranza Schlein; Antonio Nicita per i lettiani. I deputati si vedranno prima, alle 10, anche se i più hanno appreso della convocazione solo nella tarda serata di ieri.
"E' sbagliato trasformare questo passaggio nella ricerca di uno scalpo politico", è stato il ragionamento di Lorenzo Guerini all'assemblea dei deputati dem. L'esponente di Base riformista, la corrente di minoranza, si è detto critico sulle scelte non per un tema "di equilibri", ma perché non accetta "i processi a un cognome". Il riferimento è allo spostamento di De Luca dal ruolo di vicecapogruppo al ruolo di segretario.