Da Siri a Crimi, quei cinquanta ex parlamentari ripescati nei Palazzi. Con “onorevoli” indennità
di Antonio FraschillaIl governo del merito, certo. Ma di chi? Perché al di là degli slogan dal sapore populista i partiti di maggioranza hanno piazzato negli staff dei ministeri, dei gruppi parlamentari e nei cda delle società partecipate un esercito di ex deputati e senatori non rieletti o non candidati. E all'opposizione è stato soprattutto il Movimento 5 stelle ad aver sistemato alcuni suoi ministri ed ex parlamentari per quel che poteva: dall'uno vale uno, a qualcuno vale un po' di più.
Repubblica ha contato almeno cinquanta nomi di politici che sono rimasti nel giro con ruoli di esperti, consulenti e consiglieri in cda. Il partito che è stato più accogliente nel ripescare trombati e non ricandidati è stato Forza Italia. Antonio Tajani ha riempito il suo staff in qualità di vicepresidente del Consiglio di suoi ex colleghi parlamentari. Ad esempio tra gli altri ha scelto Gianluigi Tombolini, candidato alle ult…
Il governo del merito, certo. Ma di chi? Perché al di là degli slogan dal sapore populista i partiti di maggioranza hanno piazzato negli staff dei ministeri, dei gruppi parlamentari e nei cda delle società partecipate un esercito di ex deputati e senatori non rieletti o non candidati. E all'opposizione è stato soprattutto il Movimento 5 stelle ad aver sistemato alcuni suoi ministri ed ex parlamentari per quel che poteva: dall'uno vale uno, a qualcuno vale un po' di più.
Repubblica ha contato almeno cinquanta nomi di politici che sono rimasti nel giro con ruoli di esperti, consulenti e consiglieri in cda. Il partito che è stato più accogliente nel ripescare trombati e non ricandidati è stato Forza Italia. Antonio Tajani ha riempito il suo staff in qualità di vicepresidente del Consiglio di suoi ex colleghi parlamentari. Ad esempio tra gli altri ha scelto Gianluigi Tombolini, candidato alle ultime Politiche, come "consigliere per le attività di promozione delle tradizioni delle comunità italiane". Ma, anche, Emily Rini, candidata alla Camera, Sestino Giacomoni, pure lui non rieletto, indicato da Tajani come "esperto consigliere per la politica economica e imprenditoriale", compenso 50 mila euro, insieme all'ex deputata Maria Spena, scelta invece come "consigliere per le tematiche afferenti alle filiere produttive". Ma non finisce qui: sempre con Tajani c'è l'ex deputato Carmine De Angelis in qualità di "consigliere per le politiche degli enti locali", compenso da 30 mila euro. Insomma, lo staff come grande paracadute. Sempre in area Forza Italia il ministro Paolo Zangrillo ha scelto come esperti due candidati non eletti, Marco Perosino e Diego Sozzani. L'ex senatrice Roberta Toffanin ha invece trovato riparo dal ministro Gilberto Pichetto Fratin come "esperta economica", compenso da 80 mila euro. Ma non è tutto bellissimo? Tra gli ex deputati forzisti che hanno trovato una poltrona c'è poi l'ex sottosegretario Giuseppe Moles, che siede nel cda della società Acquirente unico del Gse.
Anche il leader della Lega Matteo Salvini ha avuto buon cuore nel dare riparo a ex deputati e senatori del Carroccio. Nel suo staff in qualità di vicepresidente del Consiglio (come Tajani ha un doppio staff, sia al ministero sia Palazzo Chigi) ha scelto Pasquale Pepe, non eletto nell'ultima tornata, come "consigliere per il Sud" e compenso da 60 mila euro; l'ex sottosegretario Armando Siri in qualità di "consigliere per le politiche economiche" compenso da 120 mila euro; il candidato alla Camera non eletto Stefano Locatelli come "consigliere per i rapporti con le autonomie", compenso da 120 mila euro. L'ex senatore Luigi Augussori è stato scelto invece dal ministro Roberto Calderoli come "consigliere per gli affari istituzionali", compenso da 64.800 euro, insieme a Mauro Bosatra, non eletto al Senato, e indicato come "consigliere per i rapporti con le autonomie territoriali", compenso da 86.400 euro. Ma attenzione: Calderoli parla con Bosatra di autonomie territoriali, ma se vuole entrare nel dettaglio dei territori montani parla invece con un altro esperto che si è scelto: l'ex senatore Stefano Corti suo "consigliere per i territori a vocazione montana", compenso da 21.600 euro. Perfino l'ex ministro leghista Marco Bussetti ha trovato un posticino come consulente del ministro dello sport Andrea Abodi. Mentre l'ex deputato leghista Flavio Di Muro è adesso capo staff del sottosegretario Edoardo Rixi. La Lega non lascia indietro nessuno, dei suoi: così gli ex senatori Paolo Arrigoni e Francesco Urraro sono stati ripescati al Gestore dei servizi energetici e al Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.
Anche il partito del "merito" per eccellenza, nel senso che lo sbandiera a ogni piè sospinto, ha ripescato ex deputati e senatori. L'ex deputato di Fratelli d'Italia Francesco Bruni è stato scelto dal ministro Raffaele Fitto come "esperto giuridico" per 40 mila euro lordi all'anno. Dusolina Marcolin, candidata non eletta al Senato di FdI, è capo segreteria del ministro Luca Ciriani. L'ex sindaco di Verona Federico Sboarina è esperto del ministro Abodi, compenso da 50 mila euro, e l'ex deputato Massimiliano De Toma è consulente del sottosegretario Butti. Alessandro Zehentner, candidato non eletto al Senato, è stato appena nominato nel cda dell'Enel mentre Francesco Macrì, ex consigliere comunale di FdI ad Arezzo non candidato in extremis alle Politiche e che disse che avrebbe avuto per ricompensa un "incarico nazionale", è stato appena indicato nel cda di Leonardo. Il merito prima di tutto, certo.
Sul fronte dell'opposizione il Movimento 5 stelle ha salvato alcuni suoi non eletti: Vito Crimi e Paola Taverna lavorano al gruppo alla Camera, l'ex deputato Salvatore Micillo è nello staff del vicepresidente Camera Sergio Costa. L'ex ministro alla Giustizia Alfonso Bonafede è stato eletto al consiglio di presidenza della giustizia tributaria, grazie ad un accordo tra Conte e Meloni. E che dire del simbolo dell'anticasta per eccellenza, che ne aveva per tutti e tutte: Luigi Di Maio, non rieletto dopo la batosta elettorale del suo partitino pro Draghi, è stato nominato rappresentante dell'Unione europea nel Golfo Persico. L'uno vale uno, ma non troppo però.