Ciani contrario alle armi irrita i dem, da Guerini a Picierno: "La linea del Pd sull'Ucraina è chiara e non è in discussione"
di Lorenzo De CiccoLe parole di Paolo Ciani, nuovo vice-capogruppo del Pd alla Camera, al posto di Piero De Luca, scatenano un'ondata di reazioni dentro al partito di Elly Schlein. "Non sono del Pd, non mi iscrivo, e sull'Ucraina il partito può cambiare parere, io sono contrario alle armi", le dichiarazioni del deputato in un'intervista a Repubblica, in cui ha fatto sapere di voler tenere in piedi il suo movimento, Demos. Frasi che non sono piaciute a molti, soprattutto su Kiev, da Lorenzo Guerini a Piero Fassino. Interviene anche la segretaria dem: sull'Ucraina "la linea del Pd è ben chiara, non c'è bisogno che aggiunga altro io".
Le reazioni da Guerini a Fassino
Posizione ribadita dall'ex ministro Lorenzo Guerini, presidente del Copasir e capo di Base riformista, "la nostra linea sull'Ucraina è chiara e non è minimamente in discussione". La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, è ancor…
Le parole di Paolo Ciani, nuovo vice-capogruppo del Pd alla Camera, al posto di Piero De Luca, scatenano un'ondata di reazioni dentro al partito di Elly Schlein. "Non sono del Pd, non mi iscrivo, e sull'Ucraina il partito può cambiare parere, io sono contrario alle armi", le dichiarazioni del deputato in un'intervista a Repubblica, in cui ha fatto sapere di voler tenere in piedi il suo movimento, Demos. Frasi che non sono piaciute a molti, soprattutto su Kiev, da Lorenzo Guerini a Piero Fassino. Interviene anche la segretaria dem: sull'Ucraina "la linea del Pd è ben chiara, non c'è bisogno che aggiunga altro io".
Le reazioni da Guerini a Fassino
Posizione ribadita dall'ex ministro Lorenzo Guerini, presidente del Copasir e capo di Base riformista, "la nostra linea sull'Ucraina è chiara e non è minimamente in discussione". La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, è ancora più severa: "Ciani diventa vicecapogruppo del gruppo del Pd, dichiara di non volersi iscrivere al nostro partito ma di volerne cambiare la linea sull'Ucraina. Grande confusione sotto il cielo. Una cosa però mi pare importante ribadirla: il sostegno del Pd alla resistenza Ucraina non cambia e non cambia".
Sulla stessa linea Piero Fassino: "Non si cambia la linea del Pd sull'Ucraina con una intervista. E in ogni caso sarebbe un errore". "Rispetto Paolo Ciani, le sue battaglie, il suo impegno sociale - commenta invece su Twitter il senatore Dario Parrini - Ma il disarmo unilaterale di un Paese invaso significherebbe favorire l'invasore. Il Pd è stato, è e dovrà rimanere concretamente dalla parte dell'aggredito, dalla parte della libertà e della democrazia". Lo stesso dice il senatore Filippo Sensi: "Stimo e rispetto Paolo Ciani, la sua storia, la sua integrità. Sono cattolico, apostolico, romano e del Pd, ce le ho tutte. Ma il mio sostegno fino alla fine all'Ucraina e alla resistenza contro l'aggressione della Russia non vacillerà, non cambierà. No".
La replica di Ciani
Una batteria di reazioni che ha spinto lo stesso Ciani a intervenire, con una nota stampa, per precisare: "Vedo che le mie dichiarazioni rilasciate a Repubblica suscitano attenzione soprattutto perché sottolineano la mia indipendenza - dice il vice-capogruppo del Pd - È vero, non sono iscritto al Pd. Ma se mi sono convintamente candidato con la lista Pd-Idp è perché credo che sia possibile in questo gruppo portare avanti molte delle mie convinzioni per la giustizia sociale e la pace". I contenuti dell'intervista, quindi, sostiene Ciani "non volevano essere una presa di distanza, ma miravano a sottolineare come alcune miei posizioni non impegnano certo né il gruppo né il partito. Come è sempre stato per gli eletti indipendenti della sinistra, possono coesistere su alcune specifiche questioni punti di vista diversi senza che questi costituiscano profonde fratture". E Schlein commenta: "Ciani ha chiarito le sue affermazioni, che ha fatto a titolo del suo partito, che è Demos con cui abbiamo condiviso l'esperienza delle elezioni, e non è il Pd".