Schlein al Roma Pride, Conte no. L’ex premier: “Non vado nemmeno ai matrimoni”
di Lorenzo De Cicco"Il Gay pride? Non ci sarò, ma non vado nemmeno alle feste di compleanno o ai matrimoni”, dice Giuseppe Conte. Sabato il leader dei 5 Stelle non sfilerà. Al contrario di Elly Schlein, che ha già fatto sapere: “Noi parteciperemo”. A maggior ragione adesso, dopo che il governatore meloniano del Lazio, Francesco Rocca, ha ritirato il patrocinio della Regione alla manifestazione Lgbt+, prendendosela con “l’utero in affitto”, che in realtà non è menzionato nel manifesto degli organizzatori, che parlano solo di gestazione per altri “etica e solidale”.
Conte comunque non marcerà al corteo che si snoderà per le vie della Capitale. In Transatlantico, il presidente del Movimento la prende un po’ larga: “Ho altri impegni, quel giorno”, dice a Repubblica. Perché non ha mai partecipato a un Gay Pride, anche in precedenza? Risposta: “Ma io non vado nemmeno ai matrimo…
"Il Gay pride? Non ci sarò, ma non vado nemmeno alle feste di compleanno o ai matrimoni”, dice Giuseppe Conte. Sabato il leader dei 5 Stelle non sfilerà. Al contrario di Elly Schlein, che ha già fatto sapere: “Noi parteciperemo”. A maggior ragione adesso, dopo che il governatore meloniano del Lazio, Francesco Rocca, ha ritirato il patrocinio della Regione alla manifestazione Lgbt+, prendendosela con “l’utero in affitto”, che in realtà non è menzionato nel manifesto degli organizzatori, che parlano solo di gestazione per altri “etica e solidale”.
Conte comunque non marcerà al corteo che si snoderà per le vie della Capitale. In Transatlantico, il presidente del Movimento la prende un po’ larga: “Ho altri impegni, quel giorno”, dice a Repubblica. Perché non ha mai partecipato a un Gay Pride, anche in precedenza? Risposta: “Ma io non vado nemmeno ai matrimoni o alle feste di compleanno. Sono fatto così, penso solo a lavorare”. Anche se qualche matrimonio, a dirla tutta, l’ha persino celebrato.
Certo è che, anche nel Pd, hanno notato una cosa: nessun parlamentare del Movimento ha rilasciato dichiarazioni alle agenzie stampa sulla giravolta di Rocca sul patrocinio. L’unico a prendere posizione è stato un europarlamentare, Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente dell’intergruppo Lgbti del Parlamento europeo, e dato ormai in rotta con Conte, anche perché è al secondo mandato e con le regole attuali non è ricandidabile. Mentre Alessandra Maiorino, senatrice molto attenata a questi temi, ha scritto un post su Facebook. Per il resto, solo (pochi) esponenti locali hanno stigmatizzato la mossa della Pisana, seguita ieri da quella della Lombardia. Un paio di consiglieri regionali. Stop. Segno che da Campo Marzio, quartier generale dei 5 Stelle, non è arrivato, come minimo, alcun input a intervenire.
C’è chi legge questa mossa come il riflesso della linea del M5S, dalle primarie del Pd in poi. Ossia, marcare le distanze dai democratici, giudicati dall’ex premier “ancora un partito di potere”. Anche perché nel programma elettorale del M5S alle ultime Politiche c’erano sia il matrimonio egualitario che una legge contro l’omotransfobia, mentre nel 2016, quando Conte era un semplice avvocato, il Movimento si asteneva sulle unioni civili. Insomma, sui temi l’approccio sembra cambiato. Ma la piazza con Schlein no. Anche ieri, Conte e la segretaria del Pd non si sono incrociati. Anche se erano entrambi a Montecitorio, durante la discussione del decreto Pa. A pochi metri l’uno dall’altra. Ma senza nemmeno un saluto. “Non ci siamo visti, credo che poi lei se ne sia andata presto”, risponde Conte, che invece è rimasto fino a sera.
Il M5S comunque, fa sapere proprio la senatrice Maiorino a Repubblica, parteciperà al Pride. "E ci saremo con le nostre bandiere. Negli anni scorsi abbiamo preso parte alla manifestazione, ma senza simboli, mentre vedevamo le bandiere di chiunque. Stavolta le porteremo. Perché per noi la battaglia sui diritti è essenziale e bisogna fare fronte comune con tutte le opposizioni". Ma le parole di Conte aprono una polemica a sinistra. "Quanta superficialità", twitta Riccardo Magi, segretario di +Europa. E aggiunge, ironico: "Conte sempre più fortissimo punto di riferimento dei progressisti...".