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Gay Pride, Vladimir Luxuria non cede a Rocca: "Sceneggiata della destra, alzano la posta per reprimere la sfilata"

L'ex parlamentare contro la scelta del governatore del Lazio di ritirare il patrocinio alla manifestazione: "Tirano fuori la questione dell'utero in affitto per nascondere ciò che realmente pensano: 'Solo se sei etero hai il diritto di procreare'"
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"Attenzione, se la si dà vinta adesso, alzeranno la posta e vorranno reprimere Il Pride". Vladimir Luxuria non crede a una mediazione tra Regione Lazio e promotori. Domenica sera, alle 20.50, l'ex parlamentare sarà a Bologna con Carlotta Vagnoli nel cortile interno dell'Arena del Sole di Bologna per "Officina Repubblica" nell'ambito del programma di Repubblica delle Idee (non è necessario registrarsi). Il giorno prima, sabato, sfilerà invece al Pride di Roma. Oggi torna sulle polemiche che accompagnano l'edizione di quest'anno. "Hanno fatto tutto loro e ora siamo di fronte a una sceneggiata. Tirano fuori la questione dell'utero in affitto per nascondere quello che realmente pensano: solo se sei etero hai il diritto di procreare". L'attivista lgbtq è preoccupata e teme che "che qualcuno si sentisse legittimato a compiere azioni violente". Mentre invece il "Pride dovrebbe ess…

"Attenzione, se la si dà vinta adesso, alzeranno la posta e vorranno reprimere Il Pride". Vladimir Luxuria non crede a una mediazione tra Regione Lazio e promotori. Domenica sera, alle 20.50, l'ex parlamentare sarà a Bologna con Carlotta Vagnoli nel cortile interno dell'Arena del Sole di Bologna per "Officina Repubblica" nell'ambito del programma di Repubblica delle Idee (non è necessario registrarsi). Il giorno prima, sabato, sfilerà invece al Pride di Roma. Oggi torna sulle polemiche che accompagnano l'edizione di quest'anno. "Hanno fatto tutto loro e ora siamo di fronte a una sceneggiata. Tirano fuori la questione dell'utero in affitto per nascondere quello che realmente pensano: solo se sei etero hai il diritto di procreare". L'attivista lgbtq è preoccupata e teme che "che qualcuno si sentisse legittimato a compiere azioni violente". Mentre invece il "Pride dovrebbe essere sentito come fosse la Festa della Repubblica". 

Luxuria, il presidente della Regione Francesco Rocca si è detto pronto a ridare il patrocinio se Colamarino, presidente del Circolo Mario Mieli e portavoce del Roma Pride, chiede scusa "per la strumentalizzazione e la manipolazione".  

"È una fiction a puntate. Una sceneggiata. Credo che si siano resi conto che si tanno troppo spostando su posizioni fondamentaliste alla Pro Vita, che siamo sempre più vicini a Turchia, Polonia, Ungheria. In questa storia ci sono due cose che mi danno fastidio. La malafede con cui si paragonano utero in affitto e gpa che sono due pratiche che non si somigliano. Non c'è nessuna richiesta di legalizzazione dell'utero in affitto, diffusa nel terzo mondo. La Gpa è un atto di donazione altruistica senza corrispettivo economico. Una donna che ha avuto un cancro all'utero può esserci una sorella che dice posso farlo io per te. O coppie gay che hanno desiderio di maternità". 

La seconda? 

"La seconda è il termine illegalità che si è usato. Attenzione, siamo a un passo dal dire che il Pride è illegale. Ho notato lo shitstorming sui social di chi ha votato questa destra estrema, molti si spingono a chiedere la soppressione dei Pride e non vorrei che qualcuno si sentisse legittimato a compiere azioni più violente". 

Non vede uno spazio per una mediazione dunque? 

"Si tratta sempre, figuriamoci, io dirigo un festival a Torino dove c'è un Comune di centrosinistra e una Regione di centrodestra. Ma le mediazioni si cercano con chi vuole il dialogo, non chi vuole rendere un bambino o una bambina che cresce con i due papà un potenziale orfano di Stato. Questi qui tirano fuori la questione dell'utero in affitto per nascondere quello che loro pensano: se sei etero hai il diritto di procreare, se invece sei un gay non puoi essere padre. Si nega il diritto all'adozione. Se sei lesbica non puoi ricorrere alla fecondazione eterologa".  

Secondo Rocca, "Pro Vita e Colamarino sono due facce di una stessa medaglia: l'Ideologizzazione della libertà". 

"Qui il problema secondo me non è Rocca ma che si dà ascolto alle associazioni fondamentaliste che hanno organizzato il congresso di Verona, dove molti protagonisti avevano idee omofobe, sono loro che vogliono mettere la bandierina. Ma se la si dà vinta adesso, alzeranno la posta e diranno che il Pride è una manifestazione volgare e vorranno reprimerlo. Sono stato al Pride di Istanbul e a Mosca e so cosa significa". 

Quindi dal Pride non dovrebbe arrivare alcun tentativo di ricentrare il Pride evitando di sottolineare le distanze politiche con le forze di governo? 

"Hanno fatto tutto loro, prima danno il patrocinio, poi lo tolgono. Trovo questo dibattito inimmaginabile in Paesi come il Canada, Usa o Regno Unito, dove i Pride vengono considerati né più né meno come una Festa della Repubblica. Ecco, il Pride di Roma dovrebbe essere sentito esattamente come fosse il 2 giugno". 

Lei non si sottrae al confronto con chi la pensa diversamente, vede nel centrodestra delle sensibilità su cui lavorare sul tema dei diritti lgbtqi? Degli interlocutori dentro Forza Italia per esempio, i cui giovani hanno parlato di errore politico e assist alla sinistra? 

"Sensibilità ci sono ma spero che non facciano la fine di Elio Vito, che si è dovuto sfilare perché non si riconosceva in determinati valori e posizioni". 

Le Regioni e i Comuni governati dal centrodestra negano ormai da anni il patrocinio ai Pride. C'è una polarizzazione politica che non fa bene alle battaglie sui diritti? 

"Questo fa parte della tradizione politica italiana, dove c'è una destra reazionaria che è molto diversa dalle destre e dai conservatori stranieri. In Gran Bretagna ricordiamo che fu il David Cameron a legalizzò il matrimonio egualitario dicendo che sposarsi è un valore conservatore e quindi vedendo di buon occhio l'allargamento di questo diritto alla comunità omosessuale". 

Si aspetta un'apertura della premier Meloni? Vuole farle un appello? 

"Ma figuriamoci, non si esprime e fa parlare gli altri, e quello che voleva dire l'ha già detto, anzi urlato al celebre comizio di Vox". 

Come finirà la fiction?  

"Il RomaPride si farà comunque e sarà un grande successo, poi...  bontà loro, come diceva Maurizio Costanzo".