È morto Guido Bodrato, dirigente Dc che fu vicino a Benigno Zaccagnini, aveva 90 anni. La notizia dal suo account social: "Guido ci ha lasciati ieri sera per unirsi alla sua amata Irma. Fino all'ultimo lo ha sostenuto una invincibile passione politica, a difesa della Costituzione e della rappresentanza democratica del Parlamento. Che il suo esempio ci conduca. Una preghiera", si legge. Bodrato ha diretto il quotidiano Il Popolo ed è stato deputato per sette legislature, tra il 1968 e il 1994, e vicesgretario della Dc negli anni di De Mita e Forlani. E più volte ministro: Pubblica istruzione, Bilancio e progrmmazione economica, Industria e commercio. Uscito dal Parlamento con la fine della Prima Repubblica, di Silvio Berlusconi e del suo ventennio sulla scena politica disse in un'intervista a Repubblica: "L'ho combattuto. E più volte l'ho anche incontrato. Un giorno mi arrivò un pacco con venti libri della Mondadori e dentro un suo biglietto: 'Al più leale dei miei avversari'".
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Molto attivo su Twitter fino al mese scorso, proprio sulla piattaforma social sono subito apparsi messaggi di cordoglio: "Mi inchino di fronte ad un grande maestro di buona politica. Generazioni intere di cattolici democratici si sono formate e si formeranno ancora seguendo il suo esempio, condividendo il suo pensiero e il suo europeismo profondo. La sobrietà del vivere e del parlare. Grazie Guido", ha scritto Enrico Letta. E Pierluigi Castagnetti: "Il vuoto di Irma è risultato troppo pesante, anche per un una personalità forte come la sua. E, adesso, il vuoto lo sentiremo noi suoi fratelli minori. Ci mancherà la sua intelligenza politica, la sua determinazione, la sua luce nei momenti più cupi e difficili. 'Andate avanti!'".
Un messaggio di cordoglio arriva anche dall'Anpi: Guido Bodrato, si legge nel testo, è stato "strenuo difensore della centralità del Parlamento, e fino all’ultimo fiero avversario del presidenzialismo e costante studioso della modernità" e la sua scomparsa è "una perdita grave per la democrazia italiana".