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Intesa Meloni-Scholz ma su Ong e austerity restano le distanze

Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Olaf Scholz  (agf)
La visita del cancelliere tedesco: a novembre la firma del Piano d’azione tra Italia e Germania. Berlino ancora fredda sul Patto di stabilità
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ROMA - Olaf Scholz è arrivato a Roma per la prima visita ufficiale da quando Giorgia Meloni si è insediata a Palazzo Chigi inseguito da polemiche che sono riassumibili nel commento dello Spiegel: la premier italiana "si mostra gentile all'estero mentre fa la faccia feroce all'interno". Ma il cancelliere socialdemocratico ha preferito mettere da parte le differenze politiche per "un approccio pragmatico" come riassume una fonte presente all'incontro. E il tete-a-tete è durato talmente a lungo che il pranzo ufficiale si è consumato in un lampo.

Lo sforzo è stato quello di convergere sui temi su cui l'Italia e la Germania non possono far altro che collaborare. Anzitutto l'economia. Meloni ha ricordato il "record di scambi commerciali" del 2022, il recente accordo Ita-Lufthansa, le sintonie sulla "diversificazione energetica", sul Piano Mattei e sulla pipeline di idrogeno SoutH2. Tanto che dopo…

ROMA - Olaf Scholz è arrivato a Roma per la prima visita ufficiale da quando Giorgia Meloni si è insediata a Palazzo Chigi inseguito da polemiche che sono riassumibili nel commento dello Spiegel: la premier italiana "si mostra gentile all'estero mentre fa la faccia feroce all'interno". Ma il cancelliere socialdemocratico ha preferito mettere da parte le differenze politiche per "un approccio pragmatico" come riassume una fonte presente all'incontro. E il tete-a-tete è durato talmente a lungo che il pranzo ufficiale si è consumato in un lampo.

Lo sforzo è stato quello di convergere sui temi su cui l'Italia e la Germania non possono far altro che collaborare. Anzitutto l'economia. Meloni ha ricordato il "record di scambi commerciali" del 2022, il recente accordo Ita-Lufthansa, le sintonie sulla "diversificazione energetica", sul Piano Mattei e sulla pipeline di idrogeno SoutH2. Tanto che dopo mesi di stallo, finalmente anche il Piano d'azione tra Italia e Germania che prefigura un più stretto coordinamento tra i due Paesi, è pronto per la firma. Arriverà a novembre, nel corso di una riunione interministeriale a Berlino.

Un altro tema è stato l'immigrazione. Nella testa di Scholz, che ha spinto per accelerare sulla riforma europea dell'asilo, l'emergenza migranti rischia di nuovo di danneggiare Schengen, se tornerà la tentazione di chiudere le frontiere. E l'elefante nella stanza, anche nell'incontro con il presidente della Repubblica Mattarella, sono stati i difficili negoziati concomitanti a Lussemburgo tra ministri dell'Interno. Sul dossier, Meloni e Scholz convergono sui principi - del resto la Germania è sempre stata la capofila dei partner solidali con l'Italia. Roma e Berlino concordano sull'urgenza di fare accordi con i Paesi di origine dei flussi. Meloni ha ricordato l'imminente missione a Tunisi con von der Leyen e il premier olandese Rutte e ha rivelato che con Scholz c'è concordia nello sforzo di ottenere i finanziamenti del Fmi.

Resta qualche differenza sugli hot spot ai confini esterni della Ue e sulle ong che operano nel Mediterraneo. Tanto che Meloni ha evitato di rispondere a una domanda sull'argomento. Mentre è noto che il governo tedesco appoggia le ong e ha iniziato persino a finanziarle. Il cancelliere ha avvertito che occorre evitare di "puntare il dito" su altri Paesi sui migranti.

Sul Patto di stabilità, nonostante le generiche parole di Meloni sulla Germania che avrebbe capito che va "superato", restano le differenze. Non tanto con Scholz, quanto con il suo ministro delle Finanze iper rigorista, Christian Lindner.