Hanno tutti ragione | Rita Dalla Chiesa non trova il taxi e porta Gualtieri sul banco di Forum
di Stefano CappelliniRita Dalla Chiesa, conduttrice tv, figlia del generale dei carabinieri assassinato dalla mafia, è dallo scorso settembre parlamentare della Repubblica, deputata eletta per il centrodestra nel collegio uninominale di Molfetta. Dalla Chiesa, però, non ha attenzioni solo per il suo collegio pugliese. Ieri, per esempio, ha fatto un tweet molto indignato su un disservizio ormai cronico della Capitale: "Sindaco di #Roma vuole venire qui a fare la fila con noi per prendere un taxi??? Lei la fa mai la fila di un'ora e un quarto in questa città devastata dall'incuria, e dall'arroganza? Non si vergogna? @gualtierieurope Dove sono finiti i taxi?????". La punteggiatura è quella originale. Dalla Chiesa dice una cosa vera: a Roma trovare un taxi è diventata una impresa, anche non negli orari di punta, anche se non piove, anche senza grandi eventi, anche se chiami da zone centrali (se chiami dalla periferia è più facile chi…
Rita Dalla Chiesa, conduttrice tv, figlia del generale dei carabinieri assassinato dalla mafia, è dallo scorso settembre parlamentare della Repubblica, deputata eletta per il centrodestra nel collegio uninominale di Molfetta. Dalla Chiesa, però, non ha attenzioni solo per il suo collegio pugliese. Ieri, per esempio, ha fatto un tweet molto indignato su un disservizio ormai cronico della Capitale: "Sindaco di #Roma vuole venire qui a fare la fila con noi per prendere un taxi??? Lei la fa mai la fila di un'ora e un quarto in questa città devastata dall'incuria, e dall'arroganza? Non si vergogna? @gualtierieurope Dove sono finiti i taxi?????". La punteggiatura è quella originale. Dalla Chiesa dice una cosa vera: a Roma trovare un taxi è diventata una impresa, anche non negli orari di punta, anche se non piove, anche senza grandi eventi, anche se chiami da zone centrali (se chiami dalla periferia è più facile chiedere a noleggio un mezzo della NASA, ma questo anche prima della crisi attuale). Dalla Chiesa dice una cosa vera, dunque, ma al tempo stesso falsa come un processo di Forum, il programma con le finte cause sceneggiate che ha condotto per tanti anni sui canali Mediaset. Gualtieri ha sicuramente i suoi problemi a mantenere le promesse grazie alle quali è stato eletto, la città resta piena di rogne irrisolte, tuttavia la ragione per cui i taxi a Roma non si trovano è che le macchine sono poche per la domanda, e sono poche perché non si riesce ad avere più licenze, e non si riesce ad avere più licenze perché i tassisti sono pronti alla guerriglia appena sentono parlare dell'ipotesi e una precisa parte politica, proprio quella che ha portato Dalla Chiesa in Parlamento, li ha sempre difesi anche mentre protestavano in forme violente o illegali. Questo vale sia a livello locale - è il Comune che rilascia le nuove licenze - che nazionale: meno di un anno fa, lo scorso luglio, è stata stralciata dal dl Concorrenza la norma per liberalizzare il settore aprendo anche a nuove forme di servizio (Uber, per capirci). Chi si è battuto per lo stralcio? I partiti della coalizione che ha eletto Dalla Chiesa a Molfetta, come sempre contrari sia all'aumento delle licenze che all'ingresso di nuovi soggetti sul mercato. Però se Dalla Chiesa arriva a Roma e non trova il taxi, quello che deve vergognarsi è Gualtieri.
I tassisti dicono di temere per il valore della loro licenza, ma aumentare un po' il numero delle macchine non ne intaccherebbe il valore (diciamo che sono più fedeli a un altro principio: meglio un tassista che incassa dieci di due che ne incassano otto, di questo parliamo, perché basterebbe un 20 per cento di licenze in più a rendere meno acuto il disservizio senza mandare nessuno sul lastrico). Poi ci sarebbe quell'altro mistero glorioso, come sia possibile valga così tanto la licenza per svolgere un lavoro che, da dichiarazioni ufficiali della categoria, rende poco più di 10 mila euro l'anno. È nota la storia di un coraggioso tassista bolognese, Roberto Mantovani, che ha raccontato di aver incassato 500 euro nette in una notte di lavoro, il che farebbe di lui un super fortunato che guadagna in meno di un mese quello che i suoi colleghi dichiarano in un anno. Dopo la sua denuncia - Mantovani ce l'aveva con i colleghi che rifiutano i pagamenti elettronici - ha trovato squarciate le gomme del suo taxi (questo anche per sottolineare che non è mai bene generalizzare e che, ovviamente, sono tanti i tassisti onesti e pronti a discutere soluzioni eque per tutti, lavoratori e consumatori). A Roma, poi, la simbiosi con la destra è così solida che all'epoca di Alemanno sindaco i tassisti ottennero un corposo aumento delle tariffe e secondo un criterio molto creativo: nella capitale più stai sul taxi e più paghi, da un certo punto in avanti il tassametro avanza in modo inversamente proporzionale allo scorrimento del traffico.
Se Dalla Chiesa fosse ancora solo una conduttrice tv, la garbata presentatrice che raccoglieva le palline per la sentenza del pubblico mentre scherzava con il suo valletto Fabrizio Bracconieri, il roscio verdoniano e brunosacchiano che legioni di fan hanno poi scoperto con sgomento essere una specie di Povia dei caratteristi, ecco, in quel caso non sarebbe stato poi troppo grave il suo tweet così maldestro. In fondo, se da cittadino ti fai un'ora di fila per prendere un taxi nella capitale del Paese è comprensibile uno scatto d'ira e anche prendersela col primo che capita. Ma siccome Dalla Chiesa è una parlamentare della Repubblica, la faccenda cambia parecchio. Perché Dalla Chiesa è stata eletta per risolverli i problemi, mica tutti lei per carità, e se per giunta si lamenta di un problema che non può essere risolto a causa delle posizioni della sua coalizione, servirebbe l'onestà intellettuale di dire: scusate, me la sono presa con Gualtieri ma da oggi mi batterò perché la destra cambi posizione in materia (auguri). Altrimenti, in mancanza di autocritica, e non dubitando della sua buona fede, non si può che concludere cosi: la deputata Dalla Chiesa non sa di cosa parla. E alla fine è anche meglio così, perché a ipotizzare che sappia di cosa parla sarebbe lei a doversi vergognare almeno un po'. Andrebbe recuperato, nel caso, quel famoso titolo di Cuore, vecchio settimanale satirico, che è un po' volgare da citare testualmente, ma che equiparava due parti anatomiche in teoria non in concorrenza tra loro, proprio come piace ai tassisti.