ROMA - "Riannodiamo tutti i fili del partito". Elly Schlein guarda avanti. Alla vigilia della segreteria del Pd, convocata stamani alle 9,30, al Nazareno, e in vista della Direzione di lunedì, che sarà cruciale, prepara il rilancio dem. Su una cosa concorda anche con chi nel partito vorrebbe già metterla sotto processo dopo la sonora sconfitta alle amministrative: occorre una agenda del Pd che sia riconosciuta come incisiva nel Paese e per il Paese. Di questo parlerà tra l'altro in un'intervista a Repubblica delle Idee, stasera a Bologna.
L'ennesima puntata di scontri "ombelicali", interni, Schlein vorrebbe archiviarla. Ma c'è quello con la famiglia De Luca, il governatore Vincenzo e il figlio Piero (da lei rimosso da vice capogruppo a Montecitorio), che avranno strascichi. E poi nasce l'area Bonaccini "Energia popolare", che subito dichiara di non volere attaccare la segretaria. Però i bo…
ROMA - "Riannodiamo tutti i fili del partito". Elly Schlein guarda avanti. Alla vigilia della segreteria del Pd, convocata stamani alle 9,30, al Nazareno, e in vista della Direzione di lunedì, che sarà cruciale, prepara il rilancio dem. Su una cosa concorda anche con chi nel partito vorrebbe già metterla sotto processo dopo la sonora sconfitta alle amministrative: occorre una agenda del Pd che sia riconosciuta come incisiva nel Paese e per il Paese. Di questo parlerà tra l'altro in un'intervista a Repubblica delle Idee, stasera a Bologna.
L'ennesima puntata di scontri "ombelicali", interni, Schlein vorrebbe archiviarla. Ma c'è quello con la famiglia De Luca, il governatore Vincenzo e il figlio Piero (da lei rimosso da vice capogruppo a Montecitorio), che avranno strascichi. E poi nasce l'area Bonaccini "Energia popolare", che subito dichiara di non volere attaccare la segretaria. Però i bonacciniani daranno indicazioni sulla linea politica. Una sorta di correzione di rotta su movimentismo, politica estera (a partire dagli aiuti militari a Kiev che non vanno messi in discussione) e politica industriale.
La segretaria dem assicura che garantirà "il pluralismo", e che "basta con i caminetti". "Beh, se è questo che voleva, non l'ha fatto benissimo il passo verso il pluralismo": è una delle battute che si rimpallano i bonacciniani riuniti mercoledì sera a Roma, al cinema Capranica. Si danno appuntamento a luglio per creare un'area vasta, che si strutturerà con tre coordinatori, più un ruolo per Piero De Luca. Per Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa, nessuno vuole lo scalpo politico di nessuno: a me interessa la linea politica, il merito delle proposte, non la co-gestione. Ma, dopo l'uscita sul pacifismo in una intervista a Repubblica, di Paolo Ciani, deputato non iscritto al Pd che Schlein ha voluto come vicecapogruppo al posto di De Luca junior, la sfida è sulla rotta.
Per Schlein non sarà una passeggiata. "Non siamo così tafazzi da fare sgambetti a Elly, però c'è un certo nervosismo", ammettono i bonacciniani. Circolano i nomi dei coordinatori di "Energia popolare": al Senato sarà Simona Malpezzi, alla Camera Federico Gianassi e Simona Bonafè (neo vicecapogruppo). Erano tanti l'altra sera al Capranica, da Guerini a Piero Fassino, Alessandro Alfieri, Enzo Amendola, Graziano Delrio, Matteo Orfini, Valeria Valente, Sandra Zampa, Debora Serracchiani. Schlein ieri sente Bonacini, ha un colloquio con Nicola Zingaretti e un faccia a faccia di un'ora e mezza con Gianni Cuperlo. Un punto è, più di tutti, delicato. Cuperlo lo ha ribadito: "È sbagliato leggere il partito come una bad company", in contrapposizione alla "movimentista" Schlein perché "il partito è oggi la principale risorsa su cui la segretaria deve scommettere". Per dirla con Francesco Boccia: "Il voto che darei al Pd è 8 se penso che qualche mese fa nei sondaggi eravamo al 14%". Fitto di appuntamenti è il calendario di Schlein, domani sarà al Gay Pride di Roma, domenica a Napoli ex Whirlpool con i bersaniani di Articolo uno e poi in un giro nelle fabbriche.