Elly Schlein: "Clima, sanità e lavoro. Così potremo battere la destra al governo"
di Silvia BignamiBOLOGNA - Stringere i fili sull'agenda Pd, senza farcela dettare da altri". Tantomeno da Giorgia Meloni, che "prova a dirci anche come fare opposizione. Si preoccupi di dare risposte e di non far andare a sbattere il Paese, piuttosto che preoccuparsi di me".
Elly Schlein sul palco di Rep Idee a Bologna, città dove "siamo e saremo sempre fieramente antifascisti", racconta il suo Pd, intervistata dal direttore Maurizio Molinari. La segretaria nel fuoco incrociato del governo e delle correnti abbraccia e parla a lungo con Stefano Bonaccini, nel retro palco di piazza Maggiore, e poi indurisce lo sguardo sotto i riflettori: "Abbiamo perso, ma non abbiamo perso da soli". E ora bisogna "costruire l'alternativa", a partire da ambiente, giustizia sociale, diritti, sanità pubblica. Con un Pd "plurale, sì, ma non cacofonico".
Repubblica delle Idee 2023 | Il dossier
BOLOGNA - Stringere i fili sull'agenda Pd, senza farcela dettare da altri". Tantomeno da Giorgia Meloni, che "prova a dirci anche come fare opposizione. Si preoccupi di dare risposte e di non far andare a sbattere il Paese, piuttosto che preoccuparsi di me".
Elly Schlein sul palco di Rep Idee a Bologna, città dove "siamo e saremo sempre fieramente antifascisti", racconta il suo Pd, intervistata dal direttore Maurizio Molinari. La segretaria nel fuoco incrociato del governo e delle correnti abbraccia e parla a lungo con Stefano Bonaccini, nel retro palco di piazza Maggiore, e poi indurisce lo sguardo sotto i riflettori: "Abbiamo perso, ma non abbiamo perso da soli". E ora bisogna "costruire l'alternativa", a partire da ambiente, giustizia sociale, diritti, sanità pubblica. Con un Pd "plurale, sì, ma non cacofonico".
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Schlein, siamo nell'Emilia Romagna dell'alluvione. L'Italia deve fare scelte più aggressive sul clima?
"Si, perché l'urgenza di affrontare l'emergenza climatica è la più importante. Ma noi dobbiamo riuscire a fare qui l'unica grande opera che serve al nostro Paese: un grande piano contro il dissesto idrogeologico. Non possiamo essere il Paese che spende dopo le emergenze quattro volte quello che spende in prevenzione. Serve anche una legge contro il consumo di suolo. Oggi ogni bambino nasce con una porzione di cemento sulle spalle. Tener insieme la questione sociale e una conversione ecologica di qualità: questa è la nuova grande ossessione del Pd".
L'Emilia Romagna aspetta la nomina del commissario. Meloni sembrava voler nominare Bonaccini, ma poi non lo ha fatto. Perché?
"È importante che al più presto arrivino i ristori in Emilia Romagna. Dico al governo di fare in fretta. Ed è importante anche la nomina del commissario, su cui non vogliamo vedere politicizzazione. Sarebbe imperdonabile. Mi hanno colpito le parole del ministro Nello Musumeci, che ha detto che ci vorranno 9 anni per la ricostruzione: se uno dice o non conosce questa terra o ha sbagliato mestiere. Quanto al commissario, penso che qui abbiamo giá dimostrato di saper ricostruire, col terremoto, con la nostra filiera istituzionale. Non si capirebbero altre scelte, quindi, se non quella della politicizzazione. E la politicizzazione sarebbe un grave pericolo".
Meloni non parla mai di clima e tutte le forze di estrema destra hanno posizioni ostili ai cambiamenti climatici in Ue. Perché secondo lei?
"Io credo che non abbia difficoltà a comprenderli. Hanno scelto di proteggere altri interessi, quelli delle lobby del fossile ad esempio. Ma il cambiamenti climatico colpisce soprattutto le fasce più deboli della società, per questo noi diciamo che la giustizia sociale e climatica sono inscindibili. Dietro la negazione sfrenata dell'emergenza climatica, c'è la negazione della povertà. C'è anzi astio contro i poveri. Questa è una caratteristica di tutte le destre: questa che si sta creando oggi è una internazionale dei nazionalisti. Le forze nazionaliste scelgono la stessa retorica di odio, se la scambiano tra loro. Scelgono i loro nemici. I nemici sono migranti, sono la comunità Lgbtq+...".
Lei sarà al Pride di Roma.
"Sì, al Pride cui il Lazio ha tolto il patrocinio. Ma tra i nemici del governo sono anche le donne troppo emancipate per i loro gusti. Fa impressione che il primo governo guidato da una premier donna decida di tagliare i fondi sui nidi. Ecco cosa vuol dire che c'è differenza tra una leadership femminile e non femminista".
Ci sono anche disastri creati dagli autoritarismi. Che idea si è fatta della guerra in Ucraina?
"La nostra condanna dell'invasione di Putin non potrebbe essere più netta. È una guerra nazionalista. Una guerra che viola il diritto internazionale da ogni punto di vista. La nostra posizione è netta, siamo la fianco del popolo ucraino anche con le armi. Però non dobbiamo da sinistra perdere di vista lo sviluppo diverso, verso una pace giusta. Lo dico da questa città: sosteniamo con grande speranza la missione del cardinale Zuppi. Io credo da federalista europea che abbiamo bisogno di più Europa, di ritrovare una voce unitaria, coesa e forte per veder la fine di ogni guerra".
La filosofia di fondo del governo sembra essere di fare di tutto per non far arrivare i migranti. È così?
"La destra è capace di fare una sola cosa: nominare i problemi senza poi avere le soluzioni. Puntano il dito verso il basso: i nostri problemi arrivano dall'ultimo arrivato, da quello che arriva col barcone. Per noi invece bisogna invece chiedere di rivedere i trattati di Dublino, e bisogna ci siano vie di accesso sicure, che escludano il traffico di esseri umani. E serve una Mare nostrum europea, che salvi le vite in mare. Vuol dire superare in Italia una legge che ha più di 20 anni e che ha il nome di Bossi Fini, che crea irregolarità e colpisce gli irregolari, e non chi li sfrutta".
Abbiamo selezionato domande dei lettori. Una di queste le chiede: la destra sta occupando e manipolando tutto. Qual è la strategia del Pd per combatterla?
"Innanzitutto riempire i buchi di questo governo, che ad esempio non dice mai una parola: precarietà. Dobbiamo rimettere al centro i diritti delle persone, ci vorrà un po di tempo, perché il Pd é stato al governo in questi anni e ha fatto anche errori. Ma noi oggi vogliamo lavorare per il salario minimo. Lavoriamo per costringere il governo che non si può attuare il Pnrr senza sanare le piaghe del mondo del lavoro. Quindi legge sui contratti a termine, legge sulla rappresentanza e salario minimo. Quindi lavoro, salute, perché il governo sta già consapevolmente tagliando la sanità pubblica. Abbiamo proposte e contenuti, ma siamo anche pienamente consapevoli che da soli non siamo autosufficienti. Quindi dobbiamo costruire una grande alleanza col mondo associativo".
Come si gestisce un partito come il Pd, che già la attacca?
"La cosa interessante è che su tutti i temi che ho citato c'è grandissima coesione. Bisogna stringere i fili sulla nostra agenda, senza farci dettare l'agenda da altri. Lo dico anche a Giorgia Meloni, che oggi mi attacca dalla masseria di Bruno Vespa. Certo che noi siamo preoccupati. Ma lei si preoccupi di dare risposte al Paese più che di me. Il governo non risponde ai cittadini. Non ha risposto su Cutro. Come non ha risposto Fitto sul Pnrr. Il governo pretende di dire come dobbiamo fare domande e come dobbiamo fare opposizione ma non ci facciamo dettare l'agenda su questo. Noi dobbiamo costruire una alternativa".
Servono degli alleati. E alle prossime elezioni europee si va col proporzionale.
"Certo, ma noi continuiamo a insistere con le forze di opposizione. Abbiamo delle differenze, ma non posso pensare che con i 5S, Terzo Polo, Avs e le forze civiche non riusciamo a trovare un terreno comune. Soprattutto dopo le ultime sconfitte, che ci sono. Ma non abbiamo perso da soli, e dobbiamo costruire insieme una alternativa".
L'astensione resta molto alta. Come riportare la gente a votare?
"Io dico spesso, citando una canzone, che libertà è partecipazione. Ma libertà è anche distribuzione. Se sei fragile ed emarginato non riesci a partecipare. Dobbiamo insistere a rivolgerci anche a chi ha perso la speranza. La cosa più bella delle primarie è stato vedere tornare al voto persone che alle politiche non avevano votato. Non siamo interessati a rubarci voti col nostro vicino, ma a farcela insieme. Sarà dura ma ce la stiamo mettendo tutta".
Tra i tanti diritti, c'è quello alla casa.
"Sì, e hanno ragione gli studenti a protestare perché senza diritto alla casa è minato anche il diritto allo studio. La destra deve capire che dare a tutte e tutti la stessa cosa non riduce le disuguaglianze. Non bisogna mettere in conflitto tra di loro le priorità".
Ci dica qualcosa che non sappiamo di lei.
Schlein sorride e guarda il cielo da cui scende qualche goccia: "lo sono figlia di Bologna, e non uso l'ombrello, perché qui ci sono i portici. Scherzi a parte, questa città mi ha insegnato tantissimo: a non essere indifferente, il valore della memoria. Questo ti entra sottopelle. Noi siamo e saremo sempre fieramente antifascisti e antifasciste".