La marcia di Schlein al Roma Pride: “Sui diritti no a timidezze E Forza Italia ci segua”
di Lorenzo De CiccoElly & Schlein. Tocca scindere, per raccontare questo Roma Pride numero 29, ma il primo così: con la segretaria del principale partito della sinistra donna, che ama un'altra donna, giovane almeno per l'età media dei politici, che vuole rivoltare il vecchio Pd come un calzino, per entrare in osmosi (anche) con questo mondo qui. Questa è la Schlein-politica che, per esempio, parlando con Repubblica, apre a "pezzi di destra italiana che non sono illiberali, per esempio dentro FI", con cui provare a dialogare per scardinare la maggioranza di Giorgia Meloni e portare a dama in Parlamento battaglie sui diritti: "Matrimonio egualitario, le adozioni, il riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali. Spero che ci seguano".
E poi appunto c'è Elly. Una ragazza di 38 anni appena compiuti che a questi pride ci va da sempre, anche quando non la fermavano ogni metro e mezzo per un selfie, non la osannavano come Lady Gaga, non le…
Elly & Schlein. Tocca scindere, per raccontare questo Roma Pride numero 29, ma il primo così: con la segretaria del principale partito della sinistra donna, che ama un'altra donna, giovane almeno per l'età media dei politici, che vuole rivoltare il vecchio Pd come un calzino, per entrare in osmosi (anche) con questo mondo qui. Questa è la Schlein-politica che, per esempio, parlando con Repubblica, apre a "pezzi di destra italiana che non sono illiberali, per esempio dentro FI", con cui provare a dialogare per scardinare la maggioranza di Giorgia Meloni e portare a dama in Parlamento battaglie sui diritti: "Matrimonio egualitario, le adozioni, il riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali. Spero che ci seguano".
E poi appunto c'è Elly. Una ragazza di 38 anni appena compiuti che a questi pride ci va da sempre, anche quando non la fermavano ogni metro e mezzo per un selfie, non la osannavano come Lady Gaga, non le facevano coretti, non veniva inseguita dalle telecamere, che ogni tanto infatti svicola dai cronisti e un po' si mescola. Perché si vuole solo godere un pomeriggio di sole in jeans e sneakers bianche, come fosse una qualsiasi. Elly finalmente spensierata, dopo settimane complicate. Elly che balla, che canta a squarciagola Ambra ("T'appartengo ed io ci tengo, adesso giura"), Mamma Mia degli Abba, Cicale, Sarà perché ti amo, Rosa Chemical e sì, ovviamente, ma questa è anche Schlein la politica, Bella Ciao. E per fortuna stoppano in tempo Occhi di Gatto, perché sennò, confida ad Alessandro Zan, "mi toccava salire sul carro".
Attorno alla segretaria c'è tanto del nuovo Pd. Marco Furfaro con gli occhiali verde fluo e il figlioletto sulle spalle, Marta Bonafoni con la gonna arcobaleno, Zan appunto, con i calzini multicolore. Armocromia del nuovo Nazareno.
Ci sono anche i veterani: Nicola Zingaretti, che i pride li frequenta da anni, parlamentari come Andrea Casu e Filippo Sensi, Gianni Cuperlo, Emma Bonino e Riccardo Magi, Dino Giarrusso che vorrebbe sempre entrare nei dem. A un certo punto accanto alla segretaria del Pd spuntano nello stesso momento sia Maria Elena Boschi che Nichi Vendola, col marito Eddy. Il trio fa gola ai fotografi e qualcuno urla: "È la nuova foto di Vasto!". Schlein (non Elly) ci ride su: "Su questi temi, sui diritti, come sul lavoro, possiamo costruire convergenze". Vendola è critico anche con un pezzo di Pd, non certo quello di Schlein: "Ci sono sepolcri imbiancati anche a sinistra".
Giuseppe Conte non c'è, ma c'è una delegazione del Movimento con Rocco Casalino, anche se le bandiere dei 5S vengono fischiate dagli attivisti del circolo Mario Mieli, perché esibite proprio nel blocco di testa. C'è, davanti al corteo, Roberto Gualtieri con la fascia tricolore, che proprio l'altro ieri ha trascritto gli atti di nascita dei figli di due mamme. "Ci sono sentenze chiarissime della Cassazione - spiega - non si capisce perché non si potrebbe fare e perché sono state date quelle indicazioni ai prefetti". Poi canta anche lui Bella Ciao (su Ambra si trattiene).
I cronisti ovviamente pungolano Schlein sulla Gpa, dato che un pezzo del Pd è contrario, ma lei dribbla il tema: "Lasciamo le polemiche agli altri, il Pd non sarà timido. Oggi è una giornata di festa e di rivendicazioni, perché l'Italia è ancora molto indietro". Si mostra conciliante con Conte che non c'è, "ma ci sentiamo spesso", anche se sulla manifestazione del M5S di sabato prossimo, a tema salario e reddito, ancora non ha deciso se andare oppure no, "ma ci confronteremo e ci coordineremo, sui temi si può trovare un terreno comune".
Poi corre via, si mischia al popolo che sente suo e che le strilla "Elly sei miticaaaa" e fa a gara per strappare un selfie. E lei si ferma con tutti. Con un ragazzo col velo da sposa. Con un'adolescente che si è scritta sopra gli slip: "Patrocinami questo", ogni riferimento alla Regione Lazio è voluto. Si mette dietro al trenino delle famiglie arcobaleno, passa dietro lo striscione dei Giovani democratici che urlano: "Fascisti tornate nelle fogne". Saluta Alessandro Cecchi Paone col fidanzato. Si dipinge sulla guancia un piccolo arcobaleno.
"Le destre nazionaliste - dice Schlein a Repubblica a fine corteo - hanno scelto tra i nemici la comunità Lgbtqa. Spero non sia così per tutta la destra italiana. Mi auguro che una parte scelga di sostenere le nostre proposte". Per esempio Forza Italia? "Spero che anche lì dentro ci sia un'idea diversa. Si parla di diritti fondamentali, che sono anche nel solco delle culture liberali. In Europa una parte dei Popolari vota con noi a favore dei diritti". Poi si ferma, sorride: "Adesso basta però, ora mi godo Paola e Chiara". Riecco Elly, solo Elly. Per una sera.