In segreteria scintille sul caso Ciani. Ipotesi festa dell’Unità in Romagna
di Lorenzo De CiccoROMA - Mentre si whatsappava con Carlo Calenda (spingendo per un accordo sul salario minimo e assicurando che leggerà la proposta di Azione per vietare i social agli under 13), Elly Schlein ieri mattina riuniva la segreteria del Pd e dettava la linea, dopo una decina di giorni complicati. "Meno polemiche fra noi, più responsabilità, perché la destra è forte", in sintesi, il messaggio della leader, che vorrebbe spostare la festa nazionale dell'Unità prevista in Abruzzo in Romagna, in solidarietà con gli alluvionati. Magari con l'invito agli altri leader dell'ex campo largo: Calenda intanto sarà a quella di Pesaro.
Ieri in quasi cinque ore di riunione al Nazareno si è parlato di una "grande mobilitazione" su tre-quattro temi: salario minimo appunto (forse con una raccolta firme, se non si arriverà a un testo comune anche con i 5S), poi sanità pubblica, caro affitti, clima e lott…
ROMA - Mentre si whatsappava con Carlo Calenda (spingendo per un accordo sul salario minimo e assicurando che leggerà la proposta di Azione per vietare i social agli under 13), Elly Schlein ieri mattina riuniva la segreteria del Pd e dettava la linea, dopo una decina di giorni complicati. "Meno polemiche fra noi, più responsabilità, perché la destra è forte", in sintesi, il messaggio della leader, che vorrebbe spostare la festa nazionale dell'Unità prevista in Abruzzo in Romagna, in solidarietà con gli alluvionati. Magari con l'invito agli altri leader dell'ex campo largo: Calenda intanto sarà a quella di Pesaro.
Ieri in quasi cinque ore di riunione al Nazareno si è parlato di una "grande mobilitazione" su tre-quattro temi: salario minimo appunto (forse con una raccolta firme, se non si arriverà a un testo comune anche con i 5S), poi sanità pubblica, caro affitti, clima e lotta all'autonomia differenziata. E la leader prepara un tour "nel Paese delle diseguaglianze": non solo fabbriche, dove riaprire i circoli dismessi della vecchia "ditta", ma anche poliambulatori, università, case popolari.
In segreteria si è parlato anche delle bizze interne dell'ultima settimana, che Schlein non ha proprio gradito (in privato, con alcuni fedelissimi è stata molto esplicita). A cominciare dal caso Ciani, il vice-capogruppo appena eletto che ha suggerito di cambiare linea sulle armi all'Ucraina. "Chi ha un ruolo, dovrebbe essere più cauto nell'esprimere posizioni personali così", la puntura di Debora Serracchiani.
Le ha risposto la zingarettiana Cecilia D'Elia: "Ma le reazioni all'intervista di Ciani sono state eccessive". Mentre la franceschiniana Marina Sereni se l'è presa con la "cacofonia" (parola che ha ripetuto poi la stessa Schlein) di certe uscite scomposte, come quella dell'ex ministra Paola De Micheli, che ha picconato la leader sulle colonne de La Verità. Schlein a quel punto si è augurata che si apra una stagione di "unità". Obiettivo: rimettersi in marcia, soprattutto uscire dall'angolo. Tutti, in segreteria, hanno lodato l'appello. Si vedrà in futuro quanto il corpaccione del partito seguirà l'indicazione convintamente. A partire dalla direzione di lunedì.