Giarrusso, manovre di avvicinamento al Pd. Schlein: "Fissiamo un appuntamento"
di Lorenzo De CiccoSi sarebbero dovuti incontrare due settimane fa, a Bruxelles, Elly Schlein e Dino Giarrusso. Ma quel faccia a faccia è saltato: la segretaria del Pd non è più volata in Belgio, causa dibattito interno sulle amministrative, andate peggio del previsto. Ma si rivedranno presto, forse proprio a Bruxelles, dove Schlein tornerà il 29 giugno in vista del vertice del Pse per il Consiglio europeo. Anzi, si sono già parlati qualche minuto, l'altro ieri al Gay Pride di Roma, e si sono lasciati così: "Fissiamo un appuntamento", ha detto Schlein. Insomma, l'ex Iena, europarlamentare dal 2019, eletto col M5S con successivo divorzio per i metodi di Giuseppe Conte, potrebbe davvero entrare nei democratici. O almeno ci spera: il primo tentativo, quando intervenne a una convention di Stefano Bonaccini, durante le primarie, cadde nel vuoto nel volgere di 24 ore, triturato da un fuoco di fila che l'interessato non si aspettava. Dichiarazioni…
Si sarebbero dovuti incontrare due settimane fa, a Bruxelles, Elly Schlein e Dino Giarrusso. Ma quel faccia a faccia è saltato: la segretaria del Pd non è più volata in Belgio, causa dibattito interno sulle amministrative, andate peggio del previsto. Ma si rivedranno presto, forse proprio a Bruxelles, dove Schlein tornerà il 29 giugno in vista del vertice del Pse per il Consiglio europeo. Anzi, si sono già parlati qualche minuto, l'altro ieri al Gay Pride di Roma, e si sono lasciati così: "Fissiamo un appuntamento", ha detto Schlein. Insomma, l'ex Iena, europarlamentare dal 2019, eletto col M5S con successivo divorzio per i metodi di Giuseppe Conte, potrebbe davvero entrare nei democratici. O almeno ci spera: il primo tentativo, quando intervenne a una convention di Stefano Bonaccini, durante le primarie, cadde nel vuoto nel volgere di 24 ore, triturato da un fuoco di fila che l'interessato non si aspettava. Dichiarazioni più o meno simili, della serie: quando era nel M5S ci picconava, ora vuole iscriversi?
Ragionamento che Giarrusso rovescia, facendosi più conciliante del solito: "Ci sono rimasto male - ha raccontato - l'unica tessera che ho mai avuto era del Pd, nel 2009, ai tempi delle primarie con Ignazio Marino. E sono sempre stato di sinistra, all'Eurocamera voto molto spesso come i colleghi del Pse. Perché altri, come chi era iscritto ad Articolo 1, possono entrare e io no?". Una tesi che l'ex grillino ha sposato anche parlando a quattr'occhi con qualche fedelissimo della nuova segretaria. I rapporti con molti colleghi europarlamentari del Pd poi sono buoni, soprattutto Giarrusso nel 2019 raccolse un bottino discreto di consensi: 120mila preferenze personali, più di quanto hanno preso Pd e M5S insieme alle ultime comunali a Catania e Ragusa.
Insomma l'operazione, se arrivasse davvero il placet della segretaria, potrebbe andare a buon fine. Per ora Giarrusso si limita a confermare l'appuntamento: "Al Pride ci vado da sempre - racconta a Repubblica - da quando arrivai a Roma per lavorare al mio primo film con Ettore Scola, nel maggio del 2000. Con Schlein ci siamo incontrati per caso, ma sì abbiamo parlato di diverse cose, anche di politica italiana ed europea. E abbiamo deciso di darci un appuntamento".