Marina Berlusconi, Fascina, Tajani e lo spettro della diaspora: Forza Italia è già in bilico
di Emanuele LauriaROMA - Ora c’è un assioma da mettere in discussione: Forza Italia può sopravvivere a Silvio Berlusconi? Antonio Tajani, cui tocca piangere la morte di "un fratello maggiore" mentre è a Washington, non ha dubbi: "Non esiste che il partito scompaia". Non si sofferma neanche un attimo, pubblicamente, sulla successione. Non è il momento. Ma prima di rientrare dagli Usa per i funerali del Patriarca lascia intendere di essere pronto a prendere in mano il testimone. Succede quando Tajani ricorda il suo ruolo di co-fondatore del partito e aggiunge: "Il progetto di Berlusconi va al di là della sua vita terrena, è un progetto che noi lavoreremo per realizzare".
Ma il futuro, va detto, è davvero un’incognita, in una forza politica che negli ultimi mesi è stata scossa da una rivoluzione interna (quella che aveva estromesso dal cerchio magico Licia Ronzulli) e che, con ogni probabilità, e…
ROMA - Ora c’è un assioma da mettere in discussione: Forza Italia può sopravvivere a Silvio Berlusconi? Antonio Tajani, cui tocca piangere la morte di "un fratello maggiore" mentre è a Washington, non ha dubbi: "Non esiste che il partito scompaia". Non si sofferma neanche un attimo, pubblicamente, sulla successione. Non è il momento. Ma prima di rientrare dagli Usa per i funerali del Patriarca lascia intendere di essere pronto a prendere in mano il testimone. Succede quando Tajani ricorda il suo ruolo di co-fondatore del partito e aggiunge: "Il progetto di Berlusconi va al di là della sua vita terrena, è un progetto che noi lavoreremo per realizzare".
Ma il futuro, va detto, è davvero un’incognita, in una forza politica che negli ultimi mesi è stata scossa da una rivoluzione interna (quella che aveva estromesso dal cerchio magico Licia Ronzulli) e che, con ogni probabilità, era pronta ad affrontarne un’altra. Appena otto giorni fa, in quello che si è rivelato essere l’ultimo tratto della sua esistenza, Berlusconi aveva diramato una nota ufficiale per annunciare un imminente "restyling" di Forza Italia. Con un’informale lista già sui tavoli parlamentari. Un elenco con tre nomi, per altrettante aree geografiche del Paese: Alessandro Sorte e Tullio Ferrante, due fedelissimi di Marta Fascina per la gestione del partito al Nord e al Sud, Alessandro Battilocchio (uomo di Tajani) per il Centro. Con un punto interrogativo sull’incarico di capogruppo al Senato di Ronzulli.
Un nuovo riassetto che avrebbe dovuto prendere forma dopo un pranzo ad Arcore, sabato scorso, saltato proprio per l’improvviso ricovero di Berlusconi. In realtà, sembrava che la manovra comunque dovesse avere un rallentamento, proprio per la mediazione di Tajani che nell’ultimo mese ha visto più volte Ronzulli e Alessandro Cattaneo (l’altro grande epurato di marzo) e che avrebbe cercato di frenare Marta Fascina, invitandola a più miti consigli. Ma ieri, poche ore dopo l’annuncio della morte di Berlusconi, una convocazione improvvisa del comitato di presidenza da parte dell’anziano tesoriere Alfredo Messina ha seminato il panico: nell’ordine del giorno della riunione di oggi, oltre all’approvazione del rendiconto (atto previsto dalla legge), c’erano le "determinazioni in merito ai commissariamenti". Argomento poi cancellato dall’odg. Ma è un segnale, per l’opposizione interna, che la corte di Arcore stava per scatenare una nuova battaglia.
Di certo, la morte del padre di Forza Italia congela le ostilità. Ma ora toccherà a Tajani tentare di tenere insieme il partito. E allo stesso tempo mantenerne la guida, contenendo i malumori interni che, dall’area parlamentare, si estendono ad alcuni governatori del Sud, in particolare Renato Schifani che nei giorni scorsi aveva invitato l’ex premier a tenere conto del peso del Meridione e a non fare le nomine "ascoltando chi sta nella porta accanto".
Ma senza un collante fortissimo come la figura del Cavaliere (che secondo i sondaggi valeva oltre la metà dei consensi del partito) ciò sarà possibile? E quale sarà il ruolo di Marta Fascina, la vedova, senza la benedizione dell’uomo che l’anno scorso la sposò in una fastosa cerimonia non ufficiale a Villa Gernetto? Ferrante, responsabile del tesseramento, conferma l’obiettivo di un imponente numero di adesioni (centomila) entro la fine dell’anno e nessuno ha smentito sinora la volontà - sempre da lui espressa - di far riprendere la stagione dei congressi. Gianfranco Micciché, un altro dei pionieri forzisti, è più che scettico: "Il nostro non è un partito da congresso per sapere chi prende la direzione del partito. Assisteremo alla lite su chi è proprietario del simbolo, e chi non lo è. Già so come finirà".
La verità, come ammette Cattaneo in serata, è che si aspettano le decisioni della famiglia. Che tutto dipenderà da quanto Marina e Piersilvio vorranno continuare a investire sulla creatura del padre. Investire politicamente, per evitare la diaspora verso Fratelli d’Italia o verso le sirene centriste di un Terzo polo in disarmo, di un Matteo Renzi che occheggia alle smarrite anime forziste.
Ma l’investimento cui è chiamata la famiglia è anche economico, visto che il partito è stato sorretto in questi anni da fidejussioni del Cavaliere pari a quasi cento milioni. "Berlusconi aveva concordato con le banche un piano di rientro - dice il tesoriere Messina - È diventato lui creditore del partito, al posto delle banche. Ora, con la sua morte, i creditori sono i figli. Cosa faranno? Alla luce del grande amore per il padre, auspico vogliano seguire le sue orme".