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Bindi: "Il lutto nazionale per Berlusconi? Inopportuno, ha segnato in negativo la storia d'Italia"

Intervista all'ex presidente Pd, più volte presa di mira con offese e barzellette: "Non mi chiese mai scusa, ma non me l'aspettavo: ostentava forza maschile e padronale sulle donne. Da credente gli auguro di riposare in pace, ma non si può dimenticare che è responsabile, non da solo, dei molti problemi che oggi vive il Paese"
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"I funerali di Stato sono previsti ed è giusto che ci siano, il lutto nazionale per una persona divisiva com'è stato lui secondo me non è una scelta opportuna".  Rosy Bindi, ex presidente del Pd ed ex ministra, si è scontrata più volte con Berlusconi.

Bindi, nel 2009 Berlusconi la prese di mira con barzellette, la offese in tv con la battuta "è più bella che intelligente", a cui lei risposte "sono una donna che non è a sua disposizione".  Stava per esplodere l'epoca del bunga bunga e dei festini. Le chiese mai scusa?

"Mai. Ma francamente non me l'aspettavo, e quindi non mi sono mai meravigliata che non lo facesse. Il comportamento di Berlusconi era frutto dell'ostentazione della forza maschile e padronale sulle donne e maschilista. Non avrei accettato le sue scuse, perché non avrebbero mai colmato la distanza".

In che senso?

"Quelle parole Berluscon…

"I funerali di Stato sono previsti ed è giusto che ci siano, il lutto nazionale per una persona divisiva com'è stato lui secondo me non è una scelta opportuna".  Rosy Bindi, ex presidente del Pd ed ex ministra, si è scontrata più volte con Berlusconi.

Bindi, nel 2009 Berlusconi la prese di mira con barzellette, la offese in tv con la battuta "è più bella che intelligente", a cui lei risposte "sono una donna che non è a sua disposizione".  Stava per esplodere l'epoca del bunga bunga e dei festini. Le chiese mai scusa?

"Mai. Ma francamente non me l'aspettavo, e quindi non mi sono mai meravigliata che non lo facesse. Il comportamento di Berlusconi era frutto dell'ostentazione della forza maschile e padronale sulle donne e maschilista. Non avrei accettato le sue scuse, perché non avrebbero mai colmato la distanza".

In che senso?

"Quelle parole Berlusconi le aveva pronunciate commentando una sentenza della Corte costituzionale che lo riguardava: la Consulta aveva bocciato le sue leggi ad personam. Lui attaccò la Corte e il presidente della Repubblica che accusò di avere avuto un ruolo. Il fatto di essere stata offesa in quella circostanza ha marcato la distanza abissale tra modi diversi di intendere le istituzioni".

Ma è stato anche un modernizzatore?

"I cambiamenti che ha introdotto, soprattutto nel modello di società, non li considero una modernizzazione, piuttosto li definirei una decadenza. E la prova più evidente è il suo rapporto con le donne".

Gli scandali del berlusconismo - dal fisco, alle tangenti ai festini - finiscono ora in secondo piano, perché è il momento del cordoglio?

"Da credente auguro a Silvio Berlusconi di riposare in pace. So cosa vuol dire perdere un genitore e quindi il mio sincero cordoglio ai figli e alla famiglia. Ma il cordoglio non significa cancellare il fatto che ha segnato la storia d'Italia in modo negativo. Ritengo Berlusconi responsabile, certo non da solo, dei molti problemi che oggi vive il Paese. E non solo nella politica, ma anche nel costume e nella società".

È stato un grande imprenditore.

"Su questo non ci sono dubbi. Ma non lo è stato sempre in modo trasparente. Con la morte porta con sé alcuni grandi misteri che non sono mai stati chiariti e mai si chiariranno. E ha costruito un impero televisivo anche grazie alla protezione della politica. Penso poi all'ostentazione della ricchezza, che è diventata più evidente quando è entrato in politica".

Un tycoon con un forte confitto d'interessi, che ha segnato la vita politica italiana?

"Dal cappotto imprestato a De Gaspari per la conferenza di Parigi all'ostentazione delle case private e delle ville diventate residenze di Stato di Berlusconi, c'è un abisso".

Ma negli ultimi anni, in un governo di destra come è quello attuale, Berlusconi rappresentava l'anima liberal, moderata?

"Ho sempre pensato che Berlusconi sia stato il protagonista della  ricostruzione della destra nel nostro Paese, oggi legittimamente al governo, l'abbia fatta Berlusconi. E' lui ad avere sdoganato i post fascisti: altro che leader politico moderato e liberale! Recentemente è stata imbarazzante anche la presa di posizione di Berlusconi a favore di Putin".

Ha comunque segnato un'epoca, non crede?

"Assolutamente sì. In senso negativo, ripeto. La storia berlusconiana non può essere archiviata, nonostante la pietà per la sua malattia e il rispetto per la capacità che ha avuto di lottare. Ma una analisi vera di cosa sia stato il berlusconismo e di come abbia cambiato la democrazia italiana, va fatta. L'origine del populismo è da ricondurre in maniera esplicita a Berlusconi".

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Berlusconi è stato l'ossessione del centrosinistra. Non è stato un errore?

"Direi di non sottovalutare la forza anche corruttiva nei modelli di vita del nostro Paese che Berlusconi ha interpretato. Si diceva: Berlusconi è ricco e non ha bisogno di fare politica per vivere. La sua ricchezza ha "drogato" la competizione politica. Dopo di che, l'ossessione è sempre sbagliata e quindi è stato un errore. Però l'alternativa a un avversario politico deve essere chiara anche  nei modelli di vita e sociali. Prodi lo ha battuto due volte perché con la sua concezione della democrazia e con il suo stile di vita, era davvero alternativo".

Quale  è il suo lascito?

"Berlusconi non ha eredi e questa è un'altra sua peculiarità. C'è chi aspira a esserlo come Matteo Renzi. Ce lo dirà il futuro".

Una cosa positiva?

"La sua determinazione, sia pure orientata vero ciò che non condivido, è un valore. E' stato un lottatore".