Siccome la storia la scrivono i vincitori, perché perdere l'occasione di riscrivere quella di Silvio Berlusconi? C'è qualcosa di stonato, e un che di inquietante, nella determinazione della maggioranza di governo a trasformare in patrono nazionale la figura più divisiva di ogni epoca della politica italiana, facendo leva sul controllo dei Palazzi e della narrazione.
Sincero il cordoglio, quasi unanime, giusti i funerali di Stato, dove ci sarà oggi anche Elly Schlein ma non Giuseppe Conte, forse perché ha appena disertato il Pride spiegando che non va nemmeno a matrimoni e feste di compleanno, figuriamoci dunque le esequie, ma alla destra imperante deve essere sembrato comunque poco.
Nel crescendo di iniziative, tributi e messe laiche non è più in corso il congedo a una figura istituzionale, comunque un signore che è stato a Palazzo Chigi più di De Gasperi e Fanfani, è partita piuttosto un'operazion…
Siccome la storia la scrivono i vincitori, perché perdere l'occasione di riscrivere quella di Silvio Berlusconi? C'è qualcosa di stonato, e un che di inquietante, nella determinazione della maggioranza di governo a trasformare in patrono nazionale la figura più divisiva di ogni epoca della politica italiana, facendo leva sul controllo dei Palazzi e della narrazione.
Sincero il cordoglio, quasi unanime, giusti i funerali di Stato, dove ci sarà oggi anche Elly Schlein ma non Giuseppe Conte, forse perché ha appena disertato il Pride spiegando che non va nemmeno a matrimoni e feste di compleanno, figuriamoci dunque le esequie, ma alla destra imperante deve essere sembrato comunque poco.
Nel crescendo di iniziative, tributi e messe laiche non è più in corso il congedo a una figura istituzionale, comunque un signore che è stato a Palazzo Chigi più di De Gasperi e Fanfani, è partita piuttosto un'operazione politica: Berlusconi indiscusso padre della Patria, Grande Timoniere, un Nabucodonosor o una Regina Elisabetta, anche se metà Paese in questa monarchia berlusconiana non ha vissuto né vorrebbe cominciare ora post mortem.
Sconvolti h24 i palinsesti della tv pubblica, introdotto il lutto nazionale, in Parlamento si è toccata l'acme: dall'idea di fermare i lavori della Camera per un giorno, già discutibile, si è addirittura arrivati a proclamare sette giorni di stop, l'opzione nordcoreana, con la differenza che a Pyongyang l'Assemblea Popolare Suprema ha comunque poco da decidere anche nei giorni in cui è formalmente aperta.
Tutti i partiti hanno sospeso le attività e le riunioni degli organismi dirigenti, con la paradossale eccezione proprio di Forza Italia, che ha riunito ieri l'ufficio di presidenza. C'era da approvare il bilancio, questioni di danè, una cosa molto berlusconiana, sebbene nel debito storico del partito non sia del tutto chiaro, a questo punto, chi debba soldi a chi, e come, e perché, ma che in origine fossero quattrini di Silvio non c'è da dubitare e tanto basta. Ma, incredibilmente, il consesso forzista ha dato via libera anche alle nomine decise da Marta Fascina: il Parlamento non vota, ma sulle scelte della moglie del Cavaliere si decide eccome.
L'operazione Padre pio con la minuscola sta incontrando pochi argini, forse anche per la comprensibile paura della sinistra di apparire insensibile al lutto - oltraggiato, va detto, solo da pochi sciocchi - ma comincia a serpeggiare in qualcuno l'idea che l'enfasi andrebbe un po' contenuta, visto il contenuto revisionista che si porta appresso. Parificare i giudizi, unire la nazione, sospendere ogni obiezione: a ben guardare parrebbe proprio il menu che la destra ama servire quando le garba cambiare vestito alla storia del Novecento, menu esteso in questo caso al trentennio della Seconda Repubblica e al suo circense bipolarismo riproposto in una chiave abbastanza chiara: da una parte chi stava con Berlusconi, dall'altra quelli che sbagliavano.
In questa ansia di beatificazione, su cui Berlusconi avrebbe senz'altro trovato il modo di coniare un'altra barzelletta autoironica, la visione di parte aspira a diventare generale, sparisce ogni controversia sul Berlusconi politico e c'è da giurare che presto, dietro alla patina dorata di pacificazione, di quelle che vengono via con una grattatina superficiale, il pacchetto celebrativo diventerà appunto arma di propaganda spicciola oltre che di rilettura storica: cari oppositori di Silvio, avete visto che il Paese era tutto con il Cavaliere? L'avete capito di aver toppato tutto? Le leggi ad personam, il partito azienda, il Porcellum, il conflitto di interessi, gli elettori "coglioni", gli asili comunisti, le telefonate in Questura, il voto del Parlamento su Ruby nipote di Mubarak, donne sposatevi un milionario e abolirete il precariato, tutte invenzioni dei "poveri comunisti", come li chiamava Berlusconi nei comizi. Non l'avete vista la folla ai funerali? Non vi basta e volete discuterne in Parlamento? Appuntamento alla settimana prossima, allora, ché questa settimana Montecitorio è chiuso per lutto.