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Custodia cautelare, intercettazioni, ricorsi dei pm: le volontà di Berlusconi trasformate in legge da Nordio

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi  
Il pacchetto-omaggio sulla giustizia voluto dal Guardasigilli è richiamo punto per punto alle antiche battaglie garantiste del Cavaliere
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Le volontà politiche di Silvio Berlusconi diventano leggi. Quelle inserite nel pacchetto sulla giustizia scritto e voluto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Un pacchetto "provvisorio", lo ha definito il Guardasigilli, ma che vuole rendere omaggio al leader defunto. Nordio, intervistato da Skytg24, si è detto rammaricato dal fatto che l'ex premier non possa "assistere al primo passo verso una riforma radicale in senso garantista". Non a caso nel mirino del ministro ci sono le stesse norme che costarono a Berlusconi processi e avvisi di garanzia. E su cui il Cav imbastì una vera e propria battaglia politica in nome del garantismo. Per i detrattori, al contrario, si trattava delle solite leggi ad personam con cui il fondatore di Forza Italia cercava costantemente di sbrigliarsi dai procedimenti a carico.

Stretta sulle intercettazioni 

È stato il principale oggetto di scontro tra Berlusconi e la magistratura. E oggi Nordio vuole mettere mano alla legge imprimendo una stretta alla pubblicazione delle intercettazioni da parte della stampa. Un bavaglio che il Cav ha anelato fino all'ultimo. Del resto, gli stralci degli ascolti pubblicati sui giornali gli sono costati una figuraccia di caratura internazionale. Tanto da portarlo ad inveire contro la magistratura usando toni mai sentiti e parlando delle toghe come "una mafia più pericolosa della mafia siciliana". Secondo Berlusconi "non è vita non poter alzare il telefono e poi vedere le conversazioni sui giornali''. Oggi come ieri la promessa è sempre la stessa: "Introdurremo una normativa sulle intercettazioni telefoniche che ponga fine agli abusi e alle violazioni della nostra privacy" con "l'introduzione di nuove norme di garanzia che scoraggino la pratica di fornire ai giornali il risultato delle intercettazioni". Parole che risalgono al 2011, sovrapponibili al contenuto che si appresta a varare oggi il governo.

L'inappellabilità delle sentenze

Un vecchio cavallo di battaglia del centrodestra. Anche questo etichettato dall'opposizione come provvedimento ad personam. Berlusconi lo ha tirato fuori anche durante l'ultima campagna elettorale: "Quando governeremo le sentenze di assoluzione di primo e di secondo grado non saranno assolutamente appellabili". Profetico, si direbbe, visti gli obiettivi del ministro Nordio. Fatto sta che all'ex premier quell'uscita costò l'ennesimo - e forse anche ultimo - scontro con la magistratura che, attraverso l'Anm, criticò duramente l'uscita, chiamando in causa la sentenza della Corte Costituzionale del 2007. La stessa che dichiarò illegittima la legge voluta da Berlusconi e scritta da Gaetano Pecorella, ex avvocato del Cavaliere. Una legge che, sosteneva il leader azzurro, avrebbe portato l'Italia "ai livelli delle altre democrazie". Un'ambizione - l'ennesima -  tramandata al governo attuale. 

Custodia cautelare 

È la terza gamba del pacchetto-Nordio e uno dei punti della riforma della giustizia ideale a cui puntava Berlusconi, così delineata da Cav in persona nel 2015: "Processi di durata ragionevole, che si cambi la custodia cautelare e il sistema delle intercettazioni". Nordio intende intervenire rendendo obbligatorio per il pm interrogare l'indagato prima di emettere un mandato di custodia cautelare. Secondo la narrazione forzista il carcere preventivo verrebbe utilizzato "con un uso coercitivo per ottenere informazioni". Parole di Berlusconi, pronunciate nel lontano 2006 e riportate in auge dall'attuale maggioranza. Anche nel 2014 il mantra era sempre lo stesso: "All'interno della riforma giustizia la prima cosa da fare è cambiare le attuali norme della custodia cautelare".

Abuso d'ufficio 

Anche questo rientra tra i reati per cui fu indagato Silvio Berlusconi durante la sua carriera politica. Il caso più celebre riguarda la vicenda dei voli di stato. La questione fu archiviata nel 2009. Ora il governo vuole abolirlo tout court. Secondo la maggioranza l'abuso d'ufficio sarebbe "un'entità evanescente" (copyright Nordio), un reato che non fa altro che ingolfare le procure. La narrazione del centrodestra attuale è sovrapponibile a quella di berlusconiana memoria. Non è un caso che Forza Italia abbia sposato senza indugi la linea-Nordio: "Questo reato non solo è inutile, ma è addirittura dannoso", ha detto il viceministro azzurro Francesco Paolo Sisto.

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