Alluvione, Musumeci sfida i sindaci: "Il governo non è un bancomat". Bufera sulle sue parole: "Arroganza intollerabile"
a cura della redazione PoliticaNello Musumeci sfida i sindaci dell'Emilia-Romagna, rispedisce al mittente le richieste di risposte immediate dal governo e risponde beffardo: "Non siamo un bancomat". Parole che scatenano l'ira e le proteste del Pd, oltre che degli amministratori locali. Musumeci, che ha la delega alla Protezione civile, le aveva pronunciate ieri, durante l'incontro con il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e i sindaci dei territori alluvionati, per respingere le richieste di fondi per l'emergenza. E le ha ribadite oggi, suscitando l'indignazione dell'opposizione e l'accusa di "arroganza".
Musumeci: "Il governo non è un bancomat"
A RaiNews24 Musumeci ha rivendicato di aver detto nel corso del tavolo permanente per la gestione dell'emergenza sulla alluvione in Emilia-Romagna, insediato a Palazzo Chigi, "che il governo non è un bancomat. Questa frase - ha sottolineato - l'avrebbe dovuta dire anche qualcuno dieci anni fa se volevamo evitare la condizione in cui ci troviamo in Italia in tema di sicurezza del territorio". E ha aggiunto: "Il tavolo è nato per essere un coordinamento, che significa confrontarsi sui criteri e sulle priorità. Invece qualcuno ha pensato che la riunione dovesse servire soltanto per portare l'elenco delle spese e riscuotere. Il principio non è questo".
Il Pd: "Arroganza inaccettabile"
"L'arroganza espressa da Musumeci è intollerabile", attacca Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato. "Nei primi giorni dopo l'alluvione - ricorda - il governo è andato in Emilia Romagna a fare passerelle con gli stivali nel fango. Ora è passato più di un mese, ma manca ancora il nome del commissario alla ricostruzione e soprattutto mancano le risorse annunciate. Dei famosi due miliardi del decreto ci sono solo qualche centinaio di milioni di risorse fresche". Per Boccia, quindi, "è inaccettabile che il governo giochi a braccio di ferro con le istituzioni locali, per meri interessi politici, speculando sulla pelle di imprese e cittadini emiliani. Servono immediatamente risorse per chiudere la fase emergenziale e avviare la ricostruzione".
Dello stesso avviso è Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera. "Caro ministro Musumeci - scrive su Twitter - l'Emilia Romagna non è un set per foto e riprese. Ci sono sindaci, cittadini, imprese che aspettano ormai da un mese la nomina di un commissario e le risorse vere per la ricostruzione e la ripresa. Con offese e arroganza non si va lontano".
A puntare il dito contro il ministro è anche Pierluigi Bersani, da poco rientrato nel Pd. "Ma chi crede di essere questo ministro Musumeci? Pensa davvero di poter spiegare con arroganza ai romagnoli come si fanno le cose?", polemizza su Twitter.
Infine, la senatrice emiliana Sandra Zampa aggiunge: "Il governo ha il dovere e la responsabilità di aiutare amministrazioni, imprese e cittadini colpiti dall'alluvione, non il diritto di offendere i sindaci che reclamano giustamente quegli aiuti che il governo Meloni ha annunciato in pompa magna. Musumeci invece di offendere i sindaci chieda loro scusa e lavori non per la propria parte politica ma per aiutare la popolazione dell'Emilia Romagna".
M5S: "Meloni volta le spalle ai romagnoli"
"È francamente pessimo l'atteggiamento che il governo Meloni sta tenendo nei confronti dei cittadini romagnoli colpiti dall'alluvione. Il ministro Musumeci, rha voltuto far capire che i romagnoli dovranno vedersela da soli. Questo è il messaggio per nulla velato fatto arrivare ai sindaci dei comuni più interessati dal disastro", dice llaria Fontana, capogruppo M5S in commissione Ambiente della Camera. "Avevano promesso 2,6 miliardi, ma ne hanno stanziati solo la metà a fronte di danni quantificati per circa 9 miliardi - ricorda Valeria Baldino, vicecapogruppo dei pentastellati alla Camera - Mentre i sindaci chiedono un aiuto per far fronte agli enormi disagi che vivono le loro comunità ricevono risposte spocchiose e supponenti da parte del governo, che si dimostra ancora una volta inconcludente e buono solo a fare chiacchiere"
"È inconcepibile che un rappresentante del governo, il ministro della Protezione civile, tratti in questo modo i sindaci delle aree colpite dall'alluvione. Ma questo governo si rende conto di quanto è successo? Non sembrerebbe, visto che oltre a negare gli aiuti alle popolazioni colpite, non ha ancora preso alcuna decisione sul commissario per la ricostruzione. È passato un mese dall'alluvione, cosa hanno fatto in tutto questo tempo?", aggiunge Daniela Torto, capogruppo M5S in commissione Bilancio alla Camera".