Meloni vola a Parigi per sostenere Roma all'Expo 2030. Dopo sette mesi di incomprensioni, il possibile vertice con Macron
di Tommaso Ciriaco e dalla nostra corrispondente Anais GinoriROMA-PARIGI - Giorgia Meloni arriva a Parigi la settimana prossima per sostenere la candidatura di Roma per l'Expo 2030, ormai un campo di battaglia tra potenze, con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman già nella capitale francese da giorni per appoggiare la corsa di Riad, in diretta concorrenza con quella italiana. Martedì e mercoledì sono i due giorni in cui le quattro città candidate (Busan, Riad, Roma e Odessa) presenteranno ai delegati i loro progetti all'assemblea generale del Bureau International des Expositions (Bie). Il principe ereditario "Mbs", accompagnato da una folta delegazione di ministri e funzionari, parteciperà a un ricevimento ufficiale già lunedì al Grand Palais Ephémère per sostenere il progetto. La sua discesa in campo nella Ville Lumière per diversi giorni fa capire la sua determinazione. Il leader saudita ha persino deciso di alloggiare a Parigi e non nel…
ROMA-PARIGI - Giorgia Meloni arriva a Parigi la settimana prossima per sostenere la candidatura di Roma per l'Expo 2030, ormai un campo di battaglia tra potenze, con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman già nella capitale francese da giorni per appoggiare la corsa di Riad, in diretta concorrenza con quella italiana. Martedì e mercoledì sono i due giorni in cui le quattro città candidate (Busan, Riad, Roma e Odessa) presenteranno ai delegati i loro progetti all'assemblea generale del Bureau International des Expositions (Bie). Il principe ereditario "Mbs", accompagnato da una folta delegazione di ministri e funzionari, parteciperà a un ricevimento ufficiale già lunedì al Grand Palais Ephémère per sostenere il progetto. La sua discesa in campo nella Ville Lumière per diversi giorni fa capire la sua determinazione. Il leader saudita ha persino deciso di alloggiare a Parigi e non nel suo castello di Louveciennes, a pochi passi da Versailles, una reggia moderna ispirata ai fasti di Luigi XIV. E' atteso nella Ville Lumière anche il presidente coreano, mentre pochi credono alle chances di Odessa.
Meloni intende partecipare all'evento parigino del Bie per diverse ragioni. La prima è che crede nella candidatura di Roma all'Expo 2030, forse più di Mario Draghi. E siccome la Francia appoggia Riad, la premier ritiene che un segnale vada comunque dato. Volerà nella capitale francese lunedì pomeriggio, forse, o al più tardi martedì mattina. Si fermerà tutto il giorno. Con lei, anche il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri. Ancora in stand by l'incontro con Emmanuel Macron, che Palazzo Chigi e l'Eliseo non confermano (ma neanche smentiscono). Allo studio una cena di lavoro martedì sera all'Eliseo, dopo che la premier avrà partecipato al ricevimento previsto nell'ambasciata d'Italia, dal titolo "Humanlands, together for Humanity", un momento per celebrare parole chiave come "diritti" e "inclusione" su cui è costruita la candidatura di Roma, in contrapposizione con la petromonarchia saudita.
Il bilaterale tra Meloni e Macron non è ancora fissato ma sarebbe però un caso se i due, dopo un tira e molla durato sei mesi su una visita della premier a Parigi saltata almeno tre volte a causa di feroci polemiche, non si incontrassero (dopo essersi parlati a Bruxelles e poi al G7 in Giappone). Anche perché i dossier da discutere non mancano. Uno è quello della gestione della crisi tunisina, che interessa entrambi. Un altro è quello dei migranti, alla vigilia del Consiglio europeo di fine giugno. Ma esiste un altro snodo fondamentale che finirà nell'eventuale faccia a faccia: la potenziale scalata di Vivendi del francese Vincent Bolloré a Mediaset. Un capitolo diventato fondamentale in queste ore, perché dai rapporti tra Meloni e Marina Berlusconi dipende la stabilità di Forza Italia e, di conseguenza, dell'esecutivo.