Aghina, capo dei giudici di Torre Annunziata: “Con la riforma della giustizia di Nordio saltano i collegi. Nel tribunale di ‘Fortapàsc’ non c’è chi decide sul carcere”
di Conchita Sannino"Ma il ministro Nordio avrebbe detto che i magistrati non si possono consentire di criticare la riforma? Gli attribuiscono questo". Presidente Ernesto Aghina, non glielo attribuiscono. Lo ha detto. "Francamente resto sconcertato. Noi siamo tecnici, abbiamo responsabilità di organizzare gli uffici: che si giudichi come “interferenza” un contributo di analisi, lascia davvero stupiti". Ernesto Aghina, già consigliere del Csm tra 2002 e 2006, è il presidente del Tribunale di Torre Annunziata, la Fortapàsc raccontatada Giancarlo Siani: un rapporto tra nati nel comune e detenuti (nelle varie carceri) tra i più alti del Paese; un circondario di 500mila abitanti; due comuni tuttora sciolti per condizionamento mafioso (oltre a Torre, Castellammare di Stabia), un terzo, Torre del Greco, il cui ex sindaco è sotto processo per corruzione. Nessun pregiudizio, toni pacati sulla riforma. "Ma un po’ di preoccupazione…
"Ma il ministro Nordio avrebbe detto che i magistrati non si possono consentire di criticare la riforma? Gli attribuiscono questo". Presidente Ernesto Aghina, non glielo attribuiscono. Lo ha detto. "Francamente resto sconcertato. Noi siamo tecnici, abbiamo responsabilità di organizzare gli uffici: che si giudichi come “interferenza” un contributo di analisi, lascia davvero stupiti". Ernesto Aghina, già consigliere del Csm tra 2002 e 2006, è il presidente del Tribunale di Torre Annunziata, la Fortapàsc raccontatada Giancarlo Siani: un rapporto tra nati nel comune e detenuti (nelle varie carceri) tra i più alti del Paese; un circondario di 500mila abitanti; due comuni tuttora sciolti per condizionamento mafioso (oltre a Torre, Castellammare di Stabia), un terzo, Torre del Greco, il cui ex sindaco è sotto processo per corruzione. Nessun pregiudizio, toni pacati sulla riforma. "Ma un po’ di preoccupazione c’è".
Per la mancanza dei Gip che dovranno comporre i collegi e decidere sul carcere?
"Mi chiedo: come si farà nei piccoli e nei medi Tribunali italiani ad organizzare questi collegi?".
Il ministro Nordio dice che arriveranno 250 giudici.
"Va ricordato che i magistrati di prima nomina non possono svolgere la funzione di Gip, se non dopo due anni. Quindi, la riforma pone, dal punto di vista organizzativo, nodi drammatici".
Il tema della collegialità della misura cautelare però esiste.
"Certo, il dibattito della dottrina, dell’avvocatura, è antico. Ma se si vuole intervenire, non bisogna farlo con i giochi di prestigio. E trovo singolare che a disporre questo sia un ministro che il magistrato lo ha fatto. Forse, non in aree a densità criminale elevata".
Da lei, quanti giudici ci sono?
"Sono 51 giudici, e la soglia del tribunale 'grande' è 50: quindi, formalmente siamo una fascia superiore, ma con problemi. Per fortuna, ho 'solo' 3 posti vacanti".
E quanti gip?
"Solo 5. Quindi, avrei un collegio e mezzo. E il problema non è neanche fronteggiare la richiesta del carcere, ma il dopo...".
Perché i gip che si sono espressi sulla custodia, non si occupano delle successive fasi.
"Esatto, sono incompatibili. E quindi questa novità scompagina totalmente i meccanismi processuali: imporrebbe delle acrobazie organizzative che non so neanche immaginare".
In sintesi?
"Mi auguro che il testo non passi così. Confido nella ragionevolezza di chi, numeri alla mano, possa trovare rimedio. In Campania, e a Napoli specialmente, abbiamo tra l’altro un problema di grande stress all’Ufficio Gip".
E della cancellazione dell’abuso d’ufficio, cosa pensa?
"Anche qui, si parte da un dibattito che esiste: i dati statistici sull’abuso d’ufficio fanno riflettere. Non solo le condanne, ma anche le imputazioni sono davvero poche. È un problema di filosofia complessivo: ma forse il rimedio è troppo drastico".
Non fa effetto che la riforma sia pensata anche come “omaggio” a Berlusconi?
"Tema di carattere politico o propagandistico, non entro. Ripeto, lascia molto più stupiti che il ministro consideri 'interferenze' i nostri ragionamenti. Cosa dire?... ".
Lo dica.
"Ormai i tempi sono adeguati al clima".