D’Amato: “Le brigate di Grillo inaccettabili. Un errore di Schlein aderire al corteo M5S, mi dimetto dall’assemblea nazionale del Pd”
di Lorenzo De CiccoLa partecipazione di Elly Schlein alla manifestazione di Conte e Grillo produce un primo effetto, per ora isolato: Alessio D'Amato, a febbraio candidato del Pd alla presidenza della Regione Lazio, annuncia a Repubblica di essersi appena dimesso dall'assemblea nazionale del Pd. D'Amato, ex assessore alla Sanità di Nicola Zingaretti, era l'uomo del modello Lazio sul Covid e soprattutto Marta Bonafoni, coordinatrice nazionale della segreteria Schlein è stata eletta alla Pisana proprio nella lista D'Amato presidente. "Ho comunicato a Stefano Bonaccini che non mi ritrovo proprio in questa modalità e dunque rassegno le dimissioni".
Bonaccini che ha risposto?
"La risposta che mi attendevo da chi ha quel ruolo: di riflettere e comprendere. Ma gli ho spiegato che la mia decisione è ferma. Le dimissioni si danno, non si annunciano. Sono abituato così".
Perché si è dimesso?
"È stato un errore p…
La partecipazione di Elly Schlein alla manifestazione di Conte e Grillo produce un primo effetto, per ora isolato: Alessio D'Amato, a febbraio candidato del Pd alla presidenza della Regione Lazio, annuncia a Repubblica di essersi appena dimesso dall'assemblea nazionale del Pd. D'Amato, ex assessore alla Sanità di Nicola Zingaretti, era l'uomo del modello Lazio sul Covid e soprattutto Marta Bonafoni, coordinatrice nazionale della segreteria Schlein è stata eletta alla Pisana proprio nella lista D'Amato presidente. "Ho comunicato a Stefano Bonaccini che non mi ritrovo proprio in questa modalità e dunque rassegno le dimissioni".
Bonaccini che ha risposto?
"La risposta che mi attendevo da chi ha quel ruolo: di riflettere e comprendere. Ma gli ho spiegato che la mia decisione è ferma. Le dimissioni si danno, non si annunciano. Sono abituato così".
Perché si è dimesso?
"È stato un errore partecipare a una manifestazione che si è connotata con parole d'ordine inaccettabili: brigate, passamontagna. Anche no. Sono parole inaccettabili per chi arriva da una cultura riformista e di sinistra, che ha sempre combattuto queste forme di violenza verbale. È stato un errore politico e una sottovalutazione, vedo una sorta di spirito gregario in questa partecipazione. Ancora più grave è il mancato ed immediato pubblico dissenso da Grillo e Ovadia".
Lascerà anche il partito?
"Sono valutazioni che farò insieme ad altri nei prossimi giorni. Non mi ritrovo in questa linea politica".
Ovadia dal palco ha sostenuto che la guerra in Ucraina l'hanno scatenata gli Usa... È la linea dei propagandisti di Putin.
"Sono idee deliranti, in un momento in cui il Parlamento e tutta l'Europa sono impegnati in uno sforzo importante. Ecco perché a maggior ragione ribadisco che è stato un errore partecipare a questa mobilitazione. Le manifestazioni unitarie vanno realizzate su piattaforme comuni. Aderire così è il sintomo di uno spirito minoritario, che non aiuta a costruire un'alternativa di governo, che va creata su un impianto riformista, contro i sovranisti e i populismi. Quello che hanno detto Grillo e Ovadia invece è la quintessenza del populismo".
Altri la seguiranno?
"Non lo so. Di certo avverto un grande malessere, peraltro non da oggi. Anche su argomenti sensibili come l'utero in affitto, la posizione assunta sul tema dell'abuso d'ufficio dai nostri sindaci. Poi non faccio proseliti io da solo, semplicemente ragiono con la mia testa. Ho sostenuto Bonaccini nella fase congressuale e mi sono messo lealmente a disposizione, ma questa linea non produce un'alternativa di governo".
Aderirà al Terzo polo, che l'ha sostenuta alle Regionali, insieme al Pd?
"Ora il tema è costruire l'alternativa, poi vedremo nei prossimi giorni".