L'ultima di Nordio: "Tagliare i processi per evasione fiscale"
di Liana MilellaROMA - E adesso Carlo Nordio vuole cancellare pure i processi contro gli evasori. Meglio una giustizia "conciliativa". Significa che lo Stato si mette d'accordo con chi non ha pagato le tasse, mentre tantissimi italiani lo fanno. E non fanno i furbi. E invece il ministro della Giustizia, a Milano, di fronte a una platea di tecnici, delegittima anche questo strumento: "Sono stato in procura e non ho mai visto un evasore in manette". E va avanti: "Se un imprenditore onesto decidesse di assoldare un esercito di commercialisti non riuscirebbe a stare tranquillo perché le norme si contraddicono". E lui propone di cancellarle per "conciliare".
Nordio dopo aver abolito l'abuso d'ufficio continua la sua crociata contro gli strumenti che finora hanno garantito l'azione dei giudici. Toccando il tasto delicatissimo di chi non paga le tasse. Nel suo solito stile ecco un'altra citazione dotta: "Per quanto riguarda i reati pi&…
ROMA - E adesso Carlo Nordio vuole cancellare pure i processi contro gli evasori. Meglio una giustizia "conciliativa". Significa che lo Stato si mette d'accordo con chi non ha pagato le tasse, mentre tantissimi italiani lo fanno. E non fanno i furbi. E invece il ministro della Giustizia, a Milano, di fronte a una platea di tecnici, delegittima anche questo strumento: "Sono stato in procura e non ho mai visto un evasore in manette". E va avanti: "Se un imprenditore onesto decidesse di assoldare un esercito di commercialisti non riuscirebbe a stare tranquillo perché le norme si contraddicono". E lui propone di cancellarle per "conciliare".
Nordio dopo aver abolito l'abuso d'ufficio continua la sua crociata contro gli strumenti che finora hanno garantito l'azione dei giudici. Toccando il tasto delicatissimo di chi non paga le tasse. Nel suo solito stile ecco un'altra citazione dotta: "Per quanto riguarda i reati più gravi come la corruzione vige il principio citato più di duemila anni fa da Tacito, più la Repubblica è corrotta più aumentano le porte alle quali il cittadino deve bussare per ottenere il provvedimento". Come se fosse davvero una questione di porte, e non di chiavi da ungere.
Non contento dell'assolo fatto a Taormina, che ha suscitato il fastidio di Palazzo Chigi, il Guardasigilli va avanti con le sue esternazioni distruttive. E attacca di nuovo le intercettazioni, suo nemico da sempre, anche se le ha utilizzate, e a migliaia, nel processo sul Mose quando era pm a Venezia. Adesso suona tutt'altra musica, e annuncia che la sua intenzione è quella di "intervenire per tutelare la dignità e la libertà delle persone che parlano e devono parlare fra di loro in riservatezza, perché la riservatezza è l'altro lato della libertà". Una mannaia durissima contro gli ascolti oggi possibili per i reati fino a cinque anni, ma naturalmente "non saranno compromesse le indagini per i grandi crimini della delinquenza organizzata". Quindi corrotti e corruttori possono vivere tranquilli.
Dopo un ddl in cui si fa divieto ai giudici di trascrivere le intercettazioni che riguardano i terzi finiti nella conversazione per caso e che limita la libertà di stampa vietando di pubblicare gli atti anche se sono divenuti pubblici, Nordio annuncia il prossimo passo, intercettazioni solo per mafia e terrorismo. Come aveva detto appena entrato in Parlamento, sollevando un vespaio di critiche. La sua intenzione è potenziare le intercettazioni preventive che non finiscono nemmeno nei brogliacci e magari dare spazio a quelle segrete delle polizie, queste sì lesive dei diritti dei cittadini perché non lasciano traccia della loro esistenza.
La palma della battuta peggiore della giornata spetta al vice ministro della giustizia Francesco Paolo Sisto quando dice: "È finito il Bronx nella ricerca delle intercettazioni più gossipare che solleticavano anziché informare". Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani, protagonista della nuova Forza Italia senza Berlusconi, esclude che nella maggioranza ci siano "scontri sulla riforma della giustizia", plaude ancora alla fine dell'abuso d'ufficio, ma insiste sulla separazione delle carriere anche perché "siamo convinti che in democrazia come diceva Montesquieu la separazione dei poteri rafforza gli equilibri".
La riforma di Nordio suscita gli entusiasmi di Italia viva e di Azione. Maria Elena Boschi ed Ettore Rosato annunciano il loro voto a favore in Parlamento, mentre il responsabile giustizia di Azione Enrico Costa annuncia che presenterà "un gran numero di emendamenti per inasprire ulteriormente la riforma Nordio, e renderla ancora più incisiva". Invece la segretaria Pd Elly Schlein attacca di nuovo il colpo di spugna sull'abuso d'ufficio, che "non va abrogato ma va rivisto, perché la sua cancellazione sarebbe in contrasto con la normativa europea". Quanto alla riforma di Nordio il suo giudizio è netto: "La montagna ha partorito il topolino con pochi interventi spot".