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L’allarme di Le Monde: “La destra conservatrice alla conquista della cultura italiana: vuole anteporre le idee ai contenuti”

La premier, Giorgia Meloni

 
Dai cambiamenti in Rai al riaccendersi del dibattito sull’egemonia: il quotidiano francese descrive il “clima inasprito” dal governo Meloni intorno al mondo intellettuale
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PARIGI - “Il governo di destra di Giorgia Meloni conquista il mondo della cultura” scrive il giornale Le Monde in un lungo articolo nel quale racconta come l'esecutivo stia occupando molti dei posti chiave. “Il governo della leader di Fratelli d'Italia rinnova la guida delle istituzioni culturali, accusate di essere di sinistra, con l'obiettivo di costruire un nuovo immaginario italiano” scrive Allan Kaval, corrispondente a Roma. Il quotidiano ricorda le polemiche per la nomina al Salone del Libro di Torino, l'annuncio di cambiamenti di destra alla guida della Rai e “l'abbandono di conduttori emblematici” come Fabio Fazio.llgbvfgf

A proposito della Rai il corrispondente di Le Monde ricorda la lottizzazione praticata sotto molti governi ma precisa: “Il cambio alla guida dell'azienda non sarebbe significativo se il governo non si fosse già dedicato, all'inizio dell'anno, a rifocalizzare l'azienda in nome di una ‘nuova narrazione’ che fosse in linea con la presunta sensibilità della magg…

PARIGI - “Il governo di destra di Giorgia Meloni conquista il mondo della cultura” scrive il giornale Le Monde in un lungo articolo nel quale racconta come l'esecutivo stia occupando molti dei posti chiave. “Il governo della leader di Fratelli d'Italia rinnova la guida delle istituzioni culturali, accusate di essere di sinistra, con l'obiettivo di costruire un nuovo immaginario italiano” scrive Allan Kaval, corrispondente a Roma. Il quotidiano ricorda le polemiche per la nomina al Salone del Libro di Torino, l'annuncio di cambiamenti di destra alla guida della Rai e “l'abbandono di conduttori emblematici” come Fabio Fazio.llgbvfgf

A proposito della Rai il corrispondente di Le Monde ricorda la lottizzazione praticata sotto molti governi ma precisa: “Il cambio alla guida dell'azienda non sarebbe significativo se il governo non si fosse già dedicato, all'inizio dell'anno, a rifocalizzare l'azienda in nome di una ‘nuova narrazione’ che fosse in linea con la presunta sensibilità della maggioranza degli italiani”. Il quotidiano descrive un clima “inasprito” intorno al mondo artistico e intellettuale, e il “riaccendersi del dibattito sulla ‘egemonia culturale’ rivendicata dall'esecutivo” prosegue l'articolo.

“Nel caso dell'Italia dell'era Meloni, il ministro Sangiuliano auspica lo sviluppo di un ‘nuovo immaginario italiano’ che combini la difesa di un certo conservatorismo morale, presentato come consensuale ma attaccato dalle minoranze, e la riabilitazione di un sentimento nazionale che la storia recente avrebbe soffocato”.

Un approccio “ancora privo di espressione concreta”, nota le Monde, che punta comunque a sviluppare un'“idea di una politica culturale decisamente conservatrice, volta a incoraggiare la creazione di opere in sintonia con gli orientamenti del potere. Costruire l'egemonia culturale significherebbe quindi - conclude il quotidiano francese - anteporre le idee ai contenuti, la dottrina alla creazione”.

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