Maternità surrogata, Varchi (FdI): “Nessuna discriminazione. E su questa legge arriveranno voti dal centrosinistra”
di Giovanna CasadioCarolina Varchi
ROMA - “C’è l’istituto dell’adozione per casi particolari, nessuna discriminazione”. Carolina Varchi è la deputata di Fratelli d’Italia portabandiera della legge sulla maternità surrogata come reato universale che è stata discussa in aula ieri alla Camera. Dopo che la Procura di Padova ha impugnato le registrazioni all’anagrafe di 33 bambini effettuate dal 2017, le polemiche si inaspriscono. Ma la linea della destra non cambia.
Varchi, niente trascrizione all’anagrafe per i bimbi figli di coppie omogenitoriali? A Padova addirittura la Procura ha impugnato le trascrizioni: i casi di “orfani per decreto” si moltiplicano.
“È vietata la trascrizione. La Cassazione lo ha ribadito a più riprese. C’è l’istituto dell’adozione per casi particolari”.
I “nati” non possono essere trattati in modo diverso, perché “sono nati e sono in Italia”. Sono le parole della presidente della Consulta, Silvana Sciarra nell’intervista a Repubblica. Lei è d’accordo su questo?
“Sono d’accordo che non debbano esse…
ROMA - “C’è l’istituto dell’adozione per casi particolari, nessuna discriminazione”. Carolina Varchi è la deputata di Fratelli d’Italia portabandiera della legge sulla maternità surrogata come reato universale che è stata discussa in aula ieri alla Camera. Dopo che la Procura di Padova ha impugnato le registrazioni all’anagrafe di 33 bambini effettuate dal 2017, le polemiche si inaspriscono. Ma la linea della destra non cambia.
Varchi, niente trascrizione all’anagrafe per i bimbi figli di coppie omogenitoriali? A Padova addirittura la Procura ha impugnato le trascrizioni: i casi di “orfani per decreto” si moltiplicano.
“È vietata la trascrizione. La Cassazione lo ha ribadito a più riprese. C’è l’istituto dell’adozione per casi particolari”.
I “nati” non possono essere trattati in modo diverso, perché “sono nati e sono in Italia”. Sono le parole della presidente della Consulta, Silvana Sciarra nell’intervista a Repubblica. Lei è d’accordo su questo?
“Sono d’accordo che non debbano esserci discriminazioni e non ci sono, a legislazione vigente. C’è l’istituto dell’adozione in casi particolari. La legge sulla maternità surrogata come reato universale non tocca in nessun modo il diritto dei bambini di vedere riconosciuta la propria condizione di figlio di entrambi i genitori”.
Allo stigma che accompagna i bimbi di “famiglie arcobaleno”, che ora saranno indicati come figli di un reato universale, non pensate?
“Non lo vedo. Men che meno lo si può immaginare nei confronti di bimbi che saranno sempre uguali agli altri”.
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Però la vostra idea di famiglia è solo quella tradizionale, le altre non esistono?
“Non c’è dubbio che noi abbiamo sempre voluto difendere la famiglia naturale, ma le nostre azioni politiche non sono mai improntate alla voglia di discriminare. Non lo sono a maggior ragione in questo caso, dove la maggior parte delle coppie che ricorrono alla maternità surrogata sono eterosessuali”.
Sul reato universale di maternità surrogata quindi non ci ripensate? Ha sentito le voci dei manifestanti davanti a Montecitorio che gridavano “siamo genitori, non criminali”?
“C’è un equivoco ed è quello di pensare che il rispetto delle opinioni altrui debba essere a senso unico. Ho rispetto per i manifestanti per i quali la legge, anche quando entrerà in vigore, non si applicherà, perché le leggi non sono retroattive. Difendo la nostra decisione come maggioranza di centrodestra con un forte imprinting di Fratelli d’Italia. Ricordo che la maternità surrogata è già un illecito e quindi i manifestanti sanno di avere commesso un fatto che qui è considerato reato. In questa vicenda c’è l’ipocrisia della sinistra italiana che pur avendo governato dal 2005, da quando la maternità surrogata è vietata, non ha mai fatto nulla. Qualcosa significa”.
Cosa significa?
“Che tutti, trasversalmente, pensiamo che la maternità surrogata sia una condotta carica di disvalore, tanto che è illecita in Italia. Noi proponiamo di estendere la punibilità perché il divieto ha funzionato e funziona. Estendere la punibilità disincentiva ulteriormente”.
Difficile applicare una norma che pretende di estendere come reato universale una pratica ammessa in molti Paesi?
“No, è un divieto perfettamente operativo perché il nostro codice penale prevede l’ipotesi di cittadini italiani perseguiti per fatti commessi all’estero. Inoltre la previsione della pena di reclusione non è altissima, al massimo due anni, quindi oggettivamente non c’è il rischio di vedere genitori in prigione per questo. Mentre la sanzione pecuniaria fino a un milione di euro può avere una certa efficacia deterrente, visto che tutto è ridotto a business” .
Elon Musk, incontrato dalla presidente del Consiglio a Palazzo Chigi, essendo genitore grazie alla Gpa, è un criminale?
“È l’ultima strumentalizzazione. Casomai mostra che non c’è nessuno stigma. E con Meloni hanno parlato d’altro”.
È la crociata identitaria della destra?
“È una battaglia a cui teniamo. Nella passata legislatura la proposta di legge era stata presentata da Meloni e io ero relatrice, ora ripresentata da me. Il centrodestra è compatto su questo e ritengo che prenderemo i voti di parte del centrosinistra. Con noi sta il movimento femminista perché la nostra proposta difende la dignità e la libertà delle donne e la maternità”.
Non teme la bocciatura della Consulta?
“È aderente alla nostra Costituzione”.