✕

Lavoro, giustizia sociale, clima. L’estate di Elly Schlein

I tre “punti cardine” con cui la segretaria proverà a dettare il programma del Pd nella stagione che si apre. E intanto incassa il sì di Conte per la manifestazione contro l’Autonomia a Napoli: “Se mi invitano ci sarò”
4 minuti di lettura

Elly Schlein sogna un «fiorire di circoli» nelle fabbriche per tutta l’estate. Circoli vecchio stile, modello “Ditta”, Pci-Pds-Ds, ma non solo, racconta Cecilia Guerra, ex sottosegretaria di Draghi, ex Articolo 1, oggi responsabile Lavoro del nuovo Pd. «Mi piacerebbe un circolo anche fra i rider di Glovo, perché no?».

In generale, l’obiettivo di fondo è «correggere le storture del Jobs act, riaffermando l’idea che il dipendente non deve mai trovarsi da solo davanti al datore di lavoro, perché il potere contrattuale è molto diverso. La destra, col decreto Lavoro, vuole fare come gli Orazi contro i Curiazi, prendendo i lavoratori uno per volta e colpirli».

Ecco allora il tentativo di Schlein: portare il lavoro al centro del dibattito. «Con banchetti, assemblee, iniziative, decideranno i territori», ha detto l’altro ieri in direzione. Lei ha già deciso di far tornare il Pd davanti ai cancelli e dentro le fabbriche, ha iniziato con Fincantieri a Castellammare e con l’ex Whirpool di N…

Elly Schlein sogna un «fiorire di circoli» nelle fabbriche per tutta l’estate. Circoli vecchio stile, modello “Ditta”, Pci-Pds-Ds, ma non solo, racconta Cecilia Guerra, ex sottosegretaria di Draghi, ex Articolo 1, oggi responsabile Lavoro del nuovo Pd. «Mi piacerebbe un circolo anche fra i rider di Glovo, perché no?».

In generale, l’obiettivo di fondo è «correggere le storture del Jobs act, riaffermando l’idea che il dipendente non deve mai trovarsi da solo davanti al datore di lavoro, perché il potere contrattuale è molto diverso. La destra, col decreto Lavoro, vuole fare come gli Orazi contro i Curiazi, prendendo i lavoratori uno per volta e colpirli».

Ecco allora il tentativo di Schlein: portare il lavoro al centro del dibattito. «Con banchetti, assemblee, iniziative, decideranno i territori», ha detto l’altro ieri in direzione. Lei ha già deciso di far tornare il Pd davanti ai cancelli e dentro le fabbriche, ha iniziato con Fincantieri a Castellammare e con l’ex Whirpool di Napoli, e andrà avanti così.

Via voucher e stage gratuiti

In Parlamento intanto proverà a chiudere l’accordo con M5S, Terzo Polo e Avs sul salario minimo, sperando di trovare la quadra per un testo unico. Altre proposte sono in lavorazione: «Via voucher e stage gratuiti, via il lavoro a chiamata. Ridurre e regolare il lavoro a termine, consentendolo solo se è effettivamente motivato da ragioni di imprevedibilità dell’impresa - riprende Guerra - Così come vanno regolati meglio i subappalti nel privato e le esternalizzazioni nel pubblico, perché non siano una mannaia sui salari. E va fatta una legge sulla rappresentanza contro i contratti pirata», su cui anche la Cgil sembra d’accordo.

C’è poi un pacchetto che guarda a discussioni già in atto nella società, ma poco ascoltate dalla politica: «La compatibilità tra la vita lavorativa e quella privata, regolando lo smart working senza che diventi un lavoro di serie B, permettendo una gestione degli orari funzionali a questo scopo, per esempio riduzione della settimana lavorativa, entrate e uscite flessibili, banche del tempo». E riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, idea che piace anche al M5S, «sfruttando i vantaggi dell’innovazione tecnologica, in modo che non finisca per arricchire le imprese e impoverire i lavoratori».

Capitolo parità: Schlein vuole un ddl sul congedo di almeno 3 mesi, pienamente retribuito, non trasferibile tra genitori. «E vanno rafforzati i controlli – aggiunge Guerra – per mettere fine alle pratiche, già illegali, che discriminano le donne nei colloqui di lavoro, con le domande sulla vita privata».

Asili nido, case popolari e lotta al caro affitti. Sanità pubblica al 7% del Pil e diritti lgbtq+

Giustizia sociale, è uno dei tre «punti cardine», Schlein li chiama così, del nuovo corso del Pd. Termine che sulle prime può sembrare un po’ vago, perfino démodé nel lessico social della nuova politica, ma i dem, spiega Marco Furfaro, responsabile Iniziative politiche di Schlein, lo traducono così: «Altro che démodé, per noi è il diritto alla felicità!». E cioè «non solo lotta alle diseguaglianze, lo scarto che deve fare la sinistra è permettere alle persone di realizzarsi».

Dunque, partendo dall’età anagrafica, «il primo step è la battaglia per gli asili nido, che riguarda i bambini e l’occupazione femminile e incrocia un nodo cruciale, il Pnrr. Su questo ci mobiliteremo da subito». Poi «bisogna finirla con gli studenti idonei non beneficiari, i ragazzi che hanno diritto alla borsa di studio, ma poi lo Stato gli dice: i soldi per te non ci sono». Si partirà il 13 luglio, dibattito sull’università, col responsabile dem Alfredo D’Attorre.

E si arriva alla casa: «Dal 30 giugno partiamo con un’iniziativa che chiede il rifinanziamento del fondo contro il caro affitti, per cui schiereremo i nostri Comuni con odg e mozioni in tutta Italia, e più case popolari». Con questo slogan, dice Furfaro: «Non ci siano persone senza tetti e tetti senza persone. Scenderemo in piazza anche con sindacati e associazioni degli inquilini». Un sottobosco che almeno in parte, negli ultimi decenni, aveva bussato a destra.

"Aderiamo alla manifestazione del 24 giugno della Cgil”

Un altro tratto del nuovo Pd, che cozza molto col vecchio, è la difesa del reddito di cittadinanza: «Per noi è fondamentale: l’Italia non può essere l’unico paese Ue senza un reddito minimo. Dunque ferma opposizione in Parlamento perché il dl Lavoro non passi». Giustizia sociale significa anche sanità: «Intanto aderiamo alla manifestazione del 24 giugno della Cgil. Ma per noi sarà una stella polare, la priorità delle priorità, contro uno svilimento del pubblico a vantaggio del privato: con Speranza l’abbiamo portata al 7 per cento del Pil, vogliamo almeno ripristinare quella cifra».

Poi in piazza contro l’Autonomia a Napoli. Anche Conte apre “Se ci invitano ci sarò”

Sanità fa il paio con l’autonomia differenziata di Calderoli, che rischia di allargare i divari: in cantiere c’è un’iniziativa, il 14 e 15 luglio, a Napoli, a cui potrebbe aggiungersi Giuseppe Conte, per ricambiare Schlein presente sabato scorso alla piazza del M5S: «Se mi invitano, vado», diceva ieri l’ex premier in tv. E poi diritti: «Matrimonio egualitario, adozioni, ddl Zan. Una legge sul fine vita: norme che mancano in Italia - conclude Furfaro - e che ne fanno il fanalino di coda in Europa».

Pannelli solari e fonti alternative la ricetta basata sul Green deal Ue

Oltre il termovalorizzatore c’è di più. In tema di ambiente la filosofia di fondo del Pd schleiniano, dice Annalisa Corrado, la responsabile del settore di cui finora si è parlato solo per la sua contrarietà all’inceneritore di Roma, dev’essere questa: «Green è bello. Green è pop». Un lavoraccio, tocca invertire la narrazione dei sovranisti: «La destra pensa che la conversione ecologica sia un bagno di sangue. È tutto il contrario: il bagno di sangue è quello che stiamo vivendo ora tra conseguenze drammatiche della crisi climatica ed economia in difficoltà».

Dunque il Pd ha una sua ricetta: intanto spingere sul Green deal europeo, su cui i nazionalisti europei scagliano improperi. «Ma il bene dei lavoratori si fa realizzando una conversione che altrimenti ci cadrà addosso quando sarà troppo tardi. Creerà invece moltissimi posti di lavoro. Quindi non bisogna chiedere più proroghe, ma spendere bene i soldi del Pnrr, costruendo filiere industriali, dalle batterie di accumulo alle tecnologie per le rinnovabili».

L’estate mobilitante passerà anche da qui: «In 24 ore vogliamo presentare un ordine del giorno in mille comuni d’Italia sulle comunità energetiche. Poi sosteniamo la proposta lanciata da Prodi, cioè di montare impianti fotovoltaici su tutti i distretti industriali, capannoni, anche commerciali, partendo da quelli con l’eternit. E in Parlamento stiamo chiedendo di aggiornare il piano nazionale di energia e clima, per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030, e una legge nazionale sul consumo di suolo e sull’adattamento climatico, lavorando sul dissesto e sul reinserimento in acqua delle falde.

"Sulle proposte Ultima Generazione ha ragione”

In Consiglio europeo è appena passata la Restoration law della biodiversità, indovinate chi ha votato contro? Pichetto Fratin». Per Corrado il motivo è chiaro: «La destra è negazionista o riduzionista, sui cambiamenti climatici: da FdI a Salvini che diceva che a maggio c’era la neve quindi non c’era da preoccuparsi». La festa dell’Unità quest’estate sarà a Ravenna: «Si parlerà, parecchio, di alluvione e di ricostruzione, per cui chiediamo subito un commissario, valorizzando la filiera regionale».

E il filo verde del Pd s’intreccerà anche con i ragazzi di Ultima Generazione, corteggiati da Conte, che li ha portati sul palco M5S di sabato: «Li conosco da tempo - conclude la responsabile Ambiente del Pd - Sulle proposte hanno ragione da vendere. E sulle proteste? Quelle sui beni culturali in particolare non possiamo avallarle. Ma non facciamoli passare per terroristi».

Leggi i commenti