Il procuratore nazionale antimafia Melillo a Nordio: “Non conosco intercettazioni inutili”. Il Guardasigilli attacca la stampa “ostile e faziosa”
di Liana MilellaIl Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo
(ansa)“Personalmente non conosco intercettazioni inutili”. Si riaccende lo scontro sulla giustizia. Il Procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo ha inviato una nota al ministro della Giustizia Nordio “sulla gravità dello stato delle infrastrutture che reggono il sistema delle intercettazioni e l’urgenza di decisi interventi”.
"Si tratta di temi dei quali ho parlato già nei scorsi intorno a un tavolo di lavoro voluto dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Da un lato su questi temi c'è bisogno di maggiori garanzie e dall'altro lato di maggiore efficienza, ma vorrei che fosse chiaro che si tratta di accrescere insieme garanzie ed efficienza senza alcun arretramento sul versante delle intercettazioni. Personalmente non conosco intercettazioni inutili, perché sono disposte da un giudice con un provvedimento non privato procedendo per reati gravi", dice in audizione alla commissione parlamentare Antimafia il procuratore nazionale.
Melillo specifica che "vi …
“Personalmente non conosco intercettazioni inutili”. Si riaccende lo scontro sulla giustizia. Il Procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo ha inviato una nota al ministro della Giustizia Nordio “sulla gravità dello stato delle infrastrutture che reggono il sistema delle intercettazioni e l’urgenza di decisi interventi”.
"Si tratta di temi dei quali ho parlato già nei scorsi intorno a un tavolo di lavoro voluto dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Da un lato su questi temi c'è bisogno di maggiori garanzie e dall'altro lato di maggiore efficienza, ma vorrei che fosse chiaro che si tratta di accrescere insieme garanzie ed efficienza senza alcun arretramento sul versante delle intercettazioni. Personalmente non conosco intercettazioni inutili, perché sono disposte da un giudice con un provvedimento non privato procedendo per reati gravi", dice in audizione alla commissione parlamentare Antimafia il procuratore nazionale.
Melillo specifica che "vi sono attività di indagini oltremodo delicate e invasive che sono già proprie delle intercettazioni e nel contempo c'è un deficit nella nostra capacità di penetrare nelle reti digitali che sono ambienti ormai consueti di grandi e piccole reti criminali. C'è bisogno di tutti per fare questo salto sottraendo una materia così delicata sia ai pericoli dei furori polemici sia alle semplificazioni grossolane. L'iniziativa della presidenza del Consiglio aiuta a sperare che questo possa accadere all'interno della cornice fatta di rispetto delle attribuzioni e delle posizioni di tutti".
L’attacco alla stampa di Nordio
Carlo Nordio sempre uguale a se stesso. Polemico con i giornalisti perché “la stampa è ostile e faziosa” e stravolgerebbe le sue idee. Tant’è che afferma: “Anche io sono un giornalista, ma vi è differenza tra commento ostile e l’alterazione di ciò che è stato detto e viene riportato in modo alterato”. Ma di fronte alla platea dell’Ance, l’Associazione dei costruttori italiani pronta a tributargli ben quattro lunghi applausi, Nordio conferma pienamente le sue idee. “La ricchezza prima di essere distribuita va creata” dice il Guardasigilli, e qui parte la prima “ola”.
E poi da Nordio arriva l’esatta ripetizione dei suoi progetti. A partire dalla soppressione dell’abuso d’ufficio perché produce “un effetto pernicioso a danno del cittadino in quanto l’inerzia diventa la risposta per chi voleva investire”. Nonché le sue idee sull’evasione fiscale.
La giustizia “conciliativa”
Ma i primi puntini sulle “i” - proprio contro la stampa accusata di distorcere le sue idee - Nordio le mette subito sull’evasione fiscale. “Io non ho mai parlato a favore dell’evasione fiscale, ho chiesto poche e coerenti leggi”. Cita la sua premier Giorgia Meloni, che poco prima ha inviato all’Ance un saluto in video, e ripete la sua formula sull’evasione riproponendo la “giustizia conciliativa”: “Oggi un imprenditore onesto che assoldasse una schiera di commercialisti per fare la dichiarazione dei redditi pagando fino all’ultimo tributo, non dormirebbe sonni tranquilli”. Cita il programma economico del governo che “non è repressivo e ostile, ma ripone fiducia nel cittadino”. Per lui è necessaria “una reazione severa” per chi sbaglia, ma lo Stato “deve andare in aiuto dell’imprenditore onesto”. E qui un altro applauso quando dice che “è necessaria una presunzione onesta nei vostri confronti”.
Ed ecco le sue intenzioni: “Nella mia, nella nostra visione, in quella del governo, il sistema giusto è quello anglosassone con un dialogo conciliativo prima della dichiarazione dei redditi per cui c’è un sigillo dato da entrambi, il dichiarante resta svincolato da qualsiasi forma di sospetto o di indagine a meno che la fiducia non venga tradita, ma questa deve essere l’eccezione, e non la regola”. “Giustizia conciliativa” dunque, lo Stato si mette d’accordo con il potenziale evasore, proprio quanto è stato scritto finora.
Nordio ricorre a una delle sue frequenti citazioni latine: “Serve la semplificazione delle normative e delle competenze, anche per i reati più gravi, come la corruzione. Tacito diceva che più la repubblica è corrotta più sforna leggi, più Roma è corrotta più sforna leggi”. E secondo Nordio lì si incaglia la giustizia.
Abuso d’ufficio e paura della firma
L’auto citazione è d’obbligo nei discorsi di Nordio. Ecco quella di oggi davanti all’Ance: “Ho fatto per 40 anni il pubblico ministero, l’inchiesta sul Mose è stata più importante di quella di Mani pulite per la corruzione che c’era dietro”. E da qui nasce la sua teoria sulle leggi da semplificare e sui reati da abolire. “Bussare a una porta invocando leggi chiare non è solo uno stimolo all’investitore nel senso della certezza del diritto, ma è fondamentale per la lotta alla corruzione, che esiste dai tempi di Cicerone, c’è sempre stata, per questo lo Stato deve intervenire”.
E siamo al nuovo applauso dei costruttori quando Nordio dichiara che serve “la semplificazione normativa”, ma è necessaria anche “la fiducia nelle imprese, perché voi create ricchezza che non può essere distribuita se non viene creata”.
Scontati gli applausi più forti quando parla dell’abuso d’ufficio soppresso. “Abbiamo agito a monte togliendo l’abuso ufficio chiesto da sindaci e amministratori perché la paura della firma si riverberava nei confronti del cittadino onesto, in quanto un sindaco impaurito da un’informazione di garanzia - garanzia di essere delegittimato attraverso una stampa ostile e faziosa - produce un effetto pernicioso a danno del cittadino stesso perché l’inerzia diventa la risposta per chi voleva investire”.
Nordio definisce così la sua riforma dell’abuso d’ufficio: “Una riforma che avrà un grandissimo risultato economico perché accelera la giustizia togliendo provvedimenti inutili e dannosi e velocizza il processo. E rende l’amministratore pubblico più sereno per dialogare con i cittadini e le imprese”. Non solo, il via all’abuso d’ufficio “aiuterà anche gli investimenti stranieri”. A chi gli fa notare che la soppressione dell’abuso d’ufficio va contro le norme europee Nordio ribatte di aver già parlato con il commissario alla giustizia Didier Reynders spiegando che l’Italia “ha l’arsenale repressivo più efficace Europa”, ma “serve la semplificazione normativa per chi vuole investire in Italia”.