Schlein a cena con Bonaccini: “Più confronto, basta polemiche”. E Conte: “Se il Pd mi invita in piazza, ci sarò”
di Lorenzo De CiccoUna cena per sciogliere le tensioni. Senza crostata, come da famoso patto. Erano altri tempi: per Elly Schlein e Stefano Bonaccini è bastato un piatto di pasta fumante, per tornare d’amore e d’accordo. Location: pieno centro a Roma. Lunedì notte. Subito dopo le 6 ore filate di direzione nazionale del Pd, dove le correnti del Nazareno avevano ripreso a soffiare forte. Con stilettate in sequenza contro la leader. Non attacchi frontali, ma frasi così: “Serve più confronto, se critichiamo non è lesa maestà”.
I tizzoni sul braciere si erano accumulati nelle ultime settimane, dopo il trionfo delle primarie: la sconfitta alle amministrative, il caso Ciani, l’abbraccio con Conte nella piazza M5S. E visto che la politica, specie quella romana, è fatta anche di trattorie come prosieguo (o antipasto) di discussioni politiche franche, anche Schlein e Bonaccini si sono attovagliati. E pace fatta. Sorrisoni, brindisi. Tanto che il governatore emiliano e presidente del Pd già ieri mattina in tv…
Una cena per sciogliere le tensioni. Senza crostata, come da famoso patto. Erano altri tempi: per Elly Schlein e Stefano Bonaccini è bastato un piatto di pasta fumante, per tornare d’amore e d’accordo. Location: pieno centro a Roma. Lunedì notte. Subito dopo le 6 ore filate di direzione nazionale del Pd, dove le correnti del Nazareno avevano ripreso a soffiare forte. Con stilettate in sequenza contro la leader. Non attacchi frontali, ma frasi così: “Serve più confronto, se critichiamo non è lesa maestà”.
I tizzoni sul braciere si erano accumulati nelle ultime settimane, dopo il trionfo delle primarie: la sconfitta alle amministrative, il caso Ciani, l’abbraccio con Conte nella piazza M5S. E visto che la politica, specie quella romana, è fatta anche di trattorie come prosieguo (o antipasto) di discussioni politiche franche, anche Schlein e Bonaccini si sono attovagliati. E pace fatta. Sorrisoni, brindisi. Tanto che il governatore emiliano e presidente del Pd già ieri mattina in tv gettava acqua sul fuoco: “Nessuna tensione”. E lei in Transatlantico rassicurava: altro che scissione, “la discussione è stata bella e franca. Ora avanti con la nostra mobilitazione”.
Come dire: ostacolo superato. Certo le alleanze, da qui alle Europee e poi più in là nella lunga marcia di avvicinamento alle Politiche, saranno un cruccio. Servirà pazienza. Ma ieri sera in tv Giuseppe Conte si mostrava più che disponibile a ricambiare il saluto di Schlein: “Se il Pd indirà manifestazioni come quella sulla autonomia differenziata e ci invita ci saremo”.
L’appuntamento potrebbe essere quindi il 14 e 15 luglio a Napoli, dove Schlein ha appena annunciato una due giorni contro lo “Spacca Italia” di Calderoli. Per Conte, la presenza di Schlein sabato è stata “criticata da chi non vuole il dialogo con noi”, ma era “un primo passo”. Il prossimo? Domani saranno entrambi, Conte e Schlein, a Campobasso, per le Regionali del Molise dove Pd e 5S corrono appaiati. Al momento non sono previsti comizi insieme, ma le agende potrebbero incrociarsi all’ultimo, anche se l’ex premier per ora nega: “Un palco insieme non è decisivo per la politica molisana”.
In ogni caso la leader del Pd non vuole mostrarsi schiacciata. Tanto che domenica, cioè il giorno dopo il comizio di Beppe Grillo, ha chiamato riservatamente Carlo Calenda. Una chiacchierata al telefono su vari temi: salario minimo, per trovare la quadra e sfornare un testo comune in Parlamento, Industria 4.0. E un accenno benevolo alla proposta di legge presentata dal leader di Azione per regolamentare i social e vietarli agli under13. Un segnale che serve a ribadire quello che la segretaria dem ripete da settimane, a maggior ragione oggi: “Vogliamo dialogare con M5S, sui temi, come con Fratoianni e Bonelli. Ma anche con Calenda”. Senza andare a rimorchio di nessuno.