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Al bar sì, al comizio no. L’alleanza prudente tra Schlein e Conte

Elly Schlein e Giuseppe Conte a Campobasso: con loro, Nicola Fratoianni e il candidato Roberto Gravina

 
I due a colloquio 40 minuti a Campobasso insieme al leader di Sinistra italiana Fratoianni
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CAMPOBASSO — «Stasera tutti in piazzaaa, comizio del presidente Conteee», strilla il militante dalla sua auto con l’altoparlante sul tetto. E poi Giuseppe Conte arriva. «Maronna, quanto è bello!», esclama la signora molisana. Il leader del Movimento s’infila nel bar Otter, in piazzetta Palumbo e aspetta Elly Schlein. È, a memoria d’uomo, la prima volta che arriva in anticipo ad un appuntamento. Sono le sei e Campobasso annega nell’oro di una sera d’estate. La piazza brulica di curiosità per i leader venuti da Roma.

«Eccola». Elly Schlein sbuca in corso Bucci, accolta dagli applausi: «Grande segretaria». Dice: «Siamo qui per sostenere Roberto Gravina, il miglior candidato presidente possibile». Gravina, avvocato, 46 anni, è il sindaco cinquestelle della città, e capeggia una coalizione M5S, Pd, Verdi-Sinistra, socialisti, due liste civiche, che punta a conquistare (si vota domenica e lunedì) la Regione Molise governata fin qui dal centrodestra. «Come sta andando?», chiede Schlei…

CAMPOBASSO — «Stasera tutti in piazzaaa, comizio del presidente Conteee», strilla il militante dalla sua auto con l’altoparlante sul tetto. E poi Giuseppe Conte arriva. «Maronna, quanto è bello!», esclama la signora molisana. Il leader del Movimento s’infila nel bar Otter, in piazzetta Palumbo e aspetta Elly Schlein. È, a memoria d’uomo, la prima volta che arriva in anticipo ad un appuntamento. Sono le sei e Campobasso annega nell’oro di una sera d’estate. La piazza brulica di curiosità per i leader venuti da Roma.

«Eccola». Elly Schlein sbuca in corso Bucci, accolta dagli applausi: «Grande segretaria». Dice: «Siamo qui per sostenere Roberto Gravina, il miglior candidato presidente possibile». Gravina, avvocato, 46 anni, è il sindaco cinquestelle della città, e capeggia una coalizione M5S, Pd, Verdi-Sinistra, socialisti, due liste civiche, che punta a conquistare (si vota domenica e lunedì) la Regione Molise governata fin qui dal centrodestra. «Come sta andando?», chiede Schlein al segretario pd locale, Vittorio Facciola. «Molto meglio del previsto». Fendendo la piccola folla sul corso raggiunge infine Conte. «Perché non fate il comizio insieme?», chiede il cronista, non ottenendo risposta.

Al tavolo di Conte c’è anche Nicola Fratoianni di Sinistra italiana, (i due si erano sentiti all’ora di pranzo), la cui auto nel tragitto ha preso fuoco. La vettura di Conte era stata tamponata invece mercoledì, per fortuna nessuno ha subito conseguenze. Fratoianni ordina un’acqua tonica, Conte un crodino, Schlein un bicchiere d’acqua. La polizia sbarra l’accesso, ma il bar ha una vetrata e così centinaia di persone pigiano il loro naso sul vetro. «È come allo zoo!», dice una militante. I tre, più Gravina, discutono amabilmente per quaranta minuti. «Solo di Molise», è la vulgata ufficiale. Dal linguaggio del corpo sembra che la più rigida sia la segretaria democratica. Alle 19,10 Conte si alza. Davanti al municipio lo attendono per il comizio. Schlein lo bacia. «Ciao ciao». E lei se ne va a Termoli, a settanta chilometri da qui: con Gravina chiude la campagna lì.

È un cominciare, questa alleanza. C’è una foto di Campobasso, che i protagonisti sperano abbia più fortuna di quella di Vasto. Ma è un cominciare con esibite prudenze e distinguo. Nessun comizio unitario. Ma nemmeno si sono fatti vedere per le strade insieme. «Sentiamo la responsabilità di questa alleanza, l’abbiamo unita attorno a Gravina, intanto è importante per il Molise, poi sul nazionale vedremo», glissa Conte, incamminandosi. Gli chiedono dell’arresto di Marcella Minenna, proposto a suo tempo dai Cinquestelle alle Dogane. «Fu suggerito da Di Maio», è la velenosa precisazione. «Parliamo comunque di un fior di tecnico, è coinvolto un ex parlamentare della Lega», aggiunge. Il comizio ora può avere inizio. Il tizio con l’altoparlante può accostare. «Viva il nostro presidente!», grida la gente di Campobasso. Schlein è già sulla strada verso Sud.

Come finirà? «È molto più incerta di quel che pensano a destra», sostiene il politologo Roberto D’Alimonte, che ha origini e casa in Molise. «Non è certo come in Friuli». Perché? «Intanto alle ultime politiche Pd e M5S insieme hanno preso il 47 per cento, contro il 43 del centrodestra. Poi il presidente uscente, Donato Toma, ha governato male, al punto che non è stato ricandidato. E il nuovo candidato Francesco Roberti non ha un grandissimo appeal. Però la rete clientelare del centrodestra è molto più efficace». E quindi? «Quindi bisogna aspettare lunedì, perché fare sondaggi veritieri in Molise è impossibile, qui fino all’ultimo aspettano di salire sul carro del vincitore. Tuttavia Conte e Schlein che rinunciano a fare un comizio insieme offrono un’immagine di debolezza».

Il Molise, salvo una breve parentesi, è sempre stato governato dal centrodestra. Campobasso invece è di centrosinistra. Non va poi trascurato l’effetto Berlusconi. Dopodiché i due candidati non potrebbero essere più diversi. Roberti è ruspante, Gravina educato come un lord. Dice Gravina: «La partita è apertissima, a parte l’entroterra di Isernia siamo forti ovunque. E Roberti rappresenta la candidatura debole, di continuità. Col Pd è un esperimento importante, sono venuti a sostenermi Bonaccini e Bersani, è stato bello, ci sono più cose che ci uniscono da quelle che ci dividono». Cala la notte sul piccolo Molise che può cambiare le sorti del nuovo centrosinistra italiano. Chissà. Non resta che aspettare lunedì.

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