✕

Gabardini: “SanPa racconta il bene e il male del fondatore. Per alcuni lo ha santificato”

Carlo Gabardini 

 
L’autore della docu-serie: “A Meloni direi che sulla legalizzazione delle droghe leggere dice una menzogna”
1 minuti di lettura

“E chi se l’aspettava…”. Carlo Gabardini, 49 anni, milanese è l’autore della sceneggiatura di SanPa, la docu-serie Netflix definita da Giorgia Meloni a Montecitorio “contro Muccioli”.

Gabardini, che effetto fa essere chiamato in causa dal presidente del Consiglio?

“Fa molto strano. Ma confesso di essermi un po’ abituato. Penso al Pride di Milano di sabato e ai commenti di figure apicali di questo governo che discriminano la comunità Lgbtq+. Lì mi sono sentito coinvolto in quanto omosessuale. Qui, addirittura, in prima persona, per il mio lavoro”.

SanPa è realmente “contro Muccioli”?

“Pensi che per strada mi fermano dicendo che io a Muccioli l’ho santificato! Prima nella serie e poi in un libro ho raccontato con dovizia di particolari tutto il bene che ha fatto. E a differenza degli altri anche tutto il male che ha causato. Il male suo e dei suoi impreparati epigoni”.

Prima di oggi cosa pensava del governo Meloni?

“Che sulle cose importanti è latitante. E che segna dei punti con delle …

“E chi se l’aspettava…”. Carlo Gabardini, 49 anni, milanese è l’autore della sceneggiatura di SanPa, la docu-serie Netflix definita da Giorgia Meloni a Montecitorio “contro Muccioli”.

Gabardini, che effetto fa essere chiamato in causa dal presidente del Consiglio?

“Fa molto strano. Ma confesso di essermi un po’ abituato. Penso al Pride di Milano di sabato e ai commenti di figure apicali di questo governo che discriminano la comunità Lgbtq+. Lì mi sono sentito coinvolto in quanto omosessuale. Qui, addirittura, in prima persona, per il mio lavoro”.

SanPa è realmente “contro Muccioli”?

“Pensi che per strada mi fermano dicendo che io a Muccioli l’ho santificato! Prima nella serie e poi in un libro ho raccontato con dovizia di particolari tutto il bene che ha fatto. E a differenza degli altri anche tutto il male che ha causato. Il male suo e dei suoi impreparati epigoni”.

Prima di oggi cosa pensava del governo Meloni?

“Che sulle cose importanti è latitante. E che segna dei punti con delle bandierine che sono antiquate, antistoriche. Una politica seria non dovrebbe rendere questo paese poco attrattivo per gli omosessuali. Anche solo a voler considerare le ricadute economiche”.

Quali decisioni si aspetterebbe da una politica seria?

“E’ difficile dirlo perché qui invece di andare avanti stiamo tornando indietro. Si tratta di difendere quello che avevamo fino a pochi mesi fa. Io mi sono sposato a settembre con mio marito, che succede adesso?”.

Preoccupato?

“Bhe, come minimo rivoglio indietro i soldi della festa…”.

Magari alla prossima a casa sua potrebbe invitare Giorgia Meloni per guardare SanPa.

“Istantaneamente. Poi non so lei che serie guardi e a quale si riferiva quando ha citato quelle che raccontano di “spacciatori eroi”. Forse a Breaking Bad? Non voglio spoilerare, ma la Meloni la guardasse fino alla fine. E poi le direi che sulla legalizzazione delle droghe leggere dice una menzogna”.

Quale?

“Che non esistono differenze tra droghe pesanti e droghe leggere. E invece esistono eccome. Chi non ha bisogno ogni tanto di modificare il proprio stato di coscienza? E a cosa servono un bicchiere di vino o un caffè? E gli antidolorifici e gli psicofarmaci? Vogliamo veramente paragonare un bicchiere di lambrusco all’MDMA e la Marijuana all’eroina? Andiamo su…”.

Come se ne esce?

“La vera differenza è tra ciò che è legale e ciò che non lo è. E questo lo decide lo Stato. E tutto ciò che è legale, allo Stato, porta soldi. La Meloni ne è consapevole?”.

Leggi i commenti