Abuso d’ufficio, Melillo contro la riforma Nordio: “Cancellarlo mette l’Italia in contrasto con l’Europa”
di Liana MilellaIl Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo
(ansa)ROMA - Niente da fare per Carlo Nordio e la sua idea di cancellare il reato di abuso di ufficio. Ormai contenuta nel suo disegno di legge sulla giustizia. Un nuovo stop arriva dal procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo che risponde a due domande dei commissari. E precisa che cancellare l’articolo 323 del codice penale violerebbe gli accordi stipulati dall’Italia con l’Europa. “Ci sono profili di tensione - dice Melillo - tra l’abrogazione del reato e gli obblighi assunti dall’Italia in sede internazionale“.
Non basta. La cancellazione avrebbe riflessi pesanti anche nelle indagini antimafia: “Vi sono profili di condotte abusive di pubblici ufficiali finalizzate al procacciamento di vantaggi ingiusti che normalmente trovano applicazioni in contesti investigativi mirati alla ricostruzione di complessi interessi mafiosi, condotte che hanno avuto contestazioni anche nel campo della distribuzione commerciale“.
Parole molto chiare quelle di Melillo, che il procuratore nazionale dice …
ROMA - Niente da fare per Carlo Nordio e la sua idea di cancellare il reato di abuso di ufficio. Ormai contenuta nel suo disegno di legge sulla giustizia. Un nuovo stop arriva dal procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo che risponde a due domande dei commissari. E precisa che cancellare l’articolo 323 del codice penale violerebbe gli accordi stipulati dall’Italia con l’Europa. “Ci sono profili di tensione - dice Melillo - tra l’abrogazione del reato e gli obblighi assunti dall’Italia in sede internazionale“.
Non basta. La cancellazione avrebbe riflessi pesanti anche nelle indagini antimafia: “Vi sono profili di condotte abusive di pubblici ufficiali finalizzate al procacciamento di vantaggi ingiusti che normalmente trovano applicazioni in contesti investigativi mirati alla ricostruzione di complessi interessi mafiosi, condotte che hanno avuto contestazioni anche nel campo della distribuzione commerciale“.
Parole molto chiare quelle di Melillo, che il procuratore nazionale dice rispondendo a due specifiche domande dei commissari, tra cui una della responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani. Risposte in cui ribadisce quello che ha detto più volte. E cioè che il reato di abuso d’ufficio non può essere cancellato senza contrastare gli accordi presi dall’Italia in trattati internazionali e con la stessa Europa, la quale peraltro ha appena promosso una direttiva che impegna a tutti gli Stati membri a mantenere il reato di abuso d’ufficio per contrastare i reati contro la pubblica amministrazione.
Tutti i magistrati italiani, sentiti in commissione Giustizia alla Camera dove, prima ancora dell’intervento legislativo di Nordio, erano presenti i disegni di legge di Forza Italia e di Azione per cancellare l’abuso d’ufficio, hanno ribadito gli stessi concetti, dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, al vice procuratore europeo Danilo Ceccarelli, allo stesso Melillo. Da Perugia, e su Repubblica, ha fatto lo stesso il procuratore Raffaele Cantone.
Ma Nordio non ci ha voluto sentire e nel suo disegno di legge cancella, con un tratto di penna, proprio l’abuso d’ufficio. La motivazione che lo stesso Nordio, ma anche i suoi sottosegretari, in particolare il vice ministro Francesco Paolo Sisto, danno è che i sindaci d’Italia, con la loro associazione, avrebbero chiesto proprio la cancellazione di questo reato. In realtà il presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro, ha più volte precisato di aver solo chiesto una modifica del reato di abuso di ufficio, e quindi non la sua completa estromissione dal codice penale.