Schlein vede Metsola a Bruxelles. Frecciata a Meloni: “Intesa Popolari-Conservatori? L’Ue non ceda ai nazionalisti”
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoLa segretaria del Pd Elly Schlein con gli eurodeputati del Pd prima dell'incontro con Metsola
(ansa)BRUXELLES – “Cara Elly, scusa il ritardo, ero con la prima ministra estone Kaja Kallas”. Eccole insieme, alla fine, Roberta Metsola ed Elly Schlein. Ottavo piano del palazzone dell’Eurocamera di Bruxelles. Per la segretaria del Pd era il primo appuntamento di peso in Belgio, dopo il faccia a faccia di ieri sera con gli eurodeputati del Pd. La popolare maltese che alcuni immaginano come possibile futura presidente della Commissione per battezzare l’asse con i Conservatori di Giorgia Meloni si presenta con 10 minuti di ritardo, ma poi resta a tu per tu con la leader dem più del previsto: quaranta minuti filati, da programma avrebbe dovuto essere un quarto d’ora. Si è parlato di Ucraina – la posizione del Pd è nota, “massimo sostegno, anche militare, ma l’Ue faccia di più come diplomazia” – ma soprattutto si è parlato degli scenari dopo le Europee. Schlein è qui a Bruxelles anche per questo. Obiettivo: scongiurare fra un anno l’abbraccio dei popolari con i Conservatori, di cui Meloni è p…
BRUXELLES – “Cara Elly, scusa il ritardo, ero con la prima ministra estone Kaja Kallas”. Eccole insieme, alla fine, Roberta Metsola ed Elly Schlein. Ottavo piano del palazzone dell’Eurocamera di Bruxelles. Per la segretaria del Pd era il primo appuntamento di peso in Belgio, dopo il faccia a faccia di ieri sera con gli eurodeputati del Pd. La popolare maltese che alcuni immaginano come possibile futura presidente della Commissione per battezzare l’asse con i Conservatori di Giorgia Meloni si presenta con 10 minuti di ritardo, ma poi resta a tu per tu con la leader dem più del previsto: quaranta minuti filati, da programma avrebbe dovuto essere un quarto d’ora. Si è parlato di Ucraina – la posizione del Pd è nota, “massimo sostegno, anche militare, ma l’Ue faccia di più come diplomazia” – ma soprattutto si è parlato degli scenari dopo le Europee. Schlein è qui a Bruxelles anche per questo. Obiettivo: scongiurare fra un anno l’abbraccio dei popolari con i Conservatori, di cui Meloni è presidente. Uno scenario che metterebbe fuori gioco il Pse, di cui il Pd aspira ad essere la prima delegazione come numero di parlamentari.
Segnale: quando esce dal colloquio con Metsola, subito dopo la foto di rito, Schlein comincia a bersagliare i nazionalisti. Addirittura evocando Putin. “Siamo qui per costruire la visione che porteremo alle Europee, dal lavoro al sostegno all’Ucraina – dice la segretaria dem – I nazionalismi hanno sempre portato le guerre. Ecco, il tema del nazionalismo sia di monito ad una Ue dove è importante che prevalga l’integrazione”. Poi, durante la camminata che separa l’Europarlamento dalla sede della Commissione, dove ha incontrato il commissario al Lavoro Nicolas Schmit e più tardi vedrà quello all’Economia, Paolo Gentiloni, aggiunge: “Come la penso io è chiaro: i nazionalisti vanno fermati, anche in Europa”.
Non è solo una frecciata a Meloni, che è la sua rivale naturale, ma al blocco della destra europea nel suo complesso. A Orbàn e ai polacchi alleati della premier italiana: “Sui migranti si possono chiedere i ricollocamenti anche votando con una maggioranza qualificata in Ue; la solidarietà volontaria, l’abbiamo visto, non ha funzionato. La Tunisia non è la soluzione”. Ma nel mirino c’è soprattutto la presidente del Consiglio. Per le vicende italiane, come la nomina di Figliuolo a commissario per la Romagna: “Lo giudicheremo sul lavoro, ma è una scelta politica sbagliata non tenere conto della filiera regionale”. Ma soprattutto, da qui, sulle questioni europee. A cominciare da Mes, di cui Meloni ha appena parlato alla Camera e di cui Schlein discuterà con Gentiloni stasera. “Il governo – punge la leader del Pd – blocca venti Paesi per ragioni ideologiche e per non dire la verità agli italiani. E cioè che ratificare il Mes non vuol dire chiederne l'attivazione. È da irresponsabili, Meloni ci sta mettendo in imbarazzo davanti agli interlocutori internazionali”.
Sull’aumento dei tassi d’interesse da parte della Bce, Schlein spiega di non essere favorevole, “l’ho detto anche a Rapallo dai giovani di Confindustria, auspicavo che si fermasse l’aumento. Ma è curioso che questo governo campione di scaricabarile se la prenda con la Bce anziché fare tutto il necessario per sostenere le imprese e ridare potere di acquisto alle persone”. Magari prendendo in considerazione la proposta sul salario minimo su cui si intravede uno spiraglio di unità fra le opposizioni. “Le convergenze – ripete Schlein - si possono trovare sui temi, non credo in formule astratte e in alleanze costruite in piccole stanze”. O nella cabina di un ascensore, dove ieri ha incrociato Calenda, prima del patto sul salario. Ma la salita da un piano all’altro dura poco, “mentre noi – conclude Schlein – abbiamo davanti una maratona”.