Berlinguer via dalla Rai? Oltre a Mediaset voci su Discovery. E Viale Mazzini tace
di Giovanni VitaleBianca Berlinguer
(ansa)Non solo Mediaset. Anche Nove, la rete di Discovery dove è appena approdato Fabio Fazio, starebbe costruendo ponti d’oro per far salire Bianca Berlinguer sul suo carro. Da giorni l’ex direttrice del Tg3, anima e volto di Cartabianca, il talk in onda ogni martedì sera su Rai3, fa trapelare irritazione nei confronti dei vertici Rai per le scarse garanzie offerte al suo programma. Confermate da alcune scelte sui palinsesti. Contro di lei Rai2 continuerà infatti a schierare sia Boomerissima! con Alessia Marcuzzi, sia Belve di Francesca Fagnani: trasmissioni che drenerebbero ascolti, impedendole di battere Giovanni Floris su La7. Il 9% di share raggiunto nell’ultima puntata starebbe lì a dimostrarlo. E certo non rassicurano le parole dell’ad Roberto Sergio che, incontrandola lunedì scorso, le avrebbe spiegato come nulla debba temere dal momento che il suo pubblico non è sovrapponibile a quello delle altre due conduttrici.
Il silenzio dei vertici Rai
Tanto più che nelle ultime 48 ore, da qu…
Non solo Mediaset. Anche Nove, la rete di Discovery dove è appena approdato Fabio Fazio, starebbe costruendo ponti d’oro per far salire Bianca Berlinguer sul suo carro. Da giorni l’ex direttrice del Tg3, anima e volto di Cartabianca, il talk in onda ogni martedì sera su Rai3, fa trapelare irritazione nei confronti dei vertici Rai per le scarse garanzie offerte al suo programma. Confermate da alcune scelte sui palinsesti. Contro di lei Rai2 continuerà infatti a schierare sia Boomerissima! con Alessia Marcuzzi, sia Belve di Francesca Fagnani: trasmissioni che drenerebbero ascolti, impedendole di battere Giovanni Floris su La7. Il 9% di share raggiunto nell’ultima puntata starebbe lì a dimostrarlo. E certo non rassicurano le parole dell’ad Roberto Sergio che, incontrandola lunedì scorso, le avrebbe spiegato come nulla debba temere dal momento che il suo pubblico non è sovrapponibile a quello delle altre due conduttrici.
Il silenzio dei vertici Rai
Tanto più che nelle ultime 48 ore, da quando cioè la notizia di un possibile addio è iniziata a circolare con maggiore insistenza, certificata anche dalla presa di posizione di Mauro Corona – “Le hanno fatto terra bruciata intorno da un bel pezzo, fossi in lei farei il salto subito, io la seguirò ovunque vada”, ha detto l’alpinista scrittore al Corriere della Sera - nessuno dai piani alti di Viale Mazzini si è fatto sentire. Né hanno provato a capire come stanno le cose per trattenerla. E, a peggiorare il quadro, ci si è messa pure l’interrogazione in Vigilanza depositata da Maria Elena Boschi per conoscere i compensi degli ospiti di Cartabianca pescati dalla scuderia del Fatto Quotidiano: iniziativa ostile, dalla quale Berlinguer non si sarebbe sentita difesa. Una sequenza che, nella più rosea delle ipotesi, farebbe propendere per una certa indifferenza dei capi-azienda sovranisti nei confronti di Berlinguer, come già era accaduto con altri anchor considerati di sinistra. Della serie: se resta bene, se va via meglio.
La controffensiva della concorrenza
Un malcontento di cui la concorrenza è pronta ora ad approfittare per portare a compimento uno scippo che – dopo gli addii di Fazio, Annunziata e Gramellini - farebbe molto male alla Tv di Stato. Non solo perché la figlia del compianto segretario del Pci è una delle giornaliste più riconoscibili del servizio pubblico, ma anche per la sua storia. Lei per adesso tace: dirà la sua, fa sapere chi le sta più vicino, solo quando avrà deciso cosa fare. Ma rumors sempre più insistenti parlano di una trattativa col Biscione già in fase avanzata – la conclusione sarebbe solo una questione di ore - e pure di un abboccamento con Laura Carafoli, responsabile contenuti per l’Italia di Warner Bros–Discovery, la donna che ha acquisito a Nove prima lo show di Maurizio Crozza e poi Che tempo che fa. Indiscrezioni in linea con la cautela adottata da Mediaset, abbottonatissima sui palinsesti che verranno presentati martedì prossimo a Milano, i primi senza il fondatore, ma disponibile a far sapere che una sorpresa importante è in arrivo.
Il precedente di Santoro
Se dunque il passaggio di Berlinguer dovesse perfezionarsi, per l’informazione delle due principali emittenti radiotelevisive sarebbe un vero terremoto. Tale da far impallidire un altro, rumorosissimo trasloco: quello di Michele Santoro, che nel 1996 – dopo la vittoria dell’Ulivo alle elezioni politiche – lasciò la Rai per trasferirsi sulle reti di Silvio Berlusconi. E del cui ritorno in grande stile, un paio di mesi fa, si era di nuovo vociferato. Una suggestione, in realtà, subito smentita. Stavolta invece nessuno smentisce, ma neppure conferma: a riprova di un negoziato in corso che potrebbe sancire la fine definitiva di TeleKabul, la Rai3 di Angelo Gugliemi e Sandro Curzi, di cui Berlinguer è uno degli ultimi volti rimasti.