L’Ue pronta ad aiuti militari di lungo termine per difendere l’Ucraina. Ma c’è il dissenso di Orban
dal nostro inviato Emanuele LauriaIl premier ungherese Viktor Orban e (sullo sfondo) il segretario Nato Jens Stoltenberg
BRUXELLES - I leader dell’Unione riaffermano il loro impegno per sostenere la sicurezza dell’Ucraina. Con aiuti militari “a lungo termine”. Nel corso di una prima giornata di lavori che ha visto lo stallo sui temi delle migrazioni, il Consiglio europeo adotta le conclusioni sulla parte che riguarda la difesa di Kiev. Viene confermato il paragrafo in cui i 27 leader dichiarano che "l'Unione Europea e gli Stati membri sono pronti a contribuire, insieme ai partner, ai futuri impegni di sicurezza nei confronti dell'Ucraina”. Un’iniziativa che, si legge, aiuterà Kiev “a difendersi a lungo termine, a scoraggiare gli atti di aggressione e a resistere agli sforzi di destabilizzazione".
A questo proposito i Paesi membri "prenderanno rapidamente in considerazione le modalità di tale contributo". "Tali impegni saranno assunti nel pieno rispetto della politica di sicurezza e di difesa di alcuni Stati membri e tenendo conto degli interessi di sicurezza e di difesa di tutti gli Stati membri. Il Con…
BRUXELLES - I leader dell’Unione riaffermano il loro impegno per sostenere la sicurezza dell’Ucraina. Con aiuti militari “a lungo termine”. Nel corso di una prima giornata di lavori che ha visto lo stallo sui temi delle migrazioni, il Consiglio europeo adotta le conclusioni sulla parte che riguarda la difesa di Kiev. Viene confermato il paragrafo in cui i 27 leader dichiarano che "l'Unione Europea e gli Stati membri sono pronti a contribuire, insieme ai partner, ai futuri impegni di sicurezza nei confronti dell'Ucraina”. Un’iniziativa che, si legge, aiuterà Kiev “a difendersi a lungo termine, a scoraggiare gli atti di aggressione e a resistere agli sforzi di destabilizzazione".
A questo proposito i Paesi membri "prenderanno rapidamente in considerazione le modalità di tale contributo". "Tali impegni saranno assunti nel pieno rispetto della politica di sicurezza e di difesa di alcuni Stati membri e tenendo conto degli interessi di sicurezza e di difesa di tutti gli Stati membri. Il Consiglio Europeo continuerà ad occuparsi della questione", si legge ancora.
Il Consiglio Europeo riconosce poi "l'impegno e gli sforzi sostanziali dell'Ucraina per soddisfare le condizioni richieste nel suo processo di adesione all'Ue" e incoraggia Kiev "a proseguire sulla strada delle riforme". L'Unione Europea continuerà a lavorare a stretto contatto con l'Ucraina e a sostenere i suoi sforzi per soddisfare pienamente tutte le condizioni.
Ma anche su questa materia – come sui migranti - c’è il dissenso del primo ministro ungherese Viktor Orban. “L'Ue è sull'orlo della bancarotta", afferma parlando dei piani dell’Ue per concedere più soldi all'Ucraina e a contribuire con ulteriore denaro a finanziare l'aumento dei costi del servizio del debito dell'Ue. “Vogliamo sapere – afferma Orban - per cosa sono state spese le ingenti somme di denaro che abbiamo donato finora". Intervenuto alla radio di stato ungherese, Orban ha detto che "una cosa è chiara: noi ungheresi non daremo più soldi all'Ucraina fino a quando non diranno dove sono finiti i precedenti fondi per un valore di circa 70 miliardi di euro".