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Dalle querele perse ai debiti di Visibilia: la villa di Santanchè messa ancora in pegno

La minsitra del Turismo, Daniela Santanchè

 (ansa)
Per evitare il crac della società, la ministra ha fatto ricorso all’edificio liberty nel centro di Milano. Valore stimato: 6 milioni. Era già successo nel 2016, quando perse una causa contro l’Ucoii
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Ogni volta che ci sono in mezzo debiti suoi, in pegno viene messa la sua villa in centro a Milano che oggi vale 6 milioni. Era accaduto nel 2016, quanto dopo aver perso una causa per diffamazione contro l’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche non pagò subito la penale e accade adesso per la ristrutturazione del debito della sua società editoriale Visibilia, ma questa volta per una cifra ben maggiore visto che da ripianare ci sono quasi due milioni di euro. La ministra Daniela Santanchè a causa delle disavventure imprenditoriali di Visibilia, sulla quale pende una istanza di fallimento, ha messo in pegno la sua villa liberty come riporta il quotidiano Il Domani, che descrive l’atto notarile del maggio scorso presentato dagli avvocati di Santanchè per rispondere ai creditori ed evitare il crac della società che ha debiti anche con il fisco.

Ogni volta che ci sono in mezzo debiti suoi, in pegno viene messa la sua villa in centro a Milano che oggi vale 6 milioni. Era accaduto nel 2016, quanto dopo aver perso una causa per diffamazione contro l’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche non pagò subito la penale e accade adesso per la ristrutturazione del debito della sua società editoriale Visibilia, ma questa volta per una cifra ben maggiore visto che da ripianare ci sono quasi due milioni di euro. La ministra Daniela Santanchè a causa delle disavventure imprenditoriali di Visibilia, sulla quale pende una istanza di fallimento, ha messo in pegno la sua villa liberty come riporta il quotidiano Il Domani, che descrive l’atto notarile del maggio scorso presentato dagli avvocati di Santanchè per rispondere ai creditori ed evitare il crac della società che ha debiti anche con il fisco.

La casa della Santanchè, secondo la perizia allegata, vale 6 milioni di euro. Tre piani più un seminterrato, con piscina a servizio, era stata comprata dalla ministra nel 2004 dagli eredi di Giuseppe Poggi Longostrevi: patron di diverse cliniche milanesi che si tolse la vita proprio in questo immobile dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta Tangentopoli.

Con questo pegno la ministra spera di evitare il fallimento di Visibilia, che porterebbe ad altre conseguenze giudiziarie: la procura ha già aperto un fascicolo su Visibilia ipotizzando il falso in bilancio e ha sul tavolo una perizia di parte appena consegnata che segnala diverse anomalie nei conti delle società della galassia Visibilia creata dalla Santanchè e oggi amministrata in parte dal suo compagno Dimitri Kunz.

Ma, come detto, non è la prima volta che la casa della ministra finisce coinvolta nelle vicende di debiti della proprietaria. Qualche anno fa si erano presentati alla porta anche gli ufficiali giudiziari pronti a pignorare beni per un valore di 30 mila euro: la somma mai versata dalla ministra, allora deputata, che aveva perso una causa per diffamazione contro la comunità islamica dopo una protesta non autorizzata e definita “anti burqa”.

Nel 2017 invece, sempre per i debiti Visibilia, un creditore aveva chiesto il pignoramento di un immobile a Cuneo che in parte era della ministra: “Nessun debito mio, ma di Visibilia una società che comunque è in forte crescita”, assicurava allora. La storia è andata un po’ diversamente e secondo i periti della procura già in quegli anni doveva registrare un patrimonio passivo per diversi milioni di euro, mai messo a bilancio grazie alla copertura di crediti di dubbia esigibilità.

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