Schlein riunisce a Ventotene la segreteria Pd: “Qui nacque il sogno dell’Europa dei popoli, l’opposto di quella che vuole Meloni”
dalla nostra inviata Giovanna VitaleSchlein davanti alla tomba di Spinelli a Ventotene
(ansa)VENTOTENE – È un pellegrinaggio laico sulle orme dei padri fondatori dell’Europa, qui confinati da Mussolini negli anni più bui del Ventennio, quello che Elly Schlein ha deciso di compiere a Ventotene. Riunendo l’intera segreteria Pd nella piccola isola pontina dove il sogno federalista è cominciato, a dispetto di chi – Giorgia Meloni e i suoi amici sovranisti – intende invece affossarlo. Una trasferta che cade proprio alla vigilia della convention dei conservatori europei in Polonia, presieduta dalla premier italiana: due missioni in cui si misura tutta la distanza, ideale e politica, fra la leader della destra e la sua più convinta oppositrice.
Sbarcata dal traghetto insieme ai suoi dirigenti, Schlein si ferma prima davanti alla targa che ricorda Giuseppe Di Vittorio, il paladino dei lavoratori, eretta in “piazza del confino politico”; quindi sotto il sole a picco scala i gradoni che conducono al cimitero, dove Altiero Spinelli ha voluto essere seppellito. Un mazzo di gerb…
VENTOTENE – È un pellegrinaggio laico sulle orme dei padri fondatori dell’Europa, qui confinati da Mussolini negli anni più bui del Ventennio, quello che Elly Schlein ha deciso di compiere a Ventotene. Riunendo l’intera segreteria Pd nella piccola isola pontina dove il sogno federalista è cominciato, a dispetto di chi – Giorgia Meloni e i suoi amici sovranisti – intende invece affossarlo. Una trasferta che cade proprio alla vigilia della convention dei conservatori europei in Polonia, presieduta dalla premier italiana: due missioni in cui si misura tutta la distanza, ideale e politica, fra la leader della destra e la sua più convinta oppositrice.
Sbarcata dal traghetto insieme ai suoi dirigenti, Schlein si ferma prima davanti alla targa che ricorda Giuseppe Di Vittorio, il paladino dei lavoratori, eretta in “piazza del confino politico”; quindi sotto il sole a picco scala i gradoni che conducono al cimitero, dove Altiero Spinelli ha voluto essere seppellito. Un mazzo di gerbere deposto sotto la lapide per ricordare l’uomo che proprio su questo lembo di terra annegato nel Tirreno scrisse il Manifesto di Ventotene, da cui nacque il sogno di un’Europa unita. E il cui spirito, sottolinea la leader dem, “anima l’impegno del Pd: l'Europa che ha in testa Giorgia Meloni non è l'Europa dei popoli ma quella dei veti nazionali, quelli dei suoi alleati ungheresi e polacchi che negano la solidarietà europea sui migranti ai danni dell'Italia. E invece che battersi per superare Dublino la premier che cosa fa? Dà ragione a loro", attacca Schlein. Convinta che quest’inganno sarà presto svelato: "Stiamo vedendo vacillare l'internazionale dei nazionalisti che Meloni continua a perseguire con gli amici sbagliati. A loro non servono le soluzioni, hanno qualcosa di meglio: un nemico al giorno, che siano i profughi o la comunità Lgbtq+. Meloni ha fallito la mediazione con Polonia e Ungheria sull'accoglienza, fanno il loro interesse nazionale a danno dell'Italia. È qui il paradosso dei nazionalisti, siamo qui per svelare le loro bugie".
Anche sul Pnrr, dove il fallimento pare annunciato. Colpa, ancora una volta, della “ambiguità di chi nel governo per anni ha attaccato l’Europa e ora rischia di buttare al vento i soldi del Recovery, che simboleggiano il sogno di solidarietà europea delle origini”. Quindi, inevitabile, un accenno alle tensioni interne alla coalizione sovranista, allo scontro tra Salvini e Tajani sulle alleanze per le prossime Europee, con la destra francese di Le Pen e i tedeschi dell’Afd. “Queste polemiche mostrano l’insussistenza dell’ipotesi di una maggioranza di destra destra a Bruxelles”, avverte Schlein. Poi riunisce la segreteria in un ristorante affacciato sul mare, si parla ancora di Europa, di Pnrr, della nascita di un circolo Pd sull’isola, da inaugurare nel pomeriggio. E del progetto di una scuola di studi da intitolare a David Sassoli nel carcere dell’isola di Santo Stefano, che si staglia all’orizzonte.