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Meloni in Polonia, laddove si infrange il patto tra popolari e conservatori: “Proviamo ad aprire al Ppe’’. E sui migranti: ‘’Capisco lo stop di Varsavia sul diritto d’asilo’’

L’incontro a Varsavia col premier Mateusz Morawiecki
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VARSAVIA - ‘’Con Meloni basta un’occhiata e capiamo che abbiamo visione comune’’, dice il premier polacco Mateusz Morawiecki, accogliendo Giorgia Meloni nel Palazzo dei Bagni di Varsavia. E lei conferma: ‘’Basta guardarci negli occhi’’. Cornice neoclassica, laghetto e placido parco a sancire l’ennesimo colloquio tra i due leader conservatori, almeno il terzo in pochi mesi.

Due leader che, a dire il vero, hanno parecchi dossier determinanti su cui in realtà non sono d’accordo. Divisi ad esempio sulla riforma delle politiche di asilo, a tal punto da paralizzare l’ultimo Consiglio europeo e far saltare le conclusioni condivise. E soprattutto, in disaccordo su una scelta strategica fondamentale per i prossimi anni: sostenere o meno un’intesa con i popolari europei.

Non è un passaggio banale, non sarà una partita che potrà concludersi con un pareggio. A Varsavia infuria già la campagna elettorale. E qui i conservatori oggi al governo e i popolari all’opposizione si contendono la guida del …

VARSAVIA - ‘’Con Meloni basta un’occhiata e capiamo che abbiamo visione comune’’, dice il premier polacco Mateusz Morawiecki, accogliendo Giorgia Meloni nel Palazzo dei Bagni di Varsavia. E lei conferma: ‘’Basta guardarci negli occhi’’. Cornice neoclassica, laghetto e placido parco a sancire l’ennesimo colloquio tra i due leader conservatori, almeno il terzo in pochi mesi.

Due leader che, a dire il vero, hanno parecchi dossier determinanti su cui in realtà non sono d’accordo. Divisi ad esempio sulla riforma delle politiche di asilo, a tal punto da paralizzare l’ultimo Consiglio europeo e far saltare le conclusioni condivise. E soprattutto, in disaccordo su una scelta strategica fondamentale per i prossimi anni: sostenere o meno un’intesa con i popolari europei.

Non è un passaggio banale, non sarà una partita che potrà concludersi con un pareggio. A Varsavia infuria già la campagna elettorale. E qui i conservatori oggi al governo e i popolari all’opposizione si contendono la guida del Paese: nessuno dei due vuole un patto in Europa, se in patria le accuse che si rincorrono contro il Pis (i conservatori al governo) - a causa della commissione d’inchiesta sulle penetrazione russa - sono quelle di colpire l’opposizione del popolare Tusk.

Ecco, come fa Meloni a convincere il premier polacco che la strategia migliore è accordarsi con il tedesco Weber e il Ppe, se il medesimo Weber è in sintonia con Tusk? Non può, forse neanche ci prova davvero. "Dobbiamo essere aperti, collaborare e avvicinare tutti i partiti simili ai nostri’’, prova a dire senza essere troppo esplicita la presidente del Consiglio, ben sapendo che Morawiecki non apprezzerà. E anzi pensa già a come sganciare Fratelli d’Italia, preparandosi ad appoggiare Ursula von der Leyen - o comunque non opponendosi a un suo bis - e valutare se offrire i voti della destra italiana a una ‘maggioranza Ursula’ o, comunque, a un’intesa che comprenda quantomeno popolari e liberali (ben sapendo che sarà complesso, improbabile, escludere i socialisti).

E comunque, siccome non basta guardarsi negli occhi per trovare un’intesa, ecco che Meloni deve fare buon viso a cattivo gioco anche di fronte alla scelta drastica del governo polacco, che annuncia: "Per noi e' inaccettabile il ricollocamento, vogliamo che lo decidano i cittadini chi possa entrare nel proprio Paese, non la Commissione europea". A cui la premier replica: ‘’Ho rispetto per l'ipotesi di interrogare i propri cittadini per una materia sensibile per la sicurezza dei propri cittadini. E comunque, non potrei mai lamentare di chi difende gli interessi nazionali, sono ammirata di come Morawiecki dimostra forza nel difendere l'interesse Polonia ma non c'è divisione perché lavoriamo su come fermare la migrazione illegale, non su come gestirla".

Nei fatti, comunque, le posizioni in seno al Consiglio hanno segnalato una pesante divaricazione. Poi, certo, sull’Ucraina i due premier vantano ‘’posizioni identiche’’, e anche questo è un fatto. Ma Meloni preferisce non scontrarsi con Varsavia e il suo leader conservatore, in piena campagna elettorale.

Subito dopo l’incontro bilaterale, Meloni raggiunge l’hotel Sofitel e parla proprio del futuro dei Conservatori davanti al premier polacco, in un evento organizzato anche dal copresidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini.
 

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