Santanché in Senato, maretta nel Terzo polo. Calenda vuole le dimissioni della ministra. Renzi una linea più soft
di Giovanna VitaleC’è maretta nel Terzo polo sull’informativa che la ministra Daniela Santanchè si appresta a tenere a palazzo Madama dopo le inchieste giornalistiche e giudiziarie sulla sua attività da imprenditrice.
Carlo Calenda, segretario di Azione, ha chiesto di poter intervenire a nome del gruppo, deciso a chiedere le dimissioni della responsabile del Turismo. Sulla scorta di quanto dichiarato nei giorni scorsi: “Se non chiarisce tutto deve lasciare”. E siccome, come sembra, ciò non avverrà - Santanchè dovrebbe “coprirsi” dietro l’inchiesta della Procura di Milano, spiegando di non poter entrare nel merito delle indagini in corso - ecco Calenda è pronto a lanciare l’affondo.
Daniela Santanchè in Senato sul caso Visibilia: segui la diretta
C’è però un piccolo problema: Matteo Renzi non vuole. Il direttore del Riformista, che secondo il M5stelle si avvale per la raccolta pubblicitaria dei servigi di Visibilia (una delle società della ministra, poi venduta, finita nell’occhio del ciclone), intende …
C’è maretta nel Terzo polo sull’informativa che la ministra Daniela Santanchè si appresta a tenere a palazzo Madama dopo le inchieste giornalistiche e giudiziarie sulla sua attività da imprenditrice.
Carlo Calenda, segretario di Azione, ha chiesto di poter intervenire a nome del gruppo, deciso a chiedere le dimissioni della responsabile del Turismo. Sulla scorta di quanto dichiarato nei giorni scorsi: “Se non chiarisce tutto deve lasciare”. E siccome, come sembra, ciò non avverrà - Santanchè dovrebbe “coprirsi” dietro l’inchiesta della Procura di Milano, spiegando di non poter entrare nel merito delle indagini in corso - ecco Calenda è pronto a lanciare l’affondo.
Daniela Santanchè in Senato sul caso Visibilia: segui la diretta
C’è però un piccolo problema: Matteo Renzi non vuole. Il direttore del Riformista, che secondo il M5stelle si avvale per la raccolta pubblicitaria dei servigi di Visibilia (una delle società della ministra, poi venduta, finita nell’occhio del ciclone), intende tenere un atteggiamento più morbido. Più garantista. E non accodarsi al pressing delle altre opposizioni, che alla fine potrebbero anche risolversi a presentare una mozione di sfiducia.
Così i dieci senatori del gruppo Azione-Italia viva - già scossi da una fortissima tensione interna, a causa di una imminente riorganizzazione degli assetti - si sono divisi. Il braccio di ferro è in corso. Per risolvere il quale c’è stata una riunione del gruppo. Quando sarà resa nota la lista degli interventi in programma dopo l’audizione di Santanchè, si capirà chi dei due l’ha spuntata.
Al termine della riunione si è deciso di far parlare il senatore di Iv Enrico Borghi, e non Paita e Calenda. Una soluzione mediana che però non dà certezze al leader di Azione che ribadisce: “Se non spiega si deve dimettere. Le questioni giudiziarie non attengono al giudizio politico, le questioni di condotta sì. Vediamo se l’intervento di Borghi sarà su questa linea altrimenti ribadiremo la nostra”.