Schlein sui migranti rilancia: “Vogliamo lo ius soli e smantellare la Bossi-Fini”
dalla nostra inviata Alessandra ZinitiElly Schlein
CECINA – In Italia “riprendere in mano lo ius soli e non lo ius scholae” e “smantellare la Bossi-Fini perché un canale di accesso legale deve averlo non solo chi fugge dalla guerra ma anche chi cerca una vita migliore”. E in Europa “spingere sulla riforma del regolamento di Dublino che non ha bisogno dell’unanimità per essere approvata, e poi subito una missione europea con pieno mandato di ricerca e soccorso in mare, stop alla guerra insensata contro le Ong e apertura di vie di accesso legali e sicure con visti umanitari nelle ambasciate dei Paesi di transito”. Accolta da un’ovazione al Meeting antirazzista, a confronto con il presidente di Arci Walter Massa, Elly Schlein spiega la nuova politica migratoria del Pd bollando come “un’ipocrita resa, quella dell’Italia, ai muri che altri vogliono costruire lasciandoci soli”.
La segretaria del Pd ha appena letto i resoconti della visita della presidente del Consiglio in Polonia e il suo giudizio è durissimo: “A Giorgia Meloni non è bastat…
CECINA – In Italia “riprendere in mano lo ius soli e non lo ius scholae” e “smantellare la Bossi-Fini perché un canale di accesso legale deve averlo non solo chi fugge dalla guerra ma anche chi cerca una vita migliore”. E in Europa “spingere sulla riforma del regolamento di Dublino che non ha bisogno dell’unanimità per essere approvata, e poi subito una missione europea con pieno mandato di ricerca e soccorso in mare, stop alla guerra insensata contro le Ong e apertura di vie di accesso legali e sicure con visti umanitari nelle ambasciate dei Paesi di transito”. Accolta da un’ovazione al Meeting antirazzista, a confronto con il presidente di Arci Walter Massa, Elly Schlein spiega la nuova politica migratoria del Pd bollando come “un’ipocrita resa, quella dell’Italia, ai muri che altri vogliono costruire lasciandoci soli”.
La segretaria del Pd ha appena letto i resoconti della visita della presidente del Consiglio in Polonia e il suo giudizio è durissimo: “A Giorgia Meloni non è bastato fallire il suo tentativo di mediazione con Polonia e Ungheria sul Patto migrazione e asilo. Ha voluto volare fino a Varsavia per farsi ribadire in faccia il no secco dei suoi amici nazionalisti a condividere le responsabilità sull’accoglienza. E dice pure che hanno ragione. Questo succede quando ci si sceglie degli amici che vogliono dei muri contro il nostro paese, e contro i diritti dei richiedenti asilo”.
Schlein ribadisce il no al sostegno alla guardia costiera libica, già sancito nelle scorse settimane da un voto compatto del Pd in commissione al Senato contro il rifinanziamento della missione, ma adesso aggiunge anche il no agli aiuti alla Guardia costiera tunisina. “Temo che con Tunisi si ripeta lo schema dello stesso patto scellerato stretto dall’Europa con la Turchia. Sappiamo cosa sta facendo in quel Paese il presidente Saied e l’ossessione securitaria di bloccare i flussi migratori dalla Tunisia non può snaturare i principi della cooperazione internazionale che non deve essere condizionata al fatto che questo o quel Paese blocchino le partenze”».
Guarda con angoscia a quello che sta accadendo in Francia Elly Schlein, alle tre giovani vite perse nei giorni di scontri scatenati dall’uccisione da parte di un poliziotto di un 17enne di origine nordafricana - ma cittadino francese - che non si era fermato all’alt, e si dice preoccupata del clima in Italia “che sconta anni di odio e discriminazione. La violenza esplosa in Francia è frutto di un disagio profondo e deriva dal non sentirsi rappresentati, cosa che c’è anche in Italia”. Da qui la necessità di politiche sociali che il Pd intende intestarsi: da quella sul salario minimo a quella per ridurre i contratti a termine, “miccia - dice - per far crescere la tensione sociale. Il razzismo è strutturale alla nostra società come anche il patriarcato”. Enumera la segretaria tutti i “capri espiatori” scelti dalla destra: “Gli immigrati, le persone Lgbtq+, e il nuovo nemico di oggi: gli ecologisti. La nostra scommessa - promette Schlein - sarà sminare il terreno della guerra tra i più fragili, su cui la destra mira a campare di consenso facile”.
Parole, quelle di Schlein, che sembrano favorire la riconciliazione del mondo satellite del terzo settore con il Pd, dopo un lungo periodo di poca sintonia. “Serve una nuova alleanza, programmatica e di valori, che contrasti la deriva razzista e xenofoba che caratterizza le politiche del governo e della maggioranza parlamentare. Che lavori al superamento della legge Bossi-Fini e che introduca meccanismi di ingressi regolari. Che si opponga con fermezza al nuovo Patto Europeo su Immigrazione e Asilo – dice Walter Massa, presidente nazionale di Arci – Noi siamo a disposizione con tutte le nostre energie, competenze ed esperienze maturate in anni di gestione dell'accoglienza e dell'integrazione e con la nostra rete di circoli diffusa in tutto il Paese. Ci aspettiamo che il Partito democratico inverta decisamente la rotta degli ultimi anni e i segnali sembrano esserci”.