Marta Fascina e i 100 milioni dell’onorevole “non moglie”. L’aspirante leader si consola con il lascito
di Stefano BaldoliniA Marta Fascina infine Silvio Berlusconi ha lasciato 100 milioni. Confermati i rumors sul testamento del 4 volte presidente del Consiglio scomparso lo scorso 12 giugno. Alla “non moglie” Marta, un ‘legato’ pari a quello che riceverà il fratello Paolo, e molto superiore a quello previsto per il sodale di sempre, Marcello Dell’Utri (30 milioni).
Le donazioni sono state indicate in una lettera ai figli allegata al testamento e datata il 19 gennaio 2022. Dettaglio significativo: lettera sempre stata nelle mani di Marta, e dalle sue mani consegnata proprio ieri al notaio milanese Arrigo Roveda all’atto della stesura del testamento. “Se non dovessi tornare vi prego di prendere atto di quanto segue", scrive di suo pugno Berlusconi prima di un ricovero al San Raffaele. Otto giorni in ospedale a causa di una brutta infezione alle vie urinarie. Giorni di preoccupazione, in cui la compagna sembra aver chiesto con maggiore insistenza di regol…
A Marta Fascina infine Silvio Berlusconi ha lasciato 100 milioni. Confermati i rumors sul testamento del 4 volte presidente del Consiglio scomparso lo scorso 12 giugno. Alla “non moglie” Marta, un ‘legato’ pari a quello che riceverà il fratello Paolo, e molto superiore a quello previsto per il sodale di sempre, Marcello Dell’Utri (30 milioni).
Le donazioni sono state indicate in una lettera ai figli allegata al testamento e datata il 19 gennaio 2022. Dettaglio significativo: lettera sempre stata nelle mani di Marta, e dalle sue mani consegnata proprio ieri al notaio milanese Arrigo Roveda all’atto della stesura del testamento. “Se non dovessi tornare vi prego di prendere atto di quanto segue", scrive di suo pugno Berlusconi prima di un ricovero al San Raffaele. Otto giorni in ospedale a causa di una brutta infezione alle vie urinarie. Giorni di preoccupazione, in cui la compagna sembra aver chiesto con maggiore insistenza di regolarizzare il rapporto.
La data della lettera probabilmente non è casuale. Esattamente due mesi dopo, il 19 marzo, seguiranno le nozze a Villa Gernetto. Sentimento vero, con tutto il pittoresco del Cavaliere in purezza, repertorio canoro incluso, ma nozze ‘finte’ così come richiesto dai figli – Pier Silvio darà forfait – , quindi non iscritte in un registro civile, per evitare conseguenze pericolose sull'asse ereditario.
Separati da 53 anni di differenza, Berlusconi e Fascina sono uniti pubblicamente dall’estate del 2020. Fu una copertina di “Chi” a ratificarlo dopo che un comunicato stampa di due anni prima (in corrispondenza di un altro scoop del rotocalco Diva e donna) aveva sancito la fine della relazione dell’ex premier con Francesca Pascale, comunque legata al Cav da “affetto e profonda amicizia”. “Mi fa simpatia vedere un deputato della Repubblica portare a spasso il mio cagnolino”, avrebbe aggiunto la ormai ex Pascale.
Molto si è scritto sulla rapida ascesa di Fascina, laureata in filosofia, addetta stampa – cosa mai del tutto confermata – nel Milan allora gestito dall’altro ‘amico di sempre’ Adriano Galliani. Calabrese, cresciuta a Portici in provincia di Napoli, il suo nome aveva cominciato a destare un qualche interesse nei primi mesi del 2018, quando Forza Italia l’aveva blindata per la Camera in Campania.
Discrezione, capacità a stare un passo indietro, attitudine al silenzio, tra le doti di colei che è stata vicina al leader sino all’ultimo ricovero. Ricompensata nella dedizione dal testamento. Si capirà dalle prossime mosse se oltre agli sghei, Marta ha ereditato dall’amato Cav anche la capacità di leadership politica.
Perché fa un singolare effetto la coincidenza esatta tra i cento milioni che incasserà e i cento milioni di debiti che Forza Italia ha nei confronti del suo fondatore. E perché in prima battuta non sono previsti ruoli formali in un partito che in teoria lei stessa ora potrebbe acquistare.
Nei giorni scorsi ha fatto parecchio rumore la scalata dei suoi – Alessandro Sorte in testa – nel partito, specialmente in Lombardia. Provocando tensione nei gruppi parlamentari, e un’apertura del coordinatore Antonio Tajani alla stessa Fascina. Non è escluso che quest’ultima quindi possa appoggiarlo nel prossimo Consiglio nazionale del 15 luglio, in cambio di un ruolo nazionale nel partito. D’altro canto, come ha dichiarato in queste ore l’arcinemica Licia Ronzulli, “dopo Berlusconi cambia tutto. Dev’esserci più squadra".