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Su Santanchè le opposizioni si rincorrono. Lite tra Renzi e Calenda

Pd spiazzato da Conte. Boccia prima attacca il documento 5S, poi la retromarcia
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ROMA – Doveva essere il D-day della maggioranza: il giorno in cui — dopo settimane trascorse a distinguersi, la Lega, o a mostrare freddezza, alcuni settori di FI — il centrodestra si sarebbe spaccato. E invece a finire in frantumi sul caso Santanchè è l’opposizione. Spiazzata, in particolare il Pd, dalla fuga in avanti del M5S. Che senza avvertire nessuno, se non a pochi minuti dalla seduta, non solo notifica all’Aula la mozione di sfiducia nei confronti della ministra, ma annuncia anche la presenza in tribuna di un gruppo di dipendenti delle sue aziende. Con cui, al termine dell’informativa, Giuseppe Conte terrà una conferenza stampa di denuncia. Particolare, quest’ultimo, che era stato accuratamente nascosto agli ex alleati. I quali non l’hanno presa affatto bene.

Tutto accade a mezz’ora dall’informativa. Subito dopo la riunione dei capigruppo, Stefano Patuanelli avvicina il dem Francesco Boccia comunicandogli che il dado è tratto: poiché i partiti di minoranza non riescono a …

ROMA – Doveva essere il D-day della maggioranza: il giorno in cui — dopo settimane trascorse a distinguersi, la Lega, o a mostrare freddezza, alcuni settori di FI — il centrodestra si sarebbe spaccato. E invece a finire in frantumi sul caso Santanchè è l’opposizione. Spiazzata, in particolare il Pd, dalla fuga in avanti del M5S. Che senza avvertire nessuno, se non a pochi minuti dalla seduta, non solo notifica all’Aula la mozione di sfiducia nei confronti della ministra, ma annuncia anche la presenza in tribuna di un gruppo di dipendenti delle sue aziende. Con cui, al termine dell’informativa, Giuseppe Conte terrà una conferenza stampa di denuncia. Particolare, quest’ultimo, che era stato accuratamente nascosto agli ex alleati. I quali non l’hanno presa affatto bene.

Tutto accade a mezz’ora dall’informativa. Subito dopo la riunione dei capigruppo, Stefano Patuanelli avvicina il dem Francesco Boccia comunicandogli che il dado è tratto: poiché i partiti di minoranza non riescono a mettersi d’accordo, i grillini faranno da soli. Tacendogli però il vero colpo di teatro: l’invito ad alcuni ex lavoratori di Visibilia e Ki Group, pronti a testimoniare — alla presenza del leader 5S — le vessazioni subite da Santanchè e soci. Boccia prova a dissuaderlo, ma il grillino è irremovibile. Mossa che manda in fibrillazione i senatori del Pd e in testacoda l’intero partito.

A caldo il capogruppo protesta pubblicamente: “Presentare una mozione per farsela respingere è un esercizio che non ci appassiona”, attacca Boccia. “Noi abbiamo chiesto a tre ministri — Giorgetti, Urso e Calderone — di rispondere a delle contestazioni che nell’informativa non sono state chiarite. Se la sfiducia va al voto prima delle loro repliche mi pare un favore al governo, se si fa per guadagnare titoli sui giornali non è una grande strategia”. Poi però, per evitare equivoci, da fonti parlamentari trapela che se arriverà in aula, il Pd la voterà. Come farà pure Avs, anche se “avremmo preferito un percorso comune a tutte le forze di opposizione”, si duole Peppe De Cristofaro.

Intanto il M5S se la gode. “Mi sembrerebbe strano che su questo punto ci siano dei nervosismi, con gli altri ne avevamo parlato, ci sono stati degli scambi”, punzecchia Conte. Tanto più che “la mozione è lì, si possono aggiungere firme, modificarla o votarla con noi”, sfida Patuanelli. Loro sono arrivati per primi, l’intendenza segua, se vuole.

A completare il quadro, la lite dentro il Terzo polo. Calenda avrebbe voluto parlare in Aula per invocare le dimissioni di Santanchè. Renzi invece è più garantista. Il gruppo si riunisce per trovare una quadra. Questa: se le risposte della ministra non saranno esaustive le si chiederà di lasciare. Tuttavia Enrico Borghi, cui viene affidato l’intervento, dice che “la valutazione spetta a lei”. Il capo di Azione si infuria e ribadisce la tesi del passo indietro. Ma il renziano Scalfarotto avverte: “Non seguiremo Calenda sulla linea grillina, del Fatto e di Report”. Davvero un bel clima, la maggioranza ringrazia.

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