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Meloni apre l’offensiva contro i giudici. Nordio prepara “riforme radicali” e il suo ministero attacca: “Irragionevole l’imputazione di Delmastro”

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio

 (ansa)
Via Arenula, come palazzo Chigi, si affida a note anonime per schierarsi con il sottosegretario. Contestata anche la divulgazione degli avvisi di garanzia, dopo il caso Santanchè
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ROMA - Carlo Nordio come Giorgia Meloni. Per la prima volta dal suo insediamento in via Arenula, il Guardasigilli, che si trova a Tokyo per il G7, attraverso il suo staff, si affida a “fonti di via Arenula”, per difendere il suo sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove. E definisce “irrazionale e irragionevole” il sistema che ha consentito l’imputazione coatta nei confronti di Delmastro Delle Vedove, come nei confronti di qualsiasi indagato”. E annuncia “una necessaria riforma radicale che attui pienamente il sistema accusatorio”.

Ma non basta, sempre fonti ministeriali, manifestano “ancora una volta lo sconcerto e il disagio per l’ennesima comunicazione a mezzo stampa di un atto che dovrebbe rimanere riservato“. È il tema legato alla divulgazione degli avvisi di garanzia. Le fonti sottolineano come il disegno di legge del Guardasigilli “miri proprio ad eliminare questa anomalia tutelando l’onore di ogni cittadino presunto innocente sino a condanna definitiva“.

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ROMA - Carlo Nordio come Giorgia Meloni. Per la prima volta dal suo insediamento in via Arenula, il Guardasigilli, che si trova a Tokyo per il G7, attraverso il suo staff, si affida a “fonti di via Arenula”, per difendere il suo sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove. E definisce “irrazionale e irragionevole” il sistema che ha consentito l’imputazione coatta nei confronti di Delmastro Delle Vedove, come nei confronti di qualsiasi indagato”. E annuncia “una necessaria riforma radicale che attui pienamente il sistema accusatorio”.

Ma non basta, sempre fonti ministeriali, manifestano “ancora una volta lo sconcerto e il disagio per l’ennesima comunicazione a mezzo stampa di un atto che dovrebbe rimanere riservato“. È il tema legato alla divulgazione degli avvisi di garanzia. Le fonti sottolineano come il disegno di legge del Guardasigilli “miri proprio ad eliminare questa anomalia tutelando l’onore di ogni cittadino presunto innocente sino a condanna definitiva“.

Come ha scritto Repubblica ieri, è la conferma che il ministro della Giustizia intende andare avanti nella sua riforma e di fatto rendere segreta tutta la prima fase del processo, con l’obiettivo, sostengono le fonti del ministero, di tutelare gli indagati.

Un garantismo che la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, definisce “a senso unico” e “solo per amici”: “In Italia – afferma l’esponente dem – vige il principio di obbligatorietà dell'azione penale a tutela dell'eguaglianza dei cittadini. Il controllo del giudice è un presidio di effettività di questo canone ed è stato previsto da quel suo illustre predecessore Giuliano Vassalli che spesso ama citare”. Serracchiani contesta anche il metodo delle fonti anonime utilizzato nelle ultime 24 ore da Palazzo Chigi e Via Arenula: “Abbiano il coraggio di metterci la faccia il ministro Nordio, ex magistrato, e la presidente Meloni, da sempre paladina della magistratura, colei che dichiarava di volersi lasciare alle spalle il tempo degli scontri tra i poteri dello Stato”.

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