Schlein dopo le parole di La Russa: “Disgustoso che il presidente del Senato colpevolizzi una donna che denuncia una violenza”
di Giovanna Vitale“Disgustoso”. Elly Schlein interviene dopo le parole pronunciate da Ignazio La Russa in difesa del figlio Leonardo Apache, accusato di violenza sessuale. La segretaria dem ha parlato da Enna, dove ha partecipato a un incontro sul tema dell’autonomia. “Trovo disgustoso che il Presidente del Senato colpevolizzi una donna che denuncia una violenza”, ha affermato Schlein.
La Russa ha contestato i tempi della denuncia da parte della ragazza: “Presentata dopo quaranta giorni dall'avvocato estensore che, cito testualmente il giornale che ne dà notizia, occupa questo tempo per rimettere insieme i fatti”, ha evidenziato il presidente del Senato. E sulla ragazza che ha dichiarato di aver subito violenza La Russa ha sollevato dubbi: “Per sua stessa ammissione, aveva consumato cocaina prima di incontrare mio figlio. Un episodio di cui Leonardo non era a conoscenza. Una sostanza che lo stesso Leonardo sono certo non ha mai consumato in vita sua”. Parole che però ha tentato di correggere dopo gli attacchi di Schlein: “Spiace essere frainteso – il dietrfront di La Russa – ma da padre difendo mio figlio”.
La segretaria del Pd però rileva che "al di là delle responsabilità del figlio, che sta alla magistratura chiarire, è disgustoso sentire dalla seconda carica dello Stato parole che ancora una volta vogliono minare la credibilità delle donne che denunciano una violenza sessuale a seconda di quanto tempo ci mettono, o sull'eventuale assunzione di alcol o droghe, come se questo facesse presumere automaticamente il loro consenso. Il presidente del Senato non può fare vittimizzazione secondaria. È per questo tipo di parole che tante donne non denunciano per paura di non essere credute. Inaccettabile da chi ha incarichi istituzionali la legittimazione del pregiudizio sessista".
Le altre reazioni
Ma ad attaccare il presidente del Senato non è solo la leader dem. “La Russa è sconcertante: la seconda carica dello Stato libera il figlio da ogni responsabilità, indagato in una vicenda delicata, di fatto pressando forze dell'ordine e magistratura e alimenta la narrazione tossica e perversa di colpevolezza delle vittime di violenza sessuale", scrive su Twitter Alessandro Zan, deputato Pd. “Ognuno è innocente fino al terzo grado di giudizio e capisco anche il dolore di un padre nel leggere certe accuse - dice Riccardo Magi, segretario di Più Europa - Ma Ignazio La Russa non è solo un padre, è anche il presidente del Senato. Per il ruolo che svolge, sarebbe stato meglio un dignitoso silenzio. Questa è invece un'ingerenza intollerabile da parte della seconda carica dello Stato verso chi sta svolgendo le indagini".
Da Alleanza Verdi e Sinistra la presidente Laura Zanella attacca: “Ci aspettiamo che il presidente del Senato si astenga dall'intervenire nella delicatissima vicenda che vede coinvolto suo figlio. Soprattutto se lo fa per contestare l'autenticità delle parole di una donna che con coraggio denuncia la violenza subita".