Elly Schlein e il dialogo con Chiara Valerio: “La destra macchiettizza la sinistra, va sradicata la mascolinità tossica”
di Marina de Ghantuz CubbeElly Schlein e (a destra) Chiara Valerio, durante il dibattito a Testaccio
ROMA – Dalle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa sulle tempistiche della denuncia nei confronti del figlio Leonardo Apache che secondo la segretaria del Pd Elly Schlein "fanno un danno culturale" a quelle di Antonio Gramsci citate dalla scrittrice Chiara Valerio: "La cultura non è un magazzino ma la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita". Si passa dall'estrema attualità al ruolo della semantica, dai diritti Lgbtq+, ai migranti passando alla scuola, principale luogo di inclusione e di comprensione dell'altro secondo le due protagoniste della serata che ieri ha riempito la Città dell'altra economia. "Testate", ciclo di incontri organizzato da Silvia Barbagallo, Santa Di Pietro ed Eva Milella all'interno di Testaccio Estate, ieri sera ha messo al centro la cultura e la democrazia. Il loro rapporto viscerale, ma anche pericoloso.
Elly Schlein intervistata da Chiara Valerio: "Serve una redistribuzione delle ricchezze, del potere, del sapere e …
ROMA – Dalle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa sulle tempistiche della denuncia nei confronti del figlio Leonardo Apache che secondo la segretaria del Pd Elly Schlein "fanno un danno culturale" a quelle di Antonio Gramsci citate dalla scrittrice Chiara Valerio: "La cultura non è un magazzino ma la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita". Si passa dall'estrema attualità al ruolo della semantica, dai diritti Lgbtq+, ai migranti passando alla scuola, principale luogo di inclusione e di comprensione dell'altro secondo le due protagoniste della serata che ieri ha riempito la Città dell'altra economia. "Testate", ciclo di incontri organizzato da Silvia Barbagallo, Santa Di Pietro ed Eva Milella all'interno di Testaccio Estate, ieri sera ha messo al centro la cultura e la democrazia. Il loro rapporto viscerale, ma anche pericoloso.
Elly Schlein intervistata da Chiara Valerio: "Serve una redistribuzione delle ricchezze, del potere, del sapere e del tempo"
"Ci dovrebbero spiegare perché questo governo continua a discriminare le persone per quello che sono anziché per quello che fanno - ha detto Schlein - L'unico modo per contrastare questa mascolinità tossica è sradicarla prima che sia troppo tardi. In questo Paese va fatto qualcosa che non si è mai fatto: un grande investimento nell'educazione alle differenze a partire dalle scuole".
Ovvero nel luogo per eccellenza dell'educazione, dove si tocca con mano la fatica necessaria della democrazia: "Si possono educare le persone come i cavalli - continua Valerio prendendo questa volta in prestito le parole di Danilo Dolci - ma si possono educare le persone insegnando a fare le domande. Questo chiaramente è più dispendioso, ma la democrazia è dispendiosissima, ci vuole tempo. La dittatura invece è facile".
Il primo cambiamento necessario, secondo la scrittrice deve essere semantico: "Pensate alla differenza di significato tra spesa e investimento, cambia il futuro". Ad esempio in tema di sanità e di welfare: "Non è un costo ma un investimento appunto - replica Schlein - Solo che noi abbiamo la prima presidente del Consiglio donna che potrebbe tagliare i fondi del Pnrr sugli asili che invece sono un presidio per ridurre le disuguaglianze sin da subito, sono servizi fondamentali per il sostegno alle famiglie ma soprattutto, in una società patriarcale come la nostra la questione è che il maggior carico di cura lo hanno le donne che non riescono più a lavorare".
E poi la domanda cruciale rivolta alla segretaria dem, da parte della scrittrice. Nel suo stile brillante chiede: "Perché la destra è più brava a fare i meme? Io vorrei capire perché". Il pubblico ride, ma è un sorriso amaro, di chi sa quanto conti lo spazio digitale. Come amara è la risposta di Schlein che attacca il governo sui migranti, sui diritti Lgbtq+, sul lavoro precario: "Sono stati più bravi loro a 'macchiettizzare' la sinistra e a disegnarla come qualcosa che si è allontanata dagli interessi e dalle persone che vorrebbe rappresentare. Su questo dovremmo ragionare profondamente".
Ma anche, aggiunge la segretaria, sulla mancata approvazione dello Ius Soli e sulla "sottovalutazione che c'è stata quando abbiamo rivisto emergere chi, nostalgico del fascismo, ha rialzato la testa. Non si è avuto il coraggio di dire che l'Anpi ha ragione: le organizzazioni neofasciste vanno sciolte. Invece mano a mano ci siamo ritrovati al governo dei nostalgici". La chiave per arginare queste derive, concordano ancora una volta Schlein e Valerio, è nell'educazione e dunque nella scuola.