✕

Da "femminicidio falsa emergenza” a “odio l’Islam”, tutte le provocazioni di Facci. Interpellanza Pd: “È incompatibile con la Rai”

Filippo Facci

 (fotogramma)
Il commentatore negli anni si è caratterizzato per una serie di uscite contro donne, musulmani, meridionali, collezionando anche una sospensione di due mesi dall’Ordine dei giornalisti
2 minuti di lettura

La cosa positiva, per così dire, è che Filippo Facci non si è mai nascosto: “Perché sono stronzo? Perché mi viene bene. Fine”, ammise in una intervista. Il gusto della provocazione, delle litigate con colleghe-colleghi e sconosciuti, la posa un po’ da maledetto costretto a dire le cose scomode che gli altri non hanno il coraggio di dire, quando forse invece neanche le pensano.

Di sicuro comunque l’ultima esibizione muscolare di maschilismo su Libero e che potrebbe costargli una trasmissione in Rai non è una sorpresa per nessuno. Né dovrebbe esserlo per la destra che a lui, proprio in virtù di questo suo cosiddetto ‘politicamente scorretto’ (cioè tanti discorsi da bar scritti bene), aveva pensato per il nuovo corso nazional-sovranista della tv di Stato con una striscia quotidiana assai pregiata.

Il 56enne Facci, primissime esperienze in giornali di sinistra (L’Unità e L’Avanti ai tempi di Tangentopoli, anni narrati nel suo La guerra dei trent’anni, Marsilio), già simpati…

La cosa positiva, per così dire, è che Filippo Facci non si è mai nascosto: “Perché sono stronzo? Perché mi viene bene. Fine”, ammise in una intervista. Il gusto della provocazione, delle litigate con colleghe-colleghi e sconosciuti, la posa un po’ da maledetto costretto a dire le cose scomode che gli altri non hanno il coraggio di dire, quando forse invece neanche le pensano.

Di sicuro comunque l’ultima esibizione muscolare di maschilismo su Libero e che potrebbe costargli una trasmissione in Rai non è una sorpresa per nessuno. Né dovrebbe esserlo per la destra che a lui, proprio in virtù di questo suo cosiddetto ‘politicamente scorretto’ (cioè tanti discorsi da bar scritti bene), aveva pensato per il nuovo corso nazional-sovranista della tv di Stato con una striscia quotidiana assai pregiata.

Il 56enne Facci, primissime esperienze in giornali di sinistra (L’Unità e L’Avanti ai tempi di Tangentopoli, anni narrati nel suo La guerra dei trent’anni, Marsilio), già simpatizzante del Partito radicale, nel corso del tempo si è specializzato nel commento cattivista e cinico indirizzato il più delle volte a chi nella catena del potere e dell’influenza se la passa peggio. E quindi editoriali, post social e via discorrendo che hanno preso di mira islamici, donne, omosessuali, gente del sud. Ma l’indole rissosa ha colpito anche personaggi della sua stessa area: da Nicola Porro a Pietro Senaldi, passando per Vittorio Feltri. Epica anche la sua inimicizia con Marco Travaglio: “fighetta”, “stercorario”, “becchino”, alcuni tra gli aggettivi più affettuosi che gli ha dedicato sul Giornale. 

Il repertorio delle intemerate

Comunque, il repertorio del Facci pensiero di questi anni è vasto: il femminicidio “falsa emergenza”, i napoletani ritratti come piagnoni e fancazzisti (‘vedi Napoli e poi puzza’ era il titolo di un altro corsivo), l’odio rivendicato verso l’Islam (“la puzza di piedi, i tappeti pulciosi e l’oro tarocco, il muezzin, i loro veli, i culi sul mio marciapiede, la loro religione fa schifo”), i rom e i grillini. Nelle intemerate di Facci una parola ricorrente è sempre stata ‘schifo’: mi fa schifo quello, quell’altro, dedicato a città, paesi, culture, gruppi editoriali e partiti. E così via via ecco la condanna per diffamazione con l’aggravante dell'odio razziale, i comunicati esterrefatti dell’ordine dei giornalisti, le sospensioni da Facebook, lo sdegno generale sui social eccetera eccetera. Una specie di Vittorio Sgarbi del giornalismo insomma, che più ne sparava e più accresceva la propria popolarità, positiva o negativa poco importava. 

Certo stavolta, come detto, con quel gioco di parole sul ‘fatta’ dedicato a una ragazza che ha denunciato una violenza sessuale Facci sembra aver oltrepassato il limite. Sembra, però. Perché ogni volta l’impressione era quella, invece poi l’asticella si alzava ancora un po’. Che tutto sommato non è tanto e solo la storia di un giornalista-personaggio ma quella di un intero Paese ormai abituato a tutto.

Pd e M5S all’attacco

A fare la differenza, stavolta, c’è il dibattito politico legato alla trasmissione Rai per cui Facci era stato designato. Barbara Floridia, senatrice 5S e presidente della Commissione vigilanza ricorda: “Ci apprestiamo a lavorare sul nuovo contratto di servizio: sarebbe inutile, contraddittorio e soprattutto svilente parlare di inclusione, pari opportunità, lotta alla violenza di genere e al sessismo, se poi tutto questo possa anche solo correre il rischio di essere smentito nei fatti”.

I parlamentari Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai in una interrogazione all'amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, chiedono formalmente “se non sia opportuno interrompere ogni forma contrattuale e di collaborazione con Facci”: “Ancor più grave è che lo spazio dedicato al giornalista sarebbe la striscia quotidiana di 5 minuti prima del Tg2 delle ore 13", spiegano nel testo dell’interpellanza Graziano, Bakkali, Furlan, Nicita, Peluffo, Stumpo, Verducci, aggiungendo che "il profilo del giornalista non è nuovo ad azioni e considerazioni che vanno ben oltre la provocazione intellettuale e che lo rendono non compatibile con il servizio pubblico".

Infine anche Angelo Bonelli dell’Alleanza verdi sinistra ha depositato una interrogazione in commissione Vigilanza Rai dove alla fine si chiede di depennare Facci dal nuovo palinsesto.

Leggi i commenti