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Sondaggi politici, esaurito l’effetto Berlusconi: precipita Forza Italia

Silvio Berlusconi e Antonio Tajani

Silvio Berlusconi e Antonio Tajani

 (ansa)
A quasi un mese dalla morte del leader azzurro, secondo la rilevazione Quorum/YouTrend per Sky TG24, FI al 6,1% perdendo 3,5. FdI primo partito al 29,7%, (+1,7%), Pd al 19,8% (- 0,9%). Tre italiani su quattro (75%) sono a favore del salario minimo
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Continua il calo dei voti per Forza Italia, parzialmente compensato dalla crescita di Fratelli d’Italia. A un mese dalla morte del leader azzurro, Silvio Berlusconi, il partito crolla: secondo il sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24, Forza Italia ora ottiene il 6,1% perdendo 3,5. Sempre secondo la rilevazione, perde quasi un punto anche il Pd mentre FdI resta sempre il primo partito. E ancora: tre su quattro (75%) sono favorevoli al salario minimo garantito che per il 57% dovrebbe essere sopra i 9 euro. 

Le intenzioni di voto

Forza Italia in discesa. La crescita netta di astenuti e indecisi rispetto alla rilevazione del 19 giugno (+2,5%) – quando si attestava al 9,6% – potrebbe indicare un elettorato berlusconiano che più che ricollocarsi nel resto dell’offerta politica si stia rifugiando nell’indecisione e nell’astensione in attesa degli sviluppi nello scenario politico. In particolare, rispetto all’ultimo sondaggio del 19 giugno scorso, per quanto riguarda le intenzioni di voto a livello nazionale, FdI è sempre il primo partito al 29,7%, (+1,7%) mentre il Pd è al 19,8% (- 0,9%), seguito dal M5S al 15,7% (-0,2%). La Lega raggiunge l’8,5% (+1,3%), Forza Italia ottiene il 6,1% (-3,5%), Alleanza Verdi Sinistra il 3,7%, (+0,1%), Azione il 3,5% (+0,6%), +Europa 2,8% (+0,9%), Italia Viva il 2,4% (+0,3%). Per l’Italia è all’1,8% (+0,2%), Noi Moderati all’1,3% (+0,1%). I restanti altri partiti raccolgono il 4,7% (-0,6%). Gli indecisi e gli astenuti sono al 44,4% (+ 2,5%) 41,9%.

La fiducia nel governo e nei leader

Rispetto alla rilevazione del 19 giugno – una settimana dopo la morte di Berlusconi - rimane sostanzialmente stabile la fiducia di tutte le personalità testate. Cresce il giudizio positivo sul governo (dal 43% al 46%), che rimane comunque in generale in equilibrio tra gli italiani, con una prevalenza dei giudizi negativi che passano dal 46% al 48%. In particolare, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si conferma la leader più apprezzata dagli italiani con il 42% di gradimento (-2%), la segue Giuseppe Conte con il 36% (+1%), mentre Elly Schlein ottiene il 26% (+2%). Poi Matteo Salvini al 25% (-2%), Carlo Calenda stabile al 16% e Matteo Renzi al 13% (-1%). Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella continua a riscuotere il consenso dell’ampia maggioranza degli italiani con il 65% dei giudizi positivi (-1%).

Sì al salario minimo, a più di 12 euro lordi l’ora

Tre italiani su quattro (75%) sono a favore del salario minimo garantito, visto innanzitutto come strumento per avere un reddito dignitoso. Il consenso è trasversale e pressoché unanime, tra gli elettori dei partiti di governo si registra un consenso inferiore rispetto alla media ma comunque ampio (71% tra gli elettori di FdI, 67% tra gli altri elettori di cdx). La cifra minima corretta da riconoscere ai lavoratori dipendenti, globalmente, si attesta attorno ai 12,40 euro all’ora, ma comunque oltre la metà degli italiani (57%) la fisserebbe sopra i 9 euro proposti dalle opposizioni. I 9 euro lordi all’ora proposti dalle opposizioni sono considerati una proposta troppo timida da quasi un italiano su due (48%), anche tra gli elettori delle opposizioni (49% degli elettori del PD e il 44% del M5S).

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