Rai, slitta la decisione su Facci. L’ad Sergio prende tempo e zittisce i consiglieri: “Polemiche politiche strumentali, presto una risposta”. Soldi prende le distanze
di Giovanna VitaleIl giornalista Filippo Facci
(fotogramma)Prendono tempo, i vertici sovranisti della Rai. Sulla striscia quotidiana che precede il Tg2 ipotecata da Filippo Facci - l’editorialista di Libero che in un commento sulla presunta violenza sessuale consumata da La Russa jr ha colpevolizzato la vittima, denigrandola con un fraseggio volgare e misogino - l’amministratore delegato Roberto Sergio ha chiesto un supplemento di riflessione. Nella speranza che la polvere si depositi e il generale agosto aiuti a cancellare l’eco delle polemiche.
"Non è mia abitudine decidere sulla base di campagne politiche strumentali e emozionali”, ha spiegato il capo-azienda in Cda, puntando il dito contro le opposizioni che avevano dato l’altolà. “Non mi faccio trascinare da nessuno, motivo per il quale comunicherò la decisione presa assumendone la piena responsabilità, e comunque in tempi brevi", ha aggiunto. Zittendo in malo modo, con tanto di urla e battute urticanti, i consiglieri Francesca Bria e Riccardo Laganà che avevano provato a domandare se le …
Prendono tempo, i vertici sovranisti della Rai. Sulla striscia quotidiana che precede il Tg2 ipotecata da Filippo Facci - l’editorialista di Libero che in un commento sulla presunta violenza sessuale consumata da La Russa jr ha colpevolizzato la vittima, denigrandola con un fraseggio volgare e misogino - l’amministratore delegato Roberto Sergio ha chiesto un supplemento di riflessione. Nella speranza che la polvere si depositi e il generale agosto aiuti a cancellare l’eco delle polemiche.
"Non è mia abitudine decidere sulla base di campagne politiche strumentali e emozionali”, ha spiegato il capo-azienda in Cda, puntando il dito contro le opposizioni che avevano dato l’altolà. “Non mi faccio trascinare da nessuno, motivo per il quale comunicherò la decisione presa assumendone la piena responsabilità, e comunque in tempi brevi", ha aggiunto. Zittendo in malo modo, con tanto di urla e battute urticanti, i consiglieri Francesca Bria e Riccardo Laganà che avevano provato a domandare se le esternazioni sessiste del giornalista – in passato sospeso dall’Ordine per le sue dichiarazioni razziste contro l’Islam e di recente colpito da un ammonimento del Questore per stalking - fossero in linea con le policy aziendali e il contratto di servizio. Richiamati pure dalla presidente Marinella Soldi. Che ci tiene a marcare le distanze: “Filippo Facci è un giornalista di fama, che della provocazione intellettuale ha fatto una cifra stilistica. Ma la provocazione intellettuale nell’ambito del servizio pubblico deve sposarsi ad una trattazione della notizia rispettosa di tutti i soggetti coinvolti, nei contenuti e nel linguaggio – le parole di Soldi - E di fronte a vicende delicate, con molti aspetti non chiariti, in mano alla magistratura, con il coinvolgimento di soggetti giovani e addirittura di soggetti istituzionali, un giornalista che vuole operare nel servizio pubblico ( e direi non solo) dovrebbe astenersi da commenti ed espressioni che si prestano a strumentalizzazioni e polemiche”.
La prova di un braccio di ferro in corso fra chi, anche all’interno della Rai, vorrebbe stoppare il reclutamento di Facci nella Tv di Stato e chi invece, in testa il dg meloniano Giampaolo Rossi, ne ha assunto le difese, determinato a procedere egualmente anche per non darla vinta ai partiti di centrosinistra.
“Il mondo alla rovescia”, attacca a stretto giro Sandro Ruotolo, responsabile Cultura e Informazione del Pd: "Ma come si può dare la colpa a chi ha sollevato il caso e non decidere su chi ha provocato il caso? L'ad non vuole ascoltare chi, per il bene del servizio pubblico, chiede di non contrattualizzare Filippo Facci, che dovrebbe condurre un programma su Rai2". Sordo – insiste il senatore dem – a tutte le tesi discutibili da lui sostenute su una serie di temi sensibili: “Sergio si è giustificato dicendo che non è sua abitudine “decidere sulla base di campagne politiche strumentali e emozionali” E allora le esternazioni sessiste? E la colpevolizzazione di una donna che denuncia di essere stata violentata?", conclude.
Alla fine, giusto per capire l’aria che tira, Bria (in quota Pd) e il rappresentante dei dipendenti Laganà hanno votato contro i piani di produzione e trasmissione che stabiliscono i budget dei programmi inseriti in palinsesto, striscia contestata inclusa. Tutti gli altri consiglieri, a partire dal grillino Alessandro Di Majo – a conferma della trattativa aperta con i sovranisti da Giuseppe Conte per strappare poltrone di pregio, da ultimo la conduzione del talk in prima serata lasciata da Bianca Berlinguer – si sono espressi a favore.