Salario minino, ecco cosa prevede la proposta di legge delle opposizioni
di Giovanna CasadioOtto articoli e un unico obiettivo: istituire un salario minimo legale sotto il quale non è più lavoro ma sfruttamento.
La proposta di legge “Disposizioni per l’istituzione del salario minimo” è stata depositata in Parlamento e a firmarla sono Conte, Fratoianni Richetti, Schlein, Bonelli, Magi, Evi, oltre a chi ha contribuito al testo come Maria Cecilia Guerra, l’ex ministro del lavoro Andrea Orlando (che alla fine della scorsa legislatura aveva presentato già un testo), il grillino Francesco Silvestri e altri esponenti di tutte le opposizioni con la sola eccezione di Matteo Renzi e Italia Viva.
Nell’articolo 1 si definisce l’ambito di applicazione del progetto di legge che “attua l’articolo 36 della Costituzione”, in base al quale “al lavoratore va riconosciuta una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa per sé e per la propria famiglia”.
Con l’articolo 2 si chiarisce che la retribuzione compless…
Otto articoli e un unico obiettivo: istituire un salario minimo legale sotto il quale non è più lavoro ma sfruttamento.
La proposta di legge “Disposizioni per l’istituzione del salario minimo” è stata depositata in Parlamento e a firmarla sono Conte, Fratoianni Richetti, Schlein, Bonelli, Magi, Evi, oltre a chi ha contribuito al testo come Maria Cecilia Guerra, l’ex ministro del lavoro Andrea Orlando (che alla fine della scorsa legislatura aveva presentato già un testo), il grillino Francesco Silvestri e altri esponenti di tutte le opposizioni con la sola eccezione di Matteo Renzi e Italia Viva.
Nell’articolo 1 si definisce l’ambito di applicazione del progetto di legge che “attua l’articolo 36 della Costituzione”, in base al quale “al lavoratore va riconosciuta una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa per sé e per la propria famiglia”.
Con l’articolo 2 si chiarisce che la retribuzione complessiva è fatta di tante voci e che centrale è, e resta, la contrattazione collettiva. Quindi al lavoratore di ogni settore economico va riconosciuto un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, salvo restando i trattamenti di miglior favore.
Però, ed è questo il cuore della proposta, occorre un salvagente: a ulteriore garanzia del riconoscimento di una giusta retribuzione, viene fissata una soglia minima – sotto la quale non si può andare - di 9 euro all'ora. Servirà, scrivono i leader dell’opposizione, a “tutelare in modo particolare i settori più fragili e poveri del mondo del lavoro, nei quali è più debole il potere contrattuale delle organizzazioni sindacali”.
Ma chi riguarda questa legge?
Non riguarda solo i lavoratori subordinati, ma anche i rapporti di lavoro che presentino analoghe necessità di tutela nell’ambito della para subordinazione e del lavoro autonomo.
Le parti sociali sono espropriate dalla possibilità di stabilire la soglia di salario minimo?
No. Perché viene stabilito che annualmente si valuta l’aggiornamento con una commissione composta da rappresentanti istituzionali e delle arti sociali. È previsto cioè che “conformemente anche a quanto richiesto nella direttiva sul salario minimo, sia istituita una Commissione composta da rappresentanti istituzionali e delle parti sociali comparativamente più rappresentative che avrà come compito principale quello di aggiornare il trattamento economico orario”.
Altra questione cruciale: perché proprio 9 euro/ora? Sono troppo pochi?
Il parametro europeo in fatto di salario minimo è il 60% della retribuzione mediana. Qui si è un po’ più alti – come spiega l’ex sottosegretaria all’Economia, Guerra – perché ci si riferisce a contratti ampiamente scaduti e che quindi non hanno ancora fatto i conti con l’inflazione. Nel 2024 quando la norma entrerà in vigore, se sarà approvata, i contratti scaduti saranno stati aggiornati e quindi il calcolo sarà in linea.
In ultimo è riconosciuto un periodo di tempo per adeguare i contratti ala nuova disciplina e un beneficio economico a sostegno dei datori di lavoro per i quali questo adeguamento risulti più oneroso.