Bonelli (Avs): “Chi offende non può stare in tv. Ormai Viale Mazzini fa propaganda per la premier”
di Giovanna CasadioAngelo Bonelli
(leoni)ROMA - Angelo Bonelli è leader di Alleanza Verdi e Sinistra, deputato, membro della Vigilanza.
Cosa sta succedendo in Rai?
«In Rai c’è ormai la legge del più forte, che la destra ha creato per detenere il controllo del servizio pubblico, come sta facendo del resto con gli altri organi dello Stato. Questa maggioranza ha una concezione padronale dello Stato e della Rai e questo è un problema serio per la qualità della nostra democrazia».
Lei ha presentato una interrogazione in commissione di Vigilanza, per ottenere cosa?
«Ho presentato una interrogazione in cui faccio un elenco di tutte le dichiarazioni di Filippo Facci. Facci dice di essersi pentito di quanto ha detto sulla ragazza vittima di presunta violenza nella vicenda La Russa jr, ma scriveva anche in un’altra occasione cose del tipo “è vero che uno stupro è uno stupro, ma è anche vero che chi va al mulino s’infarina e che lo status di stuprata e di puttanella possono anche convivere”. Cito per dire che non è un caso isolato…
ROMA - Angelo Bonelli è leader di Alleanza Verdi e Sinistra, deputato, membro della Vigilanza.
Cosa sta succedendo in Rai?
«In Rai c’è ormai la legge del più forte, che la destra ha creato per detenere il controllo del servizio pubblico, come sta facendo del resto con gli altri organi dello Stato. Questa maggioranza ha una concezione padronale dello Stato e della Rai e questo è un problema serio per la qualità della nostra democrazia».
Lei ha presentato una interrogazione in commissione di Vigilanza, per ottenere cosa?
«Ho presentato una interrogazione in cui faccio un elenco di tutte le dichiarazioni di Filippo Facci. Facci dice di essersi pentito di quanto ha detto sulla ragazza vittima di presunta violenza nella vicenda La Russa jr, ma scriveva anche in un’altra occasione cose del tipo “è vero che uno stupro è uno stupro, ma è anche vero che chi va al mulino s’infarina e che lo status di stuprata e di puttanella possono anche convivere”. Cito per dire che non è un caso isolato e recente, perché gli era scappata la frizione. Se lo fa su Libero è un conto, ma che debba proporlo in una striscia informativa del servizio pubblico, è francamente inaccettabile».
Quindi lei cosa ha chiesto?
«Una persona con questo linguaggio e queste posizioni offensive e denigratorie nei confronti del mondo femminile — e non solo, perché ha attaccato gay, Islam — non può avere la conduzione di un programma nel servizio pubblico. Ho chiesto all’amministratore delegato e al direttore generale della Rai, di revocare la decisione assunta sulla conduzione di uno spazio tv a Facci».
Non il solo caso, dal momento che sotto accusa c’è anche il direttore di Rainews Paolo Petrecca per tagli e omissioni nei servizi su La Russa.
«Direi che c’è un caso Rai complessivo. A partire dalle questioni Santanché, Delmastro, Facci, con la sola eccezione di Report, c’è il tentativo nella tv pubblica di blindare la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni su questioni su cui non intende dare una risposta, pur avendone la responsabilità politica. Quando la destra denuncia gli attacchi della magistratura, ebbene l’artefice del complotto è la Meloni stessa che non chiarisce sulle scelte da lei fatte e che si sono rivelate disastrose, dalla ministra Santanché al sottosegretario Delmastro fino ad arrivare a Ignazio La Russa, presidente del Senato, trasformatosi in avvocato difensore del figlio dimenticando il suo ruolo. Il servizio pubblico ha il dovere di informare sui fatti, non di essere organo di propaganda».