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Sì del Pd a Strasburgo all’uso del Recovery per le armi: “Tanto in Italia abbiamo votato no”

Il voto finale sull’Asap, il piano europeo per rifornire l’Ucraina di munizioni: dopo la spaccatura, il Nazareno ha chiesto di compattarsi sulla posizione del Pse
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“Stavolta compatti”, è la linea del Nazareno spedita a Strasburgo. Stamattina, intorno a mezzogiorno, nella plenaria del Parlamento Ue è in calendario la votazione finale sull’Asap (Act to Support Ammunition Production), cioè il piano europeo per rifornire l’Ucraina di munizioni. Un piano “modello-vaccini”, che comprende anche l’uso – facoltativo per i governi - del Recovery e dei fondi di coesione. Proprio questa possibilità aveva mandato in fibrillazione il Pd. Perché praticamente tutto il Pse ha votato, fin dall’inizio della discussione, a favore del provvedimento, incluso il Recovery. Mentre fra i dem serpeggiavano malumori. Ai primi di giugno, quando sono partite le votazioni, Elly Schlein era ricorsa a una mossa che sulle prime aveva creato un po’ di confusione, quantomeno nel messaggio. Dicendo che il Pd, pur ribadendo il pieno sostegno all’Ucraina, era “contrario all’uso del Pnrr in Italia per fabbricare armi”. Ma poi aveva lasciato che le sue truppe brussellesi, almeno la mag…

“Stavolta compatti”, è la linea del Nazareno spedita a Strasburgo. Stamattina, intorno a mezzogiorno, nella plenaria del Parlamento Ue è in calendario la votazione finale sull’Asap (Act to Support Ammunition Production), cioè il piano europeo per rifornire l’Ucraina di munizioni. Un piano “modello-vaccini”, che comprende anche l’uso – facoltativo per i governi - del Recovery e dei fondi di coesione. Proprio questa possibilità aveva mandato in fibrillazione il Pd. Perché praticamente tutto il Pse ha votato, fin dall’inizio della discussione, a favore del provvedimento, incluso il Recovery. Mentre fra i dem serpeggiavano malumori. Ai primi di giugno, quando sono partite le votazioni, Elly Schlein era ricorsa a una mossa che sulle prime aveva creato un po’ di confusione, quantomeno nel messaggio. Dicendo che il Pd, pur ribadendo il pieno sostegno all’Ucraina, era “contrario all’uso del Pnrr in Italia per fabbricare armi”. Ma poi aveva lasciato che le sue truppe brussellesi, almeno la maggior parte, votassero a favore del pacchetto europeo, Recovery compreso.

Un’uscita (via Instagram) seguita da una mozione che ha impegnato il governo a non utilizzare per le munizioni i soldi del Piano di ripresa e resilienza. Mozione promossa dai dem e approvata dalla Camera all’unanimità. Proprio quel voto ora solleva dagli imbarazzi gli eurodeputati democratici. Che potranno votare a favore anche del Recovery, in Europa, ricordando che “tanto in Italia abbiamo già votato contro”.

Schlein, nell’ultima trasferta a Bruxelles del 28 giugno, aveva spiegato alle sue truppe che l’ostacolo era da considerare dribblato: “Capisco i dubbi – aveva detto in una riunione riservata con i 16 parlamentari europei del Pd – ma questa mozione li ha superati”. Dunque ora si può votare col resto della famiglia socialista, “al netto di un paio di posizioni di principio”.

Un paio di forfait sono annunciati: Massimiliano Smeriglio. E probabilmente anche Piero Bartolo. Ma tutti gli altri eurodeputati dem, salvo sorprese, dovrebbero allinearsi. Senza rendere l’idea di un partito diviso, come la volta scorsa, quando in 10 avevano votato sì all’Asap, 1 no e in 4 si erano astenuti. Ma appunto, confidano al Nazareno, è acqua passata.

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